‘ArrasciaNapoli’, il nuovo libro di Aldo Amabile

Articolo di Angelo Barraco

“ArrasciaNapoli” è il nuovo libro di Aldo Amabile, edito da Articoli Liberi. La copertina è stata realizzata da Cristina Troufa. Aldo Amabile nasce a Cava de’ Tirreni (Sa) nel 1941. Ha pubblicato: Poesia di un sovversivo e altri versi (1978), Ed è ancora maggio (1980), 13 poesie (1984), I gaglioffi (1997), La quarta profezia (2004),  L’età  del  disonore  (2008),  Sunnette  d’ammore  e  senz’ammore  (2010),  Abbiamo  bisogno  di Dio? (2010), Altre 13 poesie e qualche aforisma (2014). Per Articoli Liberi ha già pubblicato La lettera di Pietro (2019), La scomparsa del ghostwriter (2020).

Carlo  Cautiero,  direttore  editoriale  della  ParresíaEditrice,  scriveva  in una  nota  alla  prima  edizione,  del  1995:  “Questo  romanzo  è l’incontenibile urlo di una Napoli adulta, che ha bandito sentimentalismo e  fatalismo,  evasione  utopistica  e  rassegnazione  paralizzante;  una Napoli che rifiuta la mortale carezza dello stereotipo oleografico e della demagogia”. Perché ripubblicare ArrasciaNapolidopo venticinque anni? La risposta è in un’altra nota in appendice, a firma dell’autore stavolta, nella quale si legge: “Allora che fare, se intendo dire qualcosa ai giovani? Mi servo spudoratamente della complicità di giovani editori e di un libro come questo ArrasciaNapoli”. La passione umana di Aldo Amabile, il suo amore viscerale per una città che ha ereditato culture millenarie e le ha forgiate nelle nostre ossa come una  condanna, è prova di un coraggio intellettuale  indispensabile  a  ogni  scrittore.  Incontrare  il  libro  di  cui Napoli aveva bisogno da venticinque anni –o da venticinque secoli –ci fa sperare che saremo in grado di riportare in vita altre storie di libertà e oppressione, di speranza e rassegnazione, storie di deboli e di potenti. Leggere ArrasciaNapoliè un dovere per chi non ha ancora capito la forza occulta di questa città, o per chi l’ha capita profondamente e la teme come si teme il gigante dormiente dentro di noi.

“Nel rieditare questo romanzo mi sono limitato a dargli una forma più moderna, a smussare un po’ il linguaggio e alcune espressioni che risulterebbero démodé o troppo auliche per i giovani a cui Articoli Liberi si rivolge. Il mio compito è stato quello di riesumare un testo importante, sepolto in biblioteca, spazzare via la cenere e i lapilli, e offrirlo in dono alle nuove generazioni, per esortarle ad arracherNapoli, “sradicarla dalla coltre d’infamia che [ancora] la ricopre”(Frank Iodice)

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