“Un Giorno Nuovo”, l’amara malinconia dei Sick Tamburo

Articolo di Alberto Maccagno

Il 13 aprile 2017, per La Tempesta Dischi, uscì Un Giorno Nuovo, il quarto album in studio dei Sick Tamburo.

Già dal precedente Senza Vergogna, la strada dei Prozac+ e del pop punk di ispirazione californiana sembra un ricordo, qualcosa che solo raramente, ormai, bussa alle porte di Accusani e soci.

Musicalmente, ci troviamo davanti a un progetto che presenta un notevole taglio indie, con molti richiami al mondo dell’alternative rock, del punk e della musica elettronica.

Inoltre, l’atmosfera generale dell’album mostra lineamenti marcatamente pop, lontani dalle voci monotòne di Sick Tamburo e di A.I.U.T.O., caratteristiche del canto di Elisabetta Imelio.

I giri di chitarra sono melodici e rotondi, più delicati nelle strofe per poi detonare e farsi avvolgenti e rumorosi nei ritornelli.

Fin dal principio, con la title-track Un Giorno Nuovo, veniamo catapultati in un’atmosfera agrodolce, o per dirla con le parole dell’autore “di amara malinconia”, che presenta segni evidenti di quello che oggi viene chiamato it-pop e che ha monopolizzato la produzione indie italiana con artisti come Gazzelle, Calcutta e Tommaso Paradiso.

L’aspetto punk del complesso emerge a sprazzi in brani come Perdo Conoscenza (soprattutto nel riff) e Con Prepotenza (capitolo più vicino al pop punk degli anni 2000), per poi consolidarsi e suonare “maturo” in Dedicato a Me, unico pezzo cantato dalla Boom Girl (in quanto provinato durante la realizzazione dei primi due dischi in studio) e uno dei migliori dell’intero lavoro.

Interessante è anche la pennellata elettronica, adornata da un ampio lavoro di synth, che conferisce un colore intensamente alternative a Meno Male Che Ci Sei Tu, canzone che vede la collaborazione del cantautore Motta ma che, però, si verifica uno dei capitoli più “stanchi” e meno riusciti.

La voce di Gian Maria Accusani è molto particolare, come sempre, oltre ad essere facilmente riconoscibile tra mille e unica a livello stilistico.

Il suo cantato sporco e decisamente punk, quantomeno di retaggio, dona ulteriore potenza ai versi più malinconici e blue di Un Giorno Nuovo.

Come di consuetudine, i testi sono fondamentali per capire l’anima del progetto.

Questi denotano meno ironia rispetto ai precedenti lavori dell’accoppiata Imelio-Accusani, lasciando più spazio ai profumi e alla nostalgia piovuta sugli anni passati, come racconta perfettamente Ad Altro Siamo Pronti, penultimo capitolo dell’opera.

Inoltre, l’album (a partire dal titolo) vuole essere una dedica e una “pacca sulla spalla” proprio all’ex bassista di casa Prozac+ e Sick Tamburo, Elisabetta Imelio, la quale già ai tempi combatteva con una complicatissima e grave malattia.

Ironia di una sorte un po’ bastarda è il fatto che La Fine Della Chemio, episodio conclusivo del disco, sia anche uno dei frammenti migliori e più emozionanti di questo, a partire dal delicato riff di chitarra che la accarezza e arrivando fino alla sentita interpretazione di Mr. Man.

Ci piace pensare, e forse sotto sotto lo sappiamo, che il sorriso abbia vinto comunque.

Per concludere, possiamo solo dire che Un Giorno Nuovo è un disco bello, ricco di emozioni e decisamente in anticipo sui tempi, che mostra tutta la varietà e la valenza dei Sick Tamburo.

TRACKLIST:

01. Un Giorno Nuovo

02. Sei il mio Demone

03. Oltre la Collina

04. Perdo Conoscenza

05. Con Prepotenza

06. Dedicato a Me

07. Meno Male Che Ci Sei Tu (feat. Motta)

08. Ad Altro Siamo Pronti

09. La Fine Della Chemio

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