Il cinismo dei libri ruffiani come scappatoia esistenziale

Articolo di Frank Iodice

La prima cosa da fare quando inizi un romanzo ruffiano è analizzare i gusti e le tendenze di mercato, ciò che piace alla gente in questo preciso momento storico, e fingere di pensarla come loro. Vendere è facile, se è questo che ti interessa. Si compra tanta di quella immondizia in giro, su Internet, nei supermercati con l’aria condizionata così forte da rimbambirti e farti comprare di più. Vendere una copia di un libro ruffiano avrà lo stesso significato di vendere un calippo. La tua letteratura deve adeguarsi alla moda, avrai un sacco di successo, soldi e notorietà, come le soubrette. Ti scatterai tanti selfie con i tuoi fan che ti accarezzano le braccia.

Scrivi un incipit di successo. Inizia col dire che sei un perdente, che ti hanno appena licenziato e che preferisci stare al computer a piangerti addosso, per esempio. Tutti quelli che sono stati appena licenziati e stanno davanti al computer a piangersi addosso compreranno il tuo libro. Lo faranno vedere a chi li accusa di non fare nulla. Io leggo libri ruffiani, diranno, non è vero che non faccio nulla.

Puoi scegliere le tematiche da affrontare nelle liste di Google trends, ora va di moda il sesso con le mamme dei compagni di scuola. Magari inizia così il tuo romanzo: La vedevo tutti i giorni quando veniva a prendere il mio compagno di banco, il suono della campanella coincideva col suono del mio cuore… Non dimenticarti di metterci il cuore e i battiti del cuore, e anche altre banalità da cartone animato. I lettori di libri ruffiani hanno bisogno di sentirsi più intelligenti di te, è la prima regola per convincersi di non essere degli idioti. Appena ti fai scoprire e si accorgono che li stai prendendo per il culo, ne hai persi già la metà (la metà che è davvero più intelligente di te).

Crea personaggi indimenticabili. Poi puoi scegliere tra una vasta gamma di personaggi prelevandoli direttamente da Facebook per far rispecchiare i tuoi lettori; non c’è nulla che li ecciti di più che sentirsi i protagonisti di una storia fittizia perché non hanno avuto il coraggio di vivere la loro, né quello ben più raro di immaginarne una migliore.

Per i tuoi lettori ruffiani, poi, ci vuole il caso umano, anche quello funziona sempre: tumori, omicidi domestici, lunghe lotte contro malattie croniche e incurabili, insomma, hai capito, ai tuoi lettori piace commiserarsi. E mi raccomando, niente lieto fine o messaggi positivi! Umorismo niente, per carità! Perché la vita non è un gioco e bisogna essere grati a Gesù bambino per il dono prezioso che ci ha fatto. Anzi, mettici pure la storia della vita di qualche santo e dei suoi miracoli. Sì, tu fa’ così, non importa se non sei credente perché qui stiamo parlando di una truffa, di un libro confezionato per fare soldi. Chi vuoi che lo legga! La gente che compra il tuo romanzo ruffiano farà parte di quella grossa percentuale (più della metà della popolazione) che non apre neanche un libro l’anno. Tuttalpiù lo regala per Natale.

Crea una copertina mozzafiato. E infine (ma non meno importante) la scelta della copertina: donne nude. Mi raccomando, mettici sempre le donne nude, perché il sesso tira sempre, colma le esigenze di mercato più urgenti e incontenibili. E tu sei un autore ruffiano che sta attento alle esigenze incontenibili dei suoi lettori, non è così?

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