“After Hours”, la dimensione notturna e sognante nel nuovo album di The Weeknd

Articolo di Alberto Maccagno

Il 20 marzo 2020, per XO e Republic Records, è uscito After Hours, il quarto album in studio di The Weeknd. Usando un’infelice semi-citazione, potremmo dire che “il 2020 ha fatto anche cose buone” e che After Hours sia una di queste.

Abel Makkonen Tesfaye, vero nome dell’artista, ci presenta un disco ammirevole e sensazionale sotto tutti i punti di vista. Le atmosfere dell’opera calano l’ascoltatore in una dimensione notturna, sognante e allucinata, dove il cantante canadese nuota alla ricerca del filo conduttore della propria esistenza e di una tanto agognata pace, persa tra gli eccessi di una vita sopra le righe.

Perdizione, amore, tristezza e paure si fanno largo nei versi carichi di insoddisfazione di The Weeknd, i quali trasmettono il desiderio di fuga da un posto (fisico o interiore) che annichilisce lo spirito.

Musicalmente, oltre al potenziale radiofonico della release, occorre sottolineare l’indiscutibile modernità e attualità di un lavoro che attinge dal passato per, almeno, il 70% della sua composizione.

Qui, infatti, le sonorità anni ’80 di Blinding Lights, In Your Eyes e Save Your Tears si abbracciano e si fondono con le sfumature urban di Heartless e della particolarmente sofferta Snowchild, passando per le sperimentazioni elettro e dream pop di brani come Alone Again e Faith.

Questo meltin pot musicale si dimostra in grado di amalgamare gli immaginari narcotici e psichedelici dei moderni Travis Scott e ASAP Rocky (oltre a quelli R ‘n’ B di Drake) con le sonorità e i sentimenti di Michael Jackson, di Prince, degli A-Ha e dei tanti artisti che popolavano le piste dei club, ormai quarant’anni fa, sotto le luci delle strobosfere.

L’ottimo lavoro di produzione viene sposato da stesure vocali indovinate e interpretate con potenza e carisma, caratterizzate dagli ormai canonici falsetti, che seppur richiamino le grandi stelle del pop (soprattutto quello di matrice black) delle decadi passate denotano comunque un’identità precisa e uno stile ben definito.

In ultima analisi, possiamo affermare che After Hours sia un disco “matrioska” che ad ogni ascolto svela un nuovo volto della musica e dell’anima di The Weeknd, destinato col tempo a diventare un termine di paragone e un classico dei nostri anni.

TRACKLIST:

01. Alone Again

02. Too Late

03. Hardest To Love

04. Scared To Live

05. Snowchild

06. Escape From L.A.

07. Heartless

08. Faith

09. Blinding Lights

10. In Your Eyes

11. Save Your Tears

12. Repeat After Me

13. After Hours

14. Until I Bleed Out

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