“Non Zero Sumness”, la corsa verso il sole dei Planet Funk

Articolo di Alberto Maccagno

Nel luglio del 2002, per EMI Records, usciva il debut album dei Planet Funk, intitolato Non Zero Sumness.

Appena nati dalla miscela tra i partenopei Souled Out e i sarzanesi Kamasutra, i Planet Funk pubblicano il progetto che li presenta all’industria musicale nelle loro varie sfaccettature.

Dalla mescolanza di generi e culture, quando questa viene effettuata con rispetto, abbiamo spesso assistito alla nascita di importanti opere moderne in grado di modificare e influenzare notevolmente l’arte dei nostri tempi, soprattutto quando il punto di partenza è stato il mondo africano e la musica nera (quindi quasi sempre).

Non Zero Sumness sposa a pieno questo concetto di incontro; nel disco, infatti, si passa dall’elettro-funk di All Man’s Land al pop di struttura cinematografica di Under The Rain (della quale va sottolineata soprattutto l’interpretazione recitativa/canora), facendo tappa nelle atmosfere rock di Paraffin e in quelle new wave di Who Said, brano di maggior successo (assieme a Chase The Sun) contenuto nella release.

Oltre alle canzoni ora citate, sono degne di menzione anche The Waltz, episodio che presenta la migliore linea vocale, e la conclusiva (esclusa la ghost track Rosa Blu) One Step Closer, contenuta però solamente nella versione Plus One del lavoro.

Quest’ultima è semplicemente la versione cantata, da Jim Kerr dei Simple Minds, di Where Is The Max, traccia d’apertura dell’LP, che con l’apporto interpretativo del cantante scozzese intensifica i propri colori e amplifica il suo lato emozionale.

Le ritmiche sono sincopate e ballabili e fanno da tappeto rosso per melodie semplici ma accurate, presentando ottimi giri di basso ed evidenti riferimenti space e psichedelici attraverso l’inserimento di suoni e dettagli a caratterizzare il tutto.

In ultima analisi, possiamo affermare che Non Zero Sumness sia un’opera assolutamente godibile, ricca e carismatica, in cui i Planet Funk si dimostrano abili nel far convergere immaginari sostanziosi e differenti fra loro nel grande filtro della musica pop, rendendoli più masticabili e digeribili anche per un pubblico generalista e, tendenzialmente, distratto.

TRACKLIST (versione Non Zero Sumness Plus One):

01. Where Is The Max

02. Chase The Sun

03. All Man’s Land

04. The Switch

05. Inside All The People

06. Under The Rain

07. Paraffin

08. Piano Piano

09. Tightrope Artist

10. Who Said

11. The Waltz

12. One Step Closer (feat. Jim Kerr)

13. Who Said (Posillipo Mix) – Rosa Blu (ghost track).

FORMAZIONE:

Marco Baroni – tastiere, piano.

Alex Neri – tastiere, batteria elettronica.

Sergio Della Monica – basso, chitarra.

Domenico “GG” Canu – chitarra.

Auli Kokko – voce (traccia 2)

Sally Doherty – voce (tracce 3, 6 e 11), flauto (traccia 3)

Dan Black – voce (tracce 4, 5, 7 e 10), chitarre (4, 5 e 10)

Raiz – voce (traccia 9)

Andrea Cozzani – basso (tracce 2 e 4)

Hugh Harris – basso (traccia 9)

Michael Thompson – chitarre (traccia 2)

Charlie Burchill – chitarre (traccia 6)

Simon Hanson – batteria.

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