Quegli amori in quarantena narrati da Alice Avila

Articolo di Francesco Pira

Premetto che conosco Alice Avila e la stimo tantissimo. E questo sicuramente può influenzare quello che leggerete tra poco. L’ho conosciuta sul campo. E’ addetto stampa al Ministero dell’Ambiente. Giornalista professionista, la passione per la scrittura, ma soprattutto è una donna molto sensibile e colta. E nella sua prima opera narrativa “Amori in quarantena” questo traspare moltissimo. Ho ricevuto qualche giorno fa il suo libro. Nei giorni della quarantena più volte mi è stato chiesto da giornalisti in interviste televisive o radiofoniche come la pandemia ci avrebbe cambiato. Ho anche scritto alcuni interventi per rappresentare la difficoltà di affrontare coabitazioni forzate che avrebbero fatto emergere il peggio nella coppia. Questi racconti di Alice Avila sembrano voler certificare la difficoltà dei nostri tempi.

L’ultima indagine CAWI-SWG, su un campione di 818 rispondenti, rappresentativo nazionale di maggiorenni, rilevato dal 9 al 12 giugno ci racconta un’Italia trasformata nelle relazioni affettive, con una coppia stabile su 10 che non ha superato la coabitazione forzata. In diversi webinar e conferenze a cui ho partecipato come relatore ho sempre avvertito che i rischi di separazione del dopo lockdown sarebbero stati tanti. Riprendendo le esperienze già fatte per esempio dai cinesi che il giorno dopo il libera tutti sono andati ad affollare lo sportello delle separazioni. Ma torniamo in Italia. Le narrazioni delle pubblicità del periodo di quarantena o i video sui social ci raccontavano un’Italia mielosa e innamorata. I risultati della ricerca CAWI-SWG ci presentano un altro BelPaese. Le coppie che hanno dichiarato di aver problemi, magari parzialmente o totalmente risolti, sono il 33% della popolazione, mentre il 43% ha visto traballare un rapporto stabile.

Ma se le coppie che abitavano sotto lo stesso tetto hanno avuto i problemi (il 3%) durante il lockdown il distanziamento e quindi la lontananza ha fatto separare un po’ di innamorati che vivevano separati. Il 25% non è sicuro di continuare la relazione, e il 6% invece dichiara non aver superato le difficoltà e ha chiuso. In totale il 31% degli innamorati non conviventi hanno avuto molti problemi per la lontananza, che ormai parafrasando una vecchia canzone, non è più come il “vento” ma come il “virus”. Ma c’è un piccolo dato incoraggiante. Il 14% del campione intervistato ha giurato di aver iniziato una storia a distanza durante il lockdown. Galeotte le nuove tecnologie. Il 58% con una persona conosciuta di recente, anzi durante la pandemia e il 42% con persone conosciute da tempo. Questo certifica che ormai gli amori nascono e crescono in rete. Videochat, messaggini, smile, sono diventati i nuovi mezzi per conoscere e coltivare relazioni e sentimenti. I social network sono diventati il mezzo più usato. Con nuovi codici e nuovi linguaggi, è vero. Ma ormai le relazioni in presenza sono davvero relative. E se la prima speranza era quella che saremo migliori dopo Covid 19, al momento il dato certo è che di coppie il virus ne ha messo in difficoltà tantissime.

Alice Avila nei suoi racconti scrive di: amori che sbocciano, relazioni messe a dura prova, rapporti in fase di svolta: l’isolamento generale a causa del Coronavirus ha spesso modificato le storie d’amore di molti italiani. Il vissuto quotidiano di alcune donne, da Torino a Roma a Catania. Cronache amorose del periodo a cavallo tra l’inverno e la primavera 2020, quando il Covid-19 ha afflitto l’Italia e il resto del mondo, “Amori in quarantena” racconta le diverse tipologie di relazioni che molti di noi hanno vissuto.

Un affresco variegato, tratteggiato dalle stesse protagoniste, donne forti che si interrogano sulle vere priorità. Come Iris, che scrive al suo amante: “Voglio che il post-Covid sia una nuova fase della mia vita, una rinascita personale che mi consenta di buttarmi alle spalle le brutture del passato e di guardare alle cose con occhi diversi. Anche se potranno essere le stesse. O, magari, ce ne saranno di nuove. E allora lì si misurerà davvero la mia capacità di voltare pagina”.

Sono sei i racconti: pandemia, lockdown e amore, le parole chiave scelte dalla brava autrice. Già nel primo “Ti saprò aspettare” l’autrice si supera lanciando un urlo d’amore di Alberto:”sei una necessità”.

Nel secondo “E arrivò la suocera” c’è una nuora alle prese con una suocera straripante.

Nel terzo “Quando l’amore sboccia in farmacia”, non ditelo a nessuno ma è quello che mi è piaciuto di più, c’è l’amore di Gaia e Roberto nato appunto in farmacia e poi…

Nel quarto “Fitte tenebre sulle nostre piazze” c’è una nonna rimasta vedova che si innamora di un prete

Nel quinto “Pasqua con i tuoi” un tradimento vissuto prima e durante il lockdown.

E nel sesto ed ultimo racconto “Addio al passato” Iris, che vive una relazione segreta con Andrea, sposato con Carmela. Il resto non si può rivelare.

Vi consiglio di leggerla questa opera prima di Alice Avila, perché è la fotografia esatta delle nostre vite, come ha ammesso la stessa autrice in una bella intervista pubblicata dal quotidiano “La Sicilia” e firmata da Leonardo Lodato, “che sono cambiate, passando dallo smartworking a come affrontare le cose. Prima si programmava tutto a lunga distanza, adesso siamo alle prese con quello che io preferisco chiamare distanziamento fisico e non sociale, come lo hanno definito tanti sociologi, perché grazie a internet, ormai siamo tutti connessi e, di conseguenza siamo tutti vicini”.

Ecco su questo, rivendicando il mio essere sociologo, non sono d’accordo con Alice Avila perché essere connessi è molto diverso da avere relazioni. Detto questo, il libro è bello. Leggetelo!!!

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