“Such Pretty Forks In The Road”, l’opera rock personale e sofferente di Alanis Morissette

Articolo di Alberto Maccagno

Il 31 luglio 2020, per Epiphany/ Thirty Tigers/ RCA Records, è uscito Such Pretty Forks In The Road, il nuovo album di Alanis Morissette. 25 anni fa usciva Jagged Little Pill, il disco che, a metà degli anni novanta, consegnò Morissette al panorama della musica internazionale trasformandola in una delle figure più iconiche di quella decade.

Quanto è rimasto dell’angry chick del rock alternativo in Such Pretty Forks In The Road? Difficile a dirsi. Risulta più facile, però, dipingere un affresco di chi sia oggi la cantautrice canadese.

Dopo otto anni di stop discografico, Alanis Morissette torna con un’opera molto personale che fa da specchio a un animo travagliato e sofferente ma sempre e comunque combattivo. La brutale onestà che negli anni ha contraddistinto l’artista fa da fil rouge per tutti e undici i brani di un progetto denso ed emozionale.

La lentezza, l’introspezione e la fragilità di Smiling aprono le danze e indicano la via che seguiranno anche Diagnosis, la più rabbiosa Reckoning e la conclusiva Pedestal, tracce assolutamente di spicco da menzionare assieme alla commuovente Ablaze (dedicata ai tre figli della musicista), e all’empatia penetrante di Reasons I Drink.

A completare il quadro delle sfumature troviamo capitoli come Her e la più dolce e solare Sandbox Love, i quali coronano la riuscita di un progetto uniforme e lineare.

La voce calda e travolgente di Alanis rimane una garanzia che, come il buon vino, migliora negli anni, dimostrandosi in grado di condire nella giusta salsa e con la giusta interpretazione ogni testo e ogni stesura dell’album.

Dal punto di vista lirico, si denota, come sempre, l’innata abilità della cantante di Ottawa nel dimostrarsi vicina alle persone e nel comprenderne le emozioni e i colori.

Such Pretty Forks In The Road, quindi, è una non necessaria (ma ampiamente gradita) prova di maturità, l’ennesima portata alla luce da un’artista inconfondibile, oltre che da una delle personalità più uniche e preziose nell’odierna (imprevedibile) industria musicale.

TRACKLIST:

01. Smiling

02. Ablaze

03. Reasons I Drink

04. Diagnosis

05. Missing The Miracle

06. Losing The Plot

07. Reckoning

08. Sandbox Love

09. Her

10. Nemesis

11. Pedestal

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