Alberto Cavallone: lavori incompiuti e dispersi

Articolo di Gordiano Lupi

Le immagini della morte (1982 – 83) – Un documentario non finito, scritto per Luciano Martino; un film di montaggio a connotazioni horror, che forse doveva essere diretto da Alfonso Brescia. Carillon (1984) – Un film mai finito, girato a Parigi, a dicembre, che resta solo un vago ricordo di Centini.

I Cartoni di Cicciolina (1986) – Cavallone fece le introduzioni ai cartoni animati porno di Cicciolina. Le riprese con Ilona Staller durarono mezza giornata, in un mini set pieno di peluche e oggettini tipici del personaggio Cicciolina. Le sequenze vennero girate in video con Riccardo Schicchi in regia e il figlio di Cavallone (Giulio) a fare da aiuto. Ilona Staller faceva le bizze – come spesso accadeva – perché non voleva mostrare il seno. Si fece venire una crisi di nervi. Cavallone fece anche i rumori dei cartoni. Produsse Mediolanum, una casa hard durata in vita un anno.

I sogni proibiti di Tommy (1990) – Siamo nel 1990, Cavallone collabora con il produttore Alberto Chimenez per una storia a cartoni animati, da lui scritta e sceneggiata. Un film pensato per cinema e tv, un cartone ironico, strutturato a vignette satiriche. Il soggetto era del produttore e di Doriana Leondeff. Prevedeva un cartone metafisico, astratto, nelle corde di Cavallone. Il protagonista si reca da uno psicanalista e vede materializzarsi i suoi complessi come fossero mostri. Fu un fiasco totale. Uscito in qualche cinema nel 1992 ma fu un fallimento, in parte coperto dal finanziamento statale.

La strage degli innocenti (1997) – Cavallone voleva girare un film che raccontasse la vicenda criminale di Dutroux, il mostro di Marcinelle, assassino pedofilo belga. La pellicola doveva inquadrare la storia di un omicida seriale di bambini collegandola alla banda Brabante Vallone, mettendo in luce le trame politico – criminali di certe associazioni a delinquere. L’idea prese corpo in primavera, ma non fece in tempo a finire su pellicola perché Cavallone morì nel novembre 1997.

Il regista non riuscì neppure a girare un’inchiesta televisiva per il programma televisivo Mixer. Resta solo lo script, che il produttore della S.R., Salvatore Carrara, ha realizzato nel 2000, affidandolo al regista Gianni Siragusa, anche se la pellicola è firmata con il suo nome. Secondo Davide Pulici, Siragusa avrebbe girato la sceneggiatura originale di Cavallone, ma con minor genialità e modesta capacità registica. Il film è inedito. Racconta la storia di un giornalista, ex agente dei servizi segreti belgi (Paul Branco) e di una poliziotta (Monica Persiano) che indagano sui collegamenti criminali – politici di Dutroux. Girato a Paderno Dugnano con la finzione di trovarsi in Belgio, arricchito con sequenze rubate (stile Mattei) da vecchi film polizieschi italiani per tutta la parte che concerne le gesta della banda Brabante Vallone.

Internet Story (1997) – Un progetto rimasto a livello di bozza che cavallone portava avanti con Manlio Gomarasca e Davide Pulici di Nocturno Cinema. Il Dossier Nocturno n. 70 – Misteri d’Italia 3 pubblica un progetto di brochure realizzato dal regista e una sorta di sinossi. “Un incontro virtuale sulla rete si trasforma e diventa reale. Un tragico scontro di bit impazziti. Una storia cruda che racconta la vita di tre personaggi estremi. Una storia realmente accaduta dove la violenza estrema irrompe nel mondo di internet”. Gli interpreti risultano: Luter Blisset, Sherry Buchanan, Edith Store, Elisa Medina. Non è difficile intuire che la sola attrice esistente è la Buchanam, gli altri sono nomi di fantasia. Produzione accreditata: Virtual Film Production. Scritto e Sceneggiato da Cavallone, Pulici e Gomarasca.

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