Mondo cane 2000: l’incredibile

Articolo di Gordiano Lupi

Regia di Gabriele Crisanti. Testi di Luigi Mangini. Musica di Claudio Cimpanelli. Montaggio di Cesare Bianchini. Voce fuori campo di Renzo Stacchi. Produce General Cine International. Distribuzione Film 2.

Tutto quello che abbiamo detto di negativo su Mondo cane oggi – L’orrore continua va decuplicato per Mondo cane 2000: l’incredibile. Basti pensare che il film venne montato da Cesare Bianchini su fotografia e riprese di Stelvio Massi, ma lo specialista del poliziottesco si rifiutò di firmarlo e lasciò libero il produttore di attribuirsi la regia. La tesi di partenza si basa sulla domanda retorica se il vero mondo cane è quello popolato da selvaggi che vivono allo stato naturale o il nostro composto di egoismo, vita frenetica e consumismo. Il montaggio è lento, gli argomenti affrontati stucchevoli, inventati, risaputi o assurdi, cose come la storia di un vecchietto che sfascia auto della polizia per scaricarsi i nervi, porno taxi che vagano come bordelli ambulanti per le strade di New York, feste gay dove si celebra una raggiunta uguaglianza, droga rinvenuta nel pesce e nei cadaveri e immagini di sette religiose raccontate come droghe per il cervello. Molte sequenze sono prelevate di peso dal film di Massi e abbinate a un nuovo commento esterno per giungere alle stese conclusioni. I testi che accompagnano le immagini sono di Luigi Mangini e risultano ancora più squallidi e stucchevoli rispetto al soggetto della pellicola precedente. L’erotismo sconfina nella pornografia, il regista si diverte a immortalare culi di ragazze su calchi di gesso definendoli il lato più espressivo. Vediamo bordelli femminili, bambini sfruttati, figli di tossicodipendenti malati di Aids, fastidiose vivisezioni di scimmie e menzogne assurde su presunti handicappati allevati per espiantare i loro organi. Il commento della pellicola è così triviale da meritare il sequestro immediato, vera e propria pornografia verbale sulla quale è bene stendere un pietoso velo di silenzio. Dobbiamo solo aggiungere che la pellicola si caratterizza per un’assoluta mancanza di regia e di montaggio: una serie di immagini scorrono sullo schermo senza soluzione di continuità in maniera lenta, fastidiosa e prolissa.

Paolo Maereghetti commenta: “Ennesimo campionario di bizzarrie e atrocità sotto forma di reportages… assemblato dal produttore Gabriele Crisanti, riutilizza cose già viste nel precedente Mondo cane oggi – L’orrore continua e privilegia le morbosità d’accatto alle sequenze shock, mentre il commento di Luigi Mangini regala perle di questo tipo: Quanto sarebbe bello tornare a quel mondo cane di una volta! e fastidiose uscite omofobe”. Concordiamo con Mereghetti che il termine migliore per definire il film è squallido, ma non comprendiamo come il critico milanese non sia capace di vedere la differenza tra lavori di questo tipo e i mondo movies di Jacopetti.

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