“Sotto il sole di Riccione”, un film per adolescenti che può piacere anche agli adulti

Articolo di Gordiano Lupi

Enrico Vanzina scrive il soggetto di una commedia balneare che cita e rinnova le atmosfere del classico Sapore di mare (1983) e del recente Sapore di te (2014), senza dimenticare lavori come Rimini Rimini (1987) – più affini come ambientazione – e Rimini Rimini un anno dopo (1988), rispettivamente di Sergio e Bruno Corbucci. Sceneggiatura dello stesso Enrico, con la collaborazione di Caterina Salvadori e Ciro Zecca, encomiabile, perché un autore nato nel 1949 riesce a calarsi bene nelle atmosfere giovanili e nel gergo dei ragazzi degli anni Duemila. Colonna sonora dei Thelegiornalisti, con Tommaso Paradiso nella parte di se stesso, che al tempo faceva ancora parte del gruppo pop romano composto dal batterista Marco Primavera e dal polistrumentista Marco Antonio Musella.

Vediamo i Thelegiornalisti impegnati in una lunga esibizione nel concerto di fine estate sulla spiaggia di Riccione, oltre a esibirsi sui titoli di testa e di coda e a comporre il lato sonoro del film (La mia malinconia/ è tutta colpa tua …). Il titolo del film – come fu per Sapore di mare – prende spunto da una canzone dei Thelegiornalisti, caratterizzando a dovere un lavoro che profuma di nostalgia e che rinnova le atmosfere spensierate dei vecchi film vacanzieri e delle commedie balneari. Il tentativo di Enrico Vanzina è quello di sempre: raccontare l’umanità sotto l’ombrellone, con semplicità, senza mai scendere in dettagli sociopolitici e considerazioni profonde, ma sviscerare il sentimento dell’amore a vari livelli e per diverse generazioni. In un’estate può succedere di tutto: amori che nascono, storie che finiscono, persone che si conoscono, flirt di una stagione, incontri passeggeri … Il film di Enrico Vanzina mette in tavola una serie di situazioni concatenate secondo lo schema collaudato di una commedia corale giovanilistica.

Molte panoramiche aeree su Riccione e un’ampia spiaggia costellata di ombrelloni e bagni privati, fotografia coloratissima e luminosa, direzione di attori convincente e regia diligente, per raccontare gli amori di un gruppo di ragazzi molto diversi tra loro. Interpreti under 30, se escludiamo Andrea Roncato, Isabella Ferrari e Luca Ward, che fungono da collante con il vecchio cinema balneare. Isabella Ferrari – la Selvaggia di Sapore di mare che fece innamorare noi ventenni del 1983 – è la madre apprensiva di un figlio cieco che incontra l’amore, ma pure lei vive una storia sentimentale con Luca Ward, il buttafuori della discoteca, dopo anni di solitudine. Andrea Roncato è il personaggio migliore, l’attore più convincente, ospita due ragazzi in una camera per pochi euro e racconta le sue avventure da playboy, fino a quando si capisce che è rimasto legato al ricordo di un vero amore che non ha mai osato dichiarare. I ragazzi regaleranno al vecchio sciupafemmine di Riccione il sogno di risentire al telefono la donna che gli ha fatto battere il cuore.

Poi ci sono le storie dei ragazzi, gli amori che nascono nelle chat per incontri, gli amici virtuali, il cellulare onnipresente per messaggi vocali e video, le relazioni estive, gli amori che si pensano per la vita, anche se durano una sola estate. Vediamo la storia di Vincenzo che incontra un amico come Furio e scopre per la prima volta l’amore; Marco dichiara il suo sentimento per una coetanea sul palco, durante il concerto dei Thelegiornalisti, e conquista la sua donna dopo cinque anni di corte tanto serrata quanto infruttuosa; Ciro, aspirante cantante e bagnino, lascia la sua compagna per una nuova donna della quale si innamora perdutamente. Storie da teenager e storie di adulti che si intrecciano, per quello che può essere definito un teen-movie televisivo, un film senza molte pretese girato e confezionato in maniera dignitosa.

Molto gergo giovanilistico: c’è una che mi piglia bene, è una carbonara con la panna (una ragazza meno attraente), mi ha frienzonato (mi ha messo nella zona amici), mi sta trollando (mi sta prendendo in giro). A un certo punto Andrea Roncato sbotta: “Ma come cazzo parlate?”. Pure lui abbonda in definizioni su se stesso che profumano di anni Ottanta; cose come sono il guru della chiappa, mi chiamano il motore di ricerca della gnocca, attualizzano vecchie idee del passato. Tra le battute migliori di Roncato citiamo quella riferita a una spasimante attempata: “Le giovani possono aspettare, queste possono morire da un momento all’altro”. Alcune situazioni citano i vecchi film balneari: il gioco della mela, la partita di pallavolo, l’attesa del tramonto tutti insieme davanti al mare; altre citano luoghi della riviera romagnola come l’Acquafan e i grandi concerti di fine estate.

Sotto il sole di Riccione è un film per adolescenti che può piacere anche agli adulti, a patto che non si attendano niente di più che un puro intrattenimento sentimentale. I personaggi sono monodimensionali, da fiction televisiva, secondo lo schema della telenovela e del fotoromanzo rosa, con i loro piccoli tradimenti, gli amori contrastati, le storie finite bene e finite male, le speranze per il futuro e i ricordi del passato (per i personaggi più vecchi). I ragazzi si danno appuntamento all’anno successivo, ancora una volta sulla spiaggia di Riccione a guardare il sole che tramonta. Un film piacevole, fatte le debite riserve.

Regia: YouNuts!. Soggetto: Enrico Vanzina. Sceneggiatura: Enrico Vanzina, Caterina Salvadori, Ciro Zecca. Casa di Produzione: Lucky Red. Distribuzione: Netflix. Musiche: Tommaso Paradiso, Matteo Cantaluppi. Durata: 100’. Genere: Commedia Sentimentale. Interpreti: Cristiano Caccamo (Ciro Lamanna), Saul Nanni (Marco), Andrea Roncato (Gualtiero), Lorenzo Zurzolo (Vincenzo), Ludovica Martino (Camilla), Isabella Ferrari (Irene), Luca Ward (Lucio), Davide Calgaro (Furio), Fotini Peluso (Guenda), Matteo Oscar Giuggioli (Tommy), Claudia Tranchese (Emma), Giulia Schiavo (Mara), Maria Luisa De Crescenzo (Bea), Sergio Ruggeri (Giorgio), Rosanna Sapia (Violante), Tommaso Paradiso (se stesso).

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