“La liceale nella classe dei ripetenti”, un ritorno alla commedia sexy

Articolo di Gordiano Lupi

La liceale nella classe dei ripetenti (1978) è un ritorno alla commedia sexy di ambientazione scolastica, per la regia di Mariano Laurenti, quasi un sequel del fortunato La liceale,pure se i nomi dei protagonisti, l’ambientazione (siamo a Trani in Puglia) e le situazioni sono sensibilmente modificati. Vediamo la scheda tecnica.

Il film è diretto, scritto e sceneggiato da Mariano Laurenti, che si avvale della collaborazione di Francesco Milizia, Francesco Mercuri e Annie Albert. La fotografia è di Federico Zanni, il montaggio di Alberto Moriani, le scenografie sono di Massimo Antonello Geleng e le musiche di Gianni Ferrio. Coproduzione italo-francese: Dania Film – Les Films Jacques Leitienne. Distribuisce Medusa. Interpreti: Gloria Guida, Alvaro Vitali, Lino Banfi, Gianfranco D’Angelo, Brigitte Petronio, Luigina Rocchi, Jimmy il Fenomeno, Ermelinda De Felice, Rodolfo Bigotti, Carlo Sposito, Ria De Simone, Stefano Amato, Rosario Borelli, Sylvain Green, Hélène Chauvin, Sabina De Guida, Maria D’Alessandro, Mangalika di Tyadura, Giovanni Pazzafini, Assunta Piersanti, Clemente Ukmar, Paola Pieracci e Paolo Ceccarelli.

Il film ci riporta in ambiente scolastico tre anni dopo il grande successo de La liceale, Gloria Guida non è più Loredana D’Amico, ma una studentessa di nome Angela, ed è protagonista di tutta un’altra storia ambientata sul lungomare di Trani. Ritroviamo molti interpreti della precedente pellicola ma i ruoli sono cambiati. Alvaro Vitali non è uno studente ma interpreta il professor Modesti, insegna musica ed è vittima di scherzi atroci da parte dei ragazzi che gli nascondono ogni giorno un pezzo della sua Cinquecento scassata, sino a quando gliela faranno trovare completamente smontata. Gianfranco D’Angelo è il professor Ilario Pizzarone, insegna storia, ha nostalgia del fascismo, gira vestito da coloniale con cavallo e frustino, si dice ammiratore di Napoleone Bonaparte. Carlo Sposito è il preside sordo come una campana che pensa sempre a mangiare. Ermelinda De Felice è la professoressa Matilde Cianca che insegna matematica e quando si spaventa spicca salti come una cavalletta. Lino Banfi è Zenobio, professore di ginnastica e gestore di un negozio di articoli sportivi, ma pure gelosissimo padre di Angela (Gloria Guida) che odia da sempre il professor Pizzarone.

La trama non è molto articolata, si basa sulla rivalità tra Zenobio e Pizzarone, sia politica che per vecchie ruggini amorose. Tonino, il figlio di Pizzarone, è fidanzato con Angela che non è sicura di essere innamorata ed è indecisa tra lui e il compagno di scuola Carlo (Rodolfo Bigotti). Pizzarone approfitta di un incidente d’auto del figlio e lo fa fingere gravemente malato per spingere la ragazza a decidere per le nozze. Quel che il professore vuole è ereditare i capitali di Zenobio che a suo tempo gli portò via la moglie e tutti i suoi possedimenti. Carlo è geloso di Tonino, vuol bene ad Angela e cerca a più riprese di possederla, ma non ci riesce perché lei ha sempre davanti agli occhi la figura sofferente di Tonino immobilizzato a letto. Carlo finisce per scoprire la finzione di Tonino: il padre non lo ha portato a Bologna per curarsi ma a Bari dove ha conosciuto una bella tedesca. Tonino subisce davvero un grave incidente perché tuffandosi in mare finisce sopra un peschereccio di passaggio. All’ospedale un medico lo tradisce davanti ad Angela e al padre che comprendono di essere stati presi in giro. Zenobio si vendica, con un colpo di pala colpisce Pizzarone e lo manda in ospedale a far compagnia al figlio. Il problema è che ci finisce pure lui perché viene sorpreso dal marito della sua amante che – per dirlo alla Banfi – gli spezza le ossa. Lieto fine per Angela e Carlo che si ritrovano in un prato a far l’amore. Tonino è soltanto un ricordo.

Il film non ha niente a che spartire con La liceale. Si tratta di un improbabile sequel che sfrutta soltanto il titolo e il successo di una pellicola trasgressiva e innovativa. Qui siamo nel campo del già detto e del già visto. Gianfranco D’Angelo e Lino Banfi sono molto bravi a recitare le rispettive caratterizzazioni del fascista nostalgico e del padre geloso ma donnaiolo. Alvaro Vitali è in ombra e la parte dell’insegnante non è tagliata su misura per lui, per non dire della pessima macchietta che si svolge allo stadio dove Zenobio lo fa correre (e vincere) truccato da donna. Comicità slapstick che ricorda le comiche del muto e i cartoni animati. Gloria Guida è fisicamente più matura, soprattutto è meno ragazzina maliziosa, pare che si spogli e che reciti scene erotiche con una punta di fastidio. Le scene sexy sono davvero poche, alcune pure già viste, come quella delle mani che si cercano sotto il banco. Altre sono povere e per niente eccitanti: gambe accarezzate in auto, docce nello spogliatoio dello stadio (ma la Guida non c’è), tentativi di rapporti che sfumano sul più bello (in una cabina al mare), un sexy strip durante una festa, lui e lei a letto interrotti dall’arrivo del padre. Il film è composto da un insieme di scenette scollegate tra loro e cucite a fatica da una trama inconsistente. La parte migliore sono le macchiette di Lino Banfi e di Gianfranco D’Angelo. Banfi gioca in casa (il film è girato a Trani) e si scatena con il suo pugliese da burletta (“Sono il signor Cantalupo e sono triste e cupo”, Fiasconero invece di Fiasconaro e via dicendo). Molto posticcia la storia tra Zenobio e Tecla (Ria De Simone), una bolognese che capita nel negozio di articoli sportivi, un episodio collegato al resto del film solo nel finale quando compare il marito di Tecla e manda all’ospedale Zenobio. Da citare la partita di tennis che ricorda un’analoga scena del film Fantozzi di Luciano Salce con Paolo Vilaggio. Piuttosto forzata è la scena dei tre studenti che si accorgono di come l’amante del professor Pizzarone voleva fare l’amore. Lei pretendeva che il compagno truccato da ladro entrasse dalla finestra. I tre distraggono il professore, a turno scavalcano il davanzale e si fanno l’amante, quando tocca al professore lei è stanca e lo manda in bianco. Non solo: interviene la polizia e porta il docente in questura. Altrettanto staccate sono le parti girate allo stadio di Trani dove Zenobio prepara i ragazzi per i Giochi della Gioventù. Notiamo solo che Gloria Guida è molto sexy vestita da atleta: con la maglietta azzurra e i pantaloncini bianchi fa un figurone. Le dedicò un servizio pure il Guerin Sportivo, da sexy calciatrice con la maglia della nazionale italiana.

Il resto del film è un susseguirsi di scenette scolastiche e di atroci scherzi ai danni del professor Modesti, della professoressa Cianca e del bidello Anacleto (Jimmy il Fenomeno). Pubblicità indiretta  a non finire: Cinzano, Corvo di Salaparuta, J&B. Tutto in puro stile anni Settanta. Bello lo spaccato di società di quel periodo. All’uscita di scuola ci sono soltanto Garelli, Vespe e auto di piccola cilindrata. Un ispettore di polizia dice: “Di questi tempi succede di tutto …” ed è un riferimento agli anni di piombo che stavamo vivendo. Lino Banfi cita un film di culto come Arancia meccanica e lo storpia in pugliese: “Questi film moderni, l’arancia meccanica, banana metallurgica …”. Era un’altra Italia, inutile dire. Non so se migliore o peggiore. Però diversa lo era di sicuro. Da non prendere in considerazione per la trama del film né Marco Giusti (Stracult) né Antonio Tentori (Malizie perverse). “Un Laurenti ultraclassico con un cast di caratteristi perfetto”, conclude Giusti. Ma il film non l’ha visto. Il primo parla di un preside mezzo cieco che in realtà è sordo e soprattutto dice che la Guida civetta con tutti i ragazzi della classe ma non è vero. Tentori, di solito preciso e puntuale, questa volta confonde la pellicola con un’altra perché parla di un Alvaro Vitali nella parte di Tonino che a suo dire sarebbe una sorta di Pierino con un nome diverso. Paolo Mereghetti stronca senza pietà (una stella): “Una farsa decisamente insulsa, indecisa tra una comicità slapstick e una più verbale e sguaiata”.  Non ha tutti i torti. Pino Farinotti non vede il film, stronca con una stella e si limita a dire: “La Guida torna al suo consueto personaggio di liceale fintamente candida”. Fa quasi meglio il Morandini che non lo cita neppure. In ogni caso un buon successo di pubblico. Il film esce in Francia come Les lycéennes redoublant e in Germania come Flotte Reens jetzt ohne Jeans.

Regia: Mariano Laurenti. Soggetto: M. Laurenti, Francesco Milizia. Sceneggiatura: M. Laurenti, F. Milizia, Franco Mercuri, Annie Albert. Fotografia: Federico Zanni. Musiche: Gianni Ferrio. Montaggio: Alberto Moriani. Scenografia: Massimo Antonello Geleng. Produzione: Luciano Martino per Dania Film, Medusa Distribuzione (Roma), Les Film  Jacques Leitienne (Parigi). Interpreti: Gloria Guida (Angela), Alvaro Vitali (prof. Modesti), Gianfranco D’Angelo (prof. Ilario Pizzarrone), Lino Banfi (Zenobio Cantalupo, padre di Angela), Rodolfo Bigotti (Carlo), Sylvain Green (Tonino Pizzarrone), Carletto Sposìto (il preside), Ria De Simone (Tecla, la bolognese), Stefano Amato (Fusecchia), Ermelinda De Felice (prof. Matilde Cianca), Brigitte [Brigida] Petronio (una studentessa), Nello [Giovanni] Pazzafini (amante manesco di Tecla), Rosario Borelli (un medico), Tom Felleghi (commissario polizia), Jimmy il Fenomeno [Luigi Origene Soffrano] (Anacleto, il bidello), Mangalika Di Tjadura (amante di Ilario), Paolo Ceccarelli, Luigina Rocchi (altra studentessa) Hélène Chauvin (Lina), Maria D’Alessandro, Sabina De Guida, Paola Pieracci, Clemente Ukmar. Distribuzione: Medusa. Durata: 90′. Vietato ai Minori di anni 14. Eastmancolor. Gloria Guida è doppiata da Micaela Esdra. Titolo francese: Les lycéennes redoublent. Titolo in Germania: Flotte reens jetzt ohne jeans.

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