Convocato il Consiglio Supremo di Difesa….e allora?

Articolo di C. Alessandro Mauceri

Nei giorni scorsi alcuni giornali hanno lanciato l’allarme: l’Italia potrebbe essere messa sotto il controllo dei militari! Le pagine di blog e siti web (ma anche di qualche giornale poco attento) si sono riempite di articoli allarmanti. A conferma del momento di grave pericolo alcuni hanno citato i movimenti di mezzi e militari statunitensi e di altri membri dell’Alleanza Atlantica in alcuni paesi chiave dell’est Europa. Altri hanno trasformato il “lockdown” in “coprifuoco” e hanno riempito pagine internet di consegne ai militari (deformando la decisione del Presidente del Consiglio dei Ministri di chiudere i locali dopo una certa ora), fingendo di non sapere che già durante il lockdown dei mesi scorsi le forze armate sono state coinvolte attivamente – per fortuna. Altri hanno parlato di “ordine perentorio” dicendo che “il coprifuoco è stato decretato” e che le conseguenze che attendono chi lo viola sarebbero “la consegna in caserma, ovvero una punizione”, citando l’ “articolo 1362 del codice dell’ordinamento militare “ e la “consegna di rigore”. 

Niente di più sbagliato.

A originare tutti questi allarmismi tanta ignoranza e l’annuncio apparso sulle pagine web del Quirinale: “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per martedì 27 ottobre 2020, alle ore 17.00”. Due i punti all’ordine del giorno: 1) conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla NATO e all’Unione Europea. Aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale. Prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi; 2) prontezza, efficienza, integrazione e interoperabilità dello Strumento Militare nazionale. Bilancio della Difesa e stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo.

Prima di “gridare al lupo”, però, certa gente (specie se svolge il mestiere di giornalista) farebbe bene ad informarsi.

Previsto dall’art. 87 della Costituzione, “Il Consiglio Supremo di Difesa”, si legge tra le pagine del Quirinale, è “il principale strumento attraverso il quale il Capo dello Stato acquisisce circostanziate conoscenze degli orientamenti del Governo in materia di sicurezza e difesa, per poter svolgere adeguatamente il complesso ruolo di equilibrio e garanzia attribuitogli dalla Costituzione”. Tale organo “costituisce sede istituzionale permanente per la discussione e l’approfondimento multidisciplinare delle problematiche relative alla sicurezza ed alla difesa. Le attività condotte nel suo ambito e quelle che da esse conseguono concorrono a porre i suoi componenti nelle condizioni di esercitare, in maniera sinergica rispetto a linee d’azione condivise, i rispettivi ruoli istituzionali, sia in rapporto alla propria specifica area di competenza sia a supporto di quella di ciascuno degli altri. Attraverso esso i suoi componenti possono concorrere a definire criteri per il migliore esercizio delle rispettive singole competenze”. É presieduto dal Presidente della Repubblica. A farne parte il Presidente del Consiglio dei ministri, i ministri per gli Affari Esteri, dell’Interno, dell’Economia e delle Finanze, della Difesa e dello Sviluppo Economico, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, il Capo di Stato Maggiore delle FFAA e il Segretario del Consiglio supremo di difesa. Ma la legge prevede che “a seconda delle circostanze e della materia trattata, possono essere chiamati a prendere parte alle riunioni anche altri ministri, i Capi di stato maggiore delle Forze armate, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il Presidente del Consiglio di Stato, nonché ulteriori soggetti e personalità in possesso di particolari competenze in campo scientifico, industriale ed economico ed esperti in problemi militari”.

In base a quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 66 del 2010, il Consiglio Supremo di Difesa viene convocato dal Presidente della Repubblica almeno due volte l’anno (ma in caso di necessità potrebbero essere di più), con un ordine del giorno che tiene conto anche delle indicazioni fornite dall’organo stesso ovvero dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Niente di cui avere paura, quindi.

Creare allarmismi è sempre sbagliato. Ma lo è ancora di più in un momento come quello attuale.

Se non del fatto che c’è gente che, approfittando della poca conoscenza della materia, sfrutta alcuni eventi per evocare scenari apocalittici e diffondere il panico. Scelta che, mai come in un momento delicato come quello attuale, potrebbe avere conseguenze pericolose.

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