“Le vacanze intelligenti”, tre memorabili ritratti dell’Italia di fine anni Settanta

Articolo di Gordiano Lupi

Regia: Alberto Sordi. Soggetto e Sceneggiatura: Alberto Sordi, Rodolfo Sonego, Silvia Napolitano. Musiche: Piero Piccioni. Montaggio: Tatiana Casini Morigi. Scenografia: Lorenzo Baraldi. Fotografia: Sergio D’Offizi. Costumi: Bruna Parresan. Aiuto Regista: Fulvio Marcolin. Arredamento: Massimo Tavazzi. Operatore alla Macchina: Enrico Lucidi. Direttore di Produzione: Piero Lazzari. Produzione: Rizzoli Film. Interpreti: Alberto Sordi, Anna Longhi, Evelina Nazzari, Stefania Spugnini, Alfredo Quadrelli, Filippo Cirò, Alessandro Partexano.

Le vacanze intelligenti è il terzo episodio – diretto e interpretato da Alberto Sordi – del film collettivo Dove vai in vacanza?, composto da altri due segmenti: Sarò tutta per te (Mauro Bolognini), con Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli, e Sì buana (Luciano Salce), con Paolo Villaggio e Annamaria Rizzoli. Il film è ottimo, composto da tre memorabili ritratti dell’Italia di fine anni Settanta, tre episodi intrisi di umorismo e trovate geniali. Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli danno vita alla più classica delle situazioni da commedia degli equivoci. Tognazzi è un dentista piantato dall’amante che decide di raggiungere l’ex moglie (Sandrelli) nella sua villa al mare, ma – nonostante un contrastato riavvicinamento coniugale – il rapporto erotico non si concretizza. Si tratta forse del Bolognini più vicino alla commedia sexy di serie B, un film che gli costa più di una critica negativa, ma che presenta un certo interesse.

Sìbuana è scritto da Continenza e Scarpelli, una sorta di parodia di un romanzo d’avventura ambientato in Africa, con un Villaggio scatenato a suon di rutti e circuito dalla bionda Rizzoli. L’episodio racconta le disavventure di Villaggio coinvolto nell’omicidio dell’amante della Rizzoli (Daniele Vargas) e si ricorda anche per il sexy costume panterato della bionda attrice. Villaggio è molto bravo e le scene comiche da allupato cronico alle prese con tanta bellezza sono memorabili. Tralasciamo i primi due episodi che vedono protagonisti Tognazzi – Sandrelli e Villaggio – Rizzoli, per occuparci del lavoro di Sordi. Le vacanze intelligentiracconta le vicissitudini di due fruttaroli romani (Sordi e Longhi), ignoranti e succubi di tre figli universitari, che prescrivono diete, modificano l’arredamento casalingo e dispongono viaggi culturali. “Quest’anno niente Ostia”, dice Sordi mentre si appresta ad andare in vacanza e saluta gli amici dei mercati generali. Si parte per una pellicola on the road che ci conduce alle tombe etrusche di Tarquinia e alle Terme di Montecatini, passando per un concerto a Firenze e si conclude con la Biennale di Venezia. L’ignoranza dei genitori a contrasto con la cultura dei figli è sin troppo palese, al punto che è legittima la domanda che si pone lo stesso Sordi: “Come avranno fatto a venire fuori dei capoccioni simili da due ignoranti come noi?”. I due fruttaroli sono orgogliosi dei figli (sin troppo snob), ma non riescono a capire la musica contemporanea e l’arte moderna. Finiranno per vendicarsi delle vessazioni subite mangiando fino a star male salsiccia e fagioli in trattoria.

“Quando i figli erano piccoli gli insegnavamo noi. Ora ci insegnano loro!”, afferma il protagonista. Il problema del cinema di Sordi regista è sempre lo stesso: troppa superficialità, luoghi comuni eccessivi, stigmatizzazione ridotta a facile esemplificazione. La critica agli pseudo – intellettuali che fingono di conoscere significati reconditi per non sfigurare è fin troppo evidente. In ogni caso, per quanto Sordi regista è limitato, l’attore è straordinario: basta uno sguardo attonito durante un concerto e un’espressione lunare per far ridere il pubblico. Il finale è pessimo, una vera fiera del luogo comune, con i ragazzi che intavolano un dibattito astruso che i genitori non comprendono, ma una colossale spaghettata risolve ogni problema. “Lasciali sfogare. Poi tornano indietro”, dice Sordi, convinto che la modernità sia solo di passaggio. E infine: “Se diventassimo tutti scienziati, le casse al mercato chi le scarica più?”. Certo, la profondità è davvero ai minimi storici, ma in fondo si ride e il film diverte. Rassegna critica. Paolo Mereghetti (una stella e mezzo): “Tre episodi senza molto rapporto tra loro: pecoreccio il primo, inutile il secondo, qualunquista il terzo nella sua voglia di stemperare i contrasti generazionali nella filosofia della pastasciutta”. Pino Farinotti (tre stelle): “Tre episodi legati tra loro dal tema delle vacanze… la terza storia (Sordi) è la più divertente”. Morando Morandini (due stelle la critica – tre stelle il pubblico): “Film a 3 episodi nel più classico stile della commedia all’italiana. Più che sulla sceneggiatura i racconti – che hanno come tema conduttore la vacanza – si reggono sul mestiere dei 3 protagonisti maschili”.

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