Sei Buddista? E in cosa credi?

Articolo di Alessio Lucignoli

Il mio non vuole essere un articolo che studia la storia del Buddismo in tutta la sua interezza, ma voglio partire da alcune basi per andare poi ad esplorare quello che è il mio rapporto con questa affascinante religione. Sarò quindi veloce nelle descrizioni e prolisso, forse, nello spiegare il mio sentire.

Il Buddismo è una delle religioni più antiche e diffuse del mondo, nasce del V secolo con la predicazione di Siddharta Gautama, il primo Budda, per poi riuscire a farla propagare in tutto il mondo. Ma, essendo una religione estremamente complessa e ben sfaccettata, si sono susseguite diverse scuole di pensiero che hanno deciso di interpretare il Buddismo con specifici studi.

Nasce cosi nel XIII secolo, il Buddismo Nichiren, ovvero “la Scuola del Loto” che significa l’unione di scuole buddiste mahàyàna giapponesi che fanno riferimento alla figura e gli insegnamenti del monaco buddista Nichiren. Quest’ultimo fu un monaco estremamente rivoluzionario nei suoi studi sulla pratica buddista, portando ad un livello accessibile a chiunque volesse addentrarcisi.

Facendo nascere lo studio del testo più importante del mondo buddista, il Sutra del Loto, la venerazione del gohonzon (lo strumento buddista più importante) e la recitazione attraverso il mantra del Namu myòhò renge kyo, detto daimoku.

Queste rivoluzioni spirituali apportare da Nichiren furono seguite da milioni di persona, portando poi dal 1930, diversi secoli dopo, la creazione della Soka Gakkai. Ovvero, la scuola laica buddista che ha diffuso in tutto il mondo gli insegnamenti del monaco, tentando quindi di portare nel ventunesimo secoli gli insegnamenti dello stesso.

La Soka Gakkai è presente in 192 paesi del mondo, e conta dieci milioni di fedeli. Ed in molti lo definiscono un movimento religioso. E questa è, grossomodo, la storia. Una storia che andrebbe sviscerata ed esplorata ancora per bene, ma rischierei di dilungarmi e perdermi tra le pieghe del tempo e dei secoli.

Mi fermo qui, e cerco di farlo rispondendo alla domanda che ho posto come titolo dell’articolo; in che cosa credono i buddisti? Mi è stato subito chiaro fin da subito, dal momento che sono diventato membro della Soka Gakkai, che i buddisti credono principalmente nella Rivoluzione Umana, ovvero un cambiamento illuminato e personale, sia nell’umanità ma anche e specialmente nelle persone che lo popolano.

L’ambizioso obiettivo è quello di riportare tra la gente un “Illuminismo moderno e spirituale”, portando le luci dei riflettori sulle capacità dell’umanità, e ciò avviene, seguendo il credo, in diversi modi, tra cui: leggere, studiare e recitare i pensieri di Nichiren, il fu monaco, ed approfondirli con il dovuto contesto della modernità.

Molti, tra i critici, hanno parlato di sette che adoperano oscuri mezzi per fare diabolici lavaggi del cervello, (la critica più comune di qualsivoglia tipo di religione, se uno ci pensa bene) ma ciò che ho trovato io e parlo in maniera razionale e personale, è tutto fuorché frutto di qualche piano malvagio e oscuro: ma bensì figlia della compassione e della speranza che un’umanità migliore ci possa davvero essere e che realmente sia possibile costruirla.

C’è una straordinaria varietà di persone unite dal comune desiderio di fare del bene, senza tornaconti personali, per aiutare le persone in difficoltà con tutto l’aiuto possibile, e per forza di cosa anche con la forza della pratica del mantra e degli scritti di Nichiren.

Il Buddismo Nichiren crede nell’essere umano, sostiene che in ognuno di noi ci sia un Budda, quindi un potenziale illuminato da scoprire e ben sviluppare con l’aiuto degli altri compagni di fede. Ciò che spaventa, e spero sia un pensiero arguto, da sempre l’umanità è quello che non conosce o più propriamente detto, la paura dell’ignoto. In questo caso, all’occhio del più scettico, tutto può sembrare una forzatura architettata per spillare tempo, denaro e seguaci.

Cosa che se doveste mai partecipare ad un meeting, che vi augurerei di cuore, capireste non fattibile e nemmeno lontanamente concepibile. Detto questo, incoraggerei anche solamente la curiosità intrinseca nell’essere umano, e quindi in voi, per cercare qualche spiegazione a dei termini da me usati (sono una vecchia volpe, eh?) per far si che alcuni significati vi siano esemplificati con maggiore chiarezza.

Ah, vi ho appena fatto Shakubuku!

No, non è un incantesimo per farvi innamorare di me.

Come? State andando su Google? Bravi!

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