“Incontri proibiti”, l’ultimo lavoro di Alberto Sordi

Articolo di Gordiano Lupi

Incontri proibiti è l’ultimo lavoro di Alberto Sordi, come regista e interprete, girato nel 1998, riproposto nel 2002 – un anno prima della scomparsa del grande attore – con un nuovo montaggio e un diverso titolo: Sposami papà. Film interessante perché è l’ultima occasione per vedere all’opera Franca Faldini, compagna di Totò, che torna al cinema dopo Siamo uomini o caporali?(1955), di Camillo Mastrocinque. Rivediamo l’affascinante Valeria Marini, due anni dopo il flop di Bambola (1986) di Bigas Luna, interpretando un ruolo più casto ma altrettanto sensuale.

In breve la trama. Armando Andreoli (Sordi) è un vecchio ingegnere delle ferrovie, sposato con la nobile e ricca Alessandra (Faldini), impegnata in lavori umanitari nel Terzo Mondo. Un giorno, durante un viaggio in treno da Roma a Bologna, incontra per caso la bella e giovane infermiera Federica (Marini). Nasce una malinconica e controversa storia d’amore tra l’ottantenne e la trentenne, che per lavoro si occupa di anziani e pare subirne il fascino. Armando, invece, non sa cosa pensare, per natura diffidente, teme che la ragazza miri soltanto al suo patrimonio e che voglia irretirlo in una storia d’amore truffaldina. Il rapporto con la ragazza finisce per minare il matrimonio di Armando e Alessandra, che dura da quarant’anni, ma alla fine della storia i vecchi coniugi si ritroveranno e comprenderanno che il loro amore è la cosa più importante della vita. Bella e suggestiva la sequenza finale, quando Sordi incontra l’ex fidanzato di Federica, che confessa di non averla mai spostata, perché la ragazza decise di fuggire con suo padre in Sudamerica. Armando comprende troppo tardi che Federica era davvero innamorata di lui: subiva il fascino degli uomini anziani e si annoiava con i coetanei. In dissolvenza scorrono le immagini oniriche di un tango sensuale che aveva ballato con la ragazza mentre l’uomo ride amaro e ripensa al passato.

Presentato fuori concorso alla 55a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, non viene compreso, anzi è distrutto dalla critica, ma a nostro parere è uno dei migliori film girati da Sordi come regista, perché è capace di raccontare il senso di straniamento e la passione che sboccia nel cuore di un ottantenne innamorato. Un film molto teatrale, di personaggi, con Sordi nella solita caratterizzazione dell’uomo diffidente, misogino, appartato e chiuso nel suo mondo piccolo, ma che a un certo punto cede al sentimento e si abbandona al richiamo dei sensi. Valeria Marini recita con la sua voce – non è cosa da poco – e tutto sommato è l’interprete giusta per un ruolo da ragazzina lunatica che intrappola l’anziano in un gioco di seduzione amorosa che diventa distruttivo. Molto sexy quando indossa abiti aderenti e minigonne sensuali, mentre balla un tango intrecciata al suo uomo, quando dorme scoperta accanto a Sordi che alza il lenzuolo per evitare di cadere in tentazione. Non recita mai nuda come in Bambola, ma la sua è un’interpretazione sexy giocata su sguardi e situazioni, tutto sommato soddisfacente. Franca Faldini è un’ottima moglie nobile dedita più alla carità internazionale che al marito, ma alla fine comprende che sta trascurando un rapporto importante. Citiamo il caratterista Enzo Robutti come burbero padre di Federica e il vecchio attore Enzo Monteduro come portiere. Gianni Bertolino è il fidanzato di Federica, ma la sua parte è poco incisiva nell’economia della storia. Molti dialoghi, buona sceneggiatura di Sonego, scritta senza punti morti e con discreta suspense, talmente ben strutturata da far accettare anche le sequenze più paradossali, come l’incontro con i genitori della ragazza e la decisione di fuggire insieme e sposarsi. Un altro motivo d’interesse del film lo troviamo nella cena solitaria di Sordi – lasciato temporaneamente dalla moglie – a base di maccheroni all’amatriciana, che pare citare Un americano a Roma, ricongiungendosi idealmente al personaggio del 1954, creato da Steno. Buone le musiche di Piccioni.

Regia: Alberto Sordi. Soggetto e Sceneggiatura: Rodolfo Sonego, Alberto Sordi. Fotografia: Armando Nannuzzi, Enrico Appetito. Montaggio: Tatiana Casini, Armando Pace, Vincenzo Di Santo. Musiche: Piero Piccioni. Direzione Musiche: Gianni Ferrio. Scenografia: Marco Dentici. Costumi: Paola Marchesin. Durata: 102’. Genere: Commedia. Interpreti: Alberto Sordi (Armando Andreoli), Valeria Marini (Federica Pescatore), Franca Faldini (Alessandra Andreoli), Franco Fantasia (dr. Velardi),  Enzo Robutti (padre di Federica), Gisella Sofio (suora dell’ospedale), Valentino Macchi (portiere d’albergo), Margherita Simoni (contessa Galbiati), Enzo Monteduro (portiere di casa di Armando), Enrico Bertolino (Giorgio), Gloria Coco (madre di Federica), Orazio Stracuzzi (il prete), Giovanni Febraro (anziano in ospedale).

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