Il cyberbullismo è la piaga virtuale della nuova generazione

Articolo di Alessio Lucignoli

“Internet è una rete di telecomunicazioni ad accesso pubblico che connette vari dispositivi o terminali in tutto il mondo, rappresentando dalla sua nascita uno dei maggiori mezzi di comunicazione di massa”, cito testualmente Wikipedia. Di fatto, è una interconnessione globale tra reti di comunicazione e informatiche che permette il formarsi e la formazione di una comunità virtuale sempre in stretto contatto e mutamento. Questo ha portato, come di consuetudine accade per le grandi scoperte o invenzioni, le persone a mostrare la parte più nobile del loro essere per costruire progetti e idee positive affinché si possano sfruttare tutto ciò che è di positivo di Internet.

Ma, dall’altra parte, esiste anche l’oscurità: ciò che rende Internet non meno pericoloso di un assassino o di una bomba perennemente sul punto di esplodere; ma che di fatto non lo fa mai. Ciò detto, Internet non ha inventato il bullismo. Non è nato con la creazione dell’etere virtuale e non c’è nessun collegamento tra essi, purtroppo però la Rete è un veicolo perfetto per i bulli che vogliono umiliare la loro vittima, garantendo invisibilità ed anonimato a volontà. I dati raccolti sono terrificanti: il 36% colpisce le ragazze, il 26% i ragazzi. Di questa allucinante marea di statistiche, l’86% è stato bullizzato almeno una volta dal vivo, ciò comporta almeno un’aggressione sia fisica che verbale ai danni di altri ragazzi. Di questi, l’età media delle vittime si aggira tra i 12 e i 17 anni È comprensibile poi scoprire come il 64% di loro, quindi la stragrande maggioranza, non si senta sicura a scuola, un luogo dove il diritto allo studio e alla tutela sia fisica che mentale per approfondire tutto ciò che vi è contestualizzabile, sia garantito. Purtroppo, non è cosi.

Va anche detto che non è una guerra persa in partenza; anzi. Dato che questo triste fenomeno è raddoppiato dal 2007, e andandosi poi a incrementare drasticamente nel 2018/2019, si sono create una moltitudine di progetti atti a contrastare il bullismo, in ogni sua subdola forma. Ma se il fenomeno può essere combattuto in guerra onesta, che è possibile definire con amara ironia “leale”, nella vita quotidiana, ciò non è possibile farlo sulla scena del delitto principale: Internet.

È bene ricordare di come l’87% dei giovani assiste ad episodi di cyber bullismo… online. Varrebbe a dire, quasi ogni giorno sulle miriade di piattaforme social che sono nate in questi anni: da Facebook a Instagram ecc. E anche se questi colossi della comunicazione virtuale si prodigano affinché tutto possa essere veicolato da messaggi non violenti, non tutto viene visto e condannato. Qui nasce il problema, nelle zone d’ombra della rete, laddove l’anima umana si fa densa di rabbia e critica per vomitare il tutto su utenti anonimi del quale non è possibile vedere né volto né altro.

Ed è per questo motivo che il Centro Giovani del Comune di Piombino, in accordo con lo stesso Comune, ha deciso di contribuire alla lotta contro il bullismo organizzando importanti iniziative.

Come essi stessi affermano. <<Il servizio comunale Centro Giovani ha ritenuto opportuno in questo periodo contraddistinto da un forte utilizzo della rete e nello specifico dei social, promuovere una campagna di sensibilizzazione sul cyberbullismo. Le azioni di questa campagna si sono dovute adattare alla situazione attuale di contenimento della pandemia: alla campagna social contraddistinta da slogan e immagini, seguirà la condivisione di tutta una serie di dati relativi al fenomeno, affinché se ne comprendano i meccanismi e le conseguenze. Nel mese di Dicembre l’intento è quello di intervistare alcuni youtuber sul tema, quindi giovani che parlano ad altri giovani di questo tipo di violenza attuata attraverso l’uso di internet. A conclusione uscirà un video (su questo vorremmo mantenere l’effetto sorpresa). Uno dei principali obiettivi è far sì che la vittima, che subisce prepotenze on line, riesca a chiedere aiuto; per questo motivo abbiamo fornito anche un numero utile, che è il 114.>>

Infine, il bullismo è un virus cancerogeno che infetta qualunque cosa possa contenere comunicazione e abuso di potere, ciò è andato ad infiltrarsi ad un mezzo comunicazione, la Rete, che di fatto è senza limiti. Sembra già la fine del percorso, la fine del viaggio, la sconfitta della speranza e del desiderio di educare all’uguaglianza ed alla comprensione. Eppure, nonostante questo possa sembrare futile dinanzi alla vastità di un problema tanto complicato e esteso, e che, purtroppo troppo spesso, ciò che di buono viene fatto non viene compreso o adeguatamente valorizzato, niente viene lasciato al caso. Le istituzioni si muovono, gli ideali positivi viaggiano nella rete con la stessa sincronia e velocità del loro riflesso oscuro; ciò che va aggiunto è il desiderio di spiegare, con ancora più motivazione, quanto sia profondamente dannoso e pericoloso il bullismo. E di come, con buona pace per chi lo vede come un metodo di sopravvivenza spietato e valido, non porti assolutamente a niente, se non al dolore ed alla sconfitta del genere umano.

Foto: lagone.it

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