Analisi e descrizione di Enemy, il film più psicologico degli ultimi anni

Articolo di Alessio Lucignoli

Nel film “ Enemy” di Denis Villeneuve del 2013, è tutt’altra faccenda. Partendo da un soggetto fa-miliare, il già citato tema del doppio, e adatto da un romanzo di Josè Saramago chiamato “L’uomo duplicato”, tutta la trama gioca con la percezione del protagonista e di noi telespettatori per farci credere che quello che stiamo vedendo è tutta un sogno o una allucinazione del protagonista.

Il professor Adam Bell, che nel film è un uomo vuoto e timido che insegna storia all’università, quando, sotto consiglio di un amico, riconosce in un film che ha visto un sosia identico a lui in tutto e per tutto. Una volta conosciuto, chiama a casa del sosia per avere informazioni ma riuscendo solo però a spaventarne la moglie, Helen. A sua volta, convinta che si tratti dell’ennesima infedeltà del marito, lo incontra rimanendo scioccata dalla somiglianza.

Ed è solamente qui che Adam e Antho-ny, il nome del sosia, si incontrano in un albergo. Anthony convince Adam a fare uno scambio pri-ma di sparire dalla vita dell’altro: lui passerà una notte con Eva, la fidanzata di Adam, e lui con He-len. Le due nuove coppie avranno due destini diversi: Anthony morirà in un incidente stradale con Eva, mentre Adam si riappacificherà con Helen, dove lei gli chiederà di rimanere dato che è incinta. Il finale, vede Adam vestirsi come Anthony mentre trova una chiave, (pretesto narrativo per mostra-re la futura infedeltà di Adam, l’oggetto infatti apre un club sotterraneo dedico ad incontri sessuali) torna a casa, e vede Helen diventata un ragno immenso che si nasconde nella loro camera.

Per comprendere la complessa psicologia del film, bisogna necessariamente accostarlo alle scoperte freudiane: il professore Adam (come Adamo, il primo uomo) è prigioniero della sua vita e del rap-porto morboso che ha con la madre, dove è continuamente sottomesso dai suoi pareri e dai suoi consigli, ed da Helen e dalle responsabilità che lei rappresenta, sua unica ossessione sentimentale. Le donne della sua vita, in determinati momenti, assumeranno le sembianze di enormi ragni (simbolo onirico del film che rappresenta la sua sudditanza alle figure femminili). La responsabilità di ave-re una compagna incinta è troppo grande per poterla affrontare, e questo lo porta a tradirla con Eva (Adamo ed Eva, la prima oppia cristiana), partecipando anche ad incontri sessuali nel locale di cui alla fine del film ritroverà la chiave.

A seguito dell’ennesimo tradimento, la sua personalità, a causa del senso di colpa, si scinderà dal suo Io e dalle protezioni che ne derivavano, dando vita ad Antho-ny, attore deciso e sicuro di sé che rappresenta il suo Es, mentre la mamma e la compagna rappre-sentano il suo super Io. Il disturbo mentale si aggraverà permettendo di incontrare il suo doppio, che porteranno alla fine delle vicende ad un incidente stradale che coinvolgerà mortalmente Anthony ed Eva (e con essa, la rappresentazione dei sensi di colpa). Il dettaglio della scomparsa della contro-parte e dell’amante verrà impreziosita dal vetro rotto della vettura, sinonimo della scomparsa del ri-flesso oscuro.

Adam, risolti i conflitti, potrebbe ripartire da zero e iniziare una nuova vita come pa-dre a fianco di Helen. Il professore, però, decide di sottostare alla dittatura della sua mente (prean-nunciata dal tema delle sue lezioni a sfondo storico con la frase “è stato Hegel a dire che tutti i grandi avvenimenti mondiali accadano due volte. E poi Karl Marx aggiunse che la prima volta era una tragedia, mentre la seconda una farsa.”) per tradire nuovamente Helen per ricominciare, simbo-licamente parlando, la sensazione di circolarità che permea tutto il film.

Nel finale infatti, si com-prenderà come tutto sia tornato al punto di partenza, dove la prima scena è ambientata nel locale sotterraneo, quando Adam tornerà a casa e vedrà Helen come ragno; un ritorno quindi alle sue re-sponsabilità, un probabile ritorno al suo giro di amanti, un ritorno certo alla sua fuga dalle respon-sabilità paterne. La ripetizione degli eventi, come preannunciato già dal professore, era intrinseca nella fase, dove ciò che accade la prima volta era una tragedia ma nella seconda ipotesi sarebbe di-ventato una farsa, ovvero una tragedia. Ciò che effettivamente il film porta alla luce, il dramma di un uomo prigioniero del suo subconscio e dei legami morbosi con le donne della sua vita.

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