“O.B.E.” primo album solista di Mace. Il disco dell’anno

Articolo di Alberto Maccagno

Il 5 febbraio 2021, per Island Records, è uscito O.B.E., il primo album in studio di Mace. L’ormai ultratrentennale tradizione dell’hip hop italiano ha avuto ciclicamente a che fare con importantissimi e ormai classici producer albums, partendo dalla Rapadopa e Zero Stress, passando per 60 Hz e arrivando fino a Zerosei e Mattoni. A questi, in data 5 febbraio, si aggiunge indiscutibilmente O.B.E. (Out of Body Experience).

Ma che cos’è un producer album? Beh, nient’altro che un lavoro dove l’attore principale diventa il cosiddetto beatmaker (o, per l’appunto, produttore), il quale ospita una serie di artisti, siano questi rapper o cantanti, che si cimenteranno sulle sue basi e che collaboreranno con lui alla costruzione del disco. Storicamente, i progetti di questo tipo hanno l’abilità di fermare il tempo e di scattare una fotografia nitida della situazione musicale imperante al momento della loro uscita, oltre che di mettere in mostra tutte le skills del produttore in questione; il debutto solista di Mace non è ovviamente da meno.

A stupire durante l’ascolto delle diciassette tracce che compongono l’opera è l’abilità di quest’ultimo nel cucire ogni singola composizione al fine di vestire al meglio gli artisti che vi si esibiranno sopra, anche in frangenti dove questo processo non è affatto scontato. Collaborazioni inaspettate come quella fra Gué Pequeno e Venerus (Colpa Tua), il duetto fra Colapesce e Chiello FSK (Ayahuasca) e, non ultimo, il featuring tra il cantante pop Irama e gli irriverenti FSK Satellite (Ragazzi Della Nebbia) hanno, infatti, tolto ogni dubbio sull’abilità dell’artista milanese nel far convergere mondi apparentemente molto distanti dentro un unico universo musicale e di pensiero.

Correlato da un cast di primissima scelta (in cui il milanese Venerus spicca come top player), l’album alterna le atmosfere del blues e i fondamenti del funk con i colori dell’hip hop classico e della trap, oltre che con sfumature sonore più dreamy e melodiche che conferiscono al tutto una vena delicatamente pop, mantenendo alta la godibilità dell’ascolto e raggiungendo dei veri e propri picchi in brani come Senza Fiato e Dal Tramonto All’Alba. Decisamente commuovente, infine, risulta essere la malinconica Acqua, che ripropone la coppia vincente Rkomi-Madame.

La Canzone Nostra svolge più che egregiamente il suo ruolo di singolo promozionale, grazie anche a un ritornello catchy e trapana-meningi, inserendosi alla perfezione nel contesto generale di quanto proposto da Mace e portando in palmo di mano sia un artista ormai affermato qual è Salmo sia un astro nascente della nuova scuola, ovvero Blanco.

Una volta giunti all’ascolto di Hallucination, composizione di elettronica sperimentale (tra techno, soundart, trance e altri generi che sanno di viola e blu) che chiude il progetto, assumiamo la definitiva consapevolezza di aver ascoltato un album (quasi) privo di punti deboli, eccetto un paio di partecipazioni un po’ fiacche, e che farà da termine di paragone per tutti quelli che usciranno da ora fino a fine 2021. Sarà proprio O.B.E. il disco dell’anno?

TRACKLIST:

01. Colpa Tua (ft. Venerus, Gué Pequeno)

02. La Canzone Nostra (ft. Blanco, Salmo)

03. Dal Tramonto All’Alba (ft. Venerus, Gemitaiz)

04. Buonanotte (ft. Noyz Narcos, Side Baby, Franco126)

05. Non Vivo Più Sulla Terra (ft. Rkomi, Venerus)

06. Ayahuasca (ft. Colapesce, Chiello FSK)

07. Candyman (ft. Gemitaiz)

08. Notte Fonda (ft. Ketama126, Psicologi)

09. Senza Fiato (ft. Joan Thiele, Venerus)

10. Acqua (ft. Rkomi, Madame)

11. Sogni Lucidi (ft. Carl Brave, Rosa Chemical)

12. Sirena (ft. Ernia, Samurai Jay, DARRN)

13. Top Boy (ft. Geolier)

14. Ragazzi Della Nebbia (ft. FSK Satellite, Irama)

15. Scostumato (ft. J Lord, Fritz Da Cat)

16. Dio non è sordo (ft. Izi, Jack The Smoker, Jake La Furia)

17. Hallucination

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