Franco Rossetti e la critica sociale alla borghesia arricchita

Articolo di Gordiano Lupi

Franco Rossetti (Siena, 1930 – Roma 2018) credo che sia un regista storicizzato soltanto dall’infaticabile Roberto Poppi nel suo I Registi del Cinema Italiano edito – purtroppo – da Gremese, progetto rimasto incompiuto per una serie di circostanze. Approfittiamo della sua scheda esaustiva per ricordare che Rossetti si laurea in legge, frequenta il Centro Sperimentale, lavora come critico cinematografico (Cinema, Bianco e Nero…), assistente regista, aiuto fino al 1961 (il debutto con Marino Girolami, La canzone del destino, 1957). Sceneggiatore di western diretti da Sergio Corbucci (Django, 1965 – Johnny Oro, 1966), Ferdinando Baldi (Preparati la bara, 1967) ed Enzo Barboni (Ciakmull, 1969). Non dirige molti film come regista, pochi lavori commerciali e senza pretese artistiche, partendo da un western (El desperado, 1967), per cimentarsi in prodotti di genere giallo, erotico, film televisivi, tra i quali spiccano Delitto al circolo del tennis (1969), Una cavalla tutta nuda (1971, il primo decamerotico girato sull’onda del successo pasoliniano), Nipoti miei diletti (1973, una via di mezzo tra commedia sexy e dramma erotico), Quel movimento che mi piace tanto (1975, commedia sexy classica scritta da Francesco Milizia), mentre nel 1976 scrive e produce Un amore targato Forlì, girato dal giovane Riccardo Sesani. Il mondo porno di due sorelle è del 1979, non è un porno – come molti credono – ma solo un dramma erotico. Difficile lavoro di donna (1980) è un film inchiesta, seguito dal televisivo Il lebbroso (1981). Il suo ultimo film è Al limite, cioè, non glielo dico (1984). Scrive Poppi: “Rossetti rappresenta quel cinema medio di cui sempre più si sente la mancanza, confezionato con artigianale precisione tecnica”. Condividiamo. Il mondo porno di due sorelle è uno dei suoi migliori lavori, perché il regista tenta di approfondire un discorso sociale e psicologico, sviscerando il rapporto tra due sorelle gemelle che rappresentano il bene e il male. Sherry Buchanan è Emanuelle (nome pensato per sfruttare un filone di successo), bionda, brava, quasi masochista per la sua estrema bontà, sposata con uno strafottente e menefreghista palazzinaro romano. Paola Montenero è la sorella gemella Joanna, bruna, perfida e corrotta, che gestisce una casa di tolleranza per ricconi e cerca di corrompere la sorella buona, fino a farla stuprare da un gruppo di giovinastri. In questo quadro di perversione spicca la madre delle sorelle, vedova del marito, che si consola con un cameriere disponibile a compiere ogni tipo di servizio. Il marito di Emanuelle (nel film chiamata Emanuela, per problemi di copyright) è la quintessenza della volgarità, ricco per quanto è spaccone e stupido, giunge persino a dimenticare la festa dell’anniversario di matrimonio, ma quando rientra pretende di scopare la moglie nel modo più egoista e sadico.  

Rossetti – autore della storia – compie una critica sociale alla borghesia arricchita romana utilizzando lo strumento del cinema erotico. Emanuelle è la moglie borghese, rassegnata a vivere una grigia esistenza all’ombra del ricco marito che sogna l’amore della sua vita, ormai scomparso. Joanna è la libertina che vive alla ricerca del piacere, in modo estremo, ma in fin dei conti naturale, senza sottostare a convenzioni sociali. Perfida con la sorella quando combina l’incontro con un ragazzo molto simile al suo amore perduto. Emanuelle è innamorata ma lui finisce per rivelarsi un farabutto pagato per violentarla insieme alla sua banda. Joanna è – per dirla con Nietsche – “al di là del bene e del male”, ma finisce per portare dalla sua parte la sorella, dimostrando che il loro legame è più forte di ogni cosa, che in fondo sono complementari, unite nel vizio. Ottima la sequenza conclusiva che vede le sorelle strette in un caldo abbraccio lesbico: “Ecco, adesso siamo di nuovo insieme, come nel ventre materno. Per sempre”, dice Joanna.

Il film è stato distribuito in home video anche con i titoli Le due sorelle e Il mondo di due sorelle, all’estero si conosce come Emanuelle and Joanna. Riporto l’opinione di Roberto Cozzuol espressa all’interno di un interessante gruppo Facebook Italia Film 1960 – 1990 (https://www.facebook.com/groups/560081527383095/permalink/780399625351283/): “Particolare dramma-erotico. La pellicola presenta vette trash notevoli: il catalogo di depravazioni sessuali del bordello, Marina Lotar in tenuta sadomaso, Ripamonti vicino di casa guardone omosessuale e per chiudere Chiodetti doppiato in romanesco. Tuttavia abbiamo però come accompagnamento una splendida musica e un interessante finale morboso; inoltre, nonostante tutto, si segue con interesse. Uno di quegli esperimenti filmici per cui la nostra cinematografia di genere non va dimenticata. Rossetti coniuga bene e male in un contesto alquanto morboso. Per appassionati e non…”. Condividiamo gran parte delle considerazioni. La classificazione di dramma erotico è calzante, aggiungerei di taglio psicologico – sociale che approfondisce il tema trattato. Sherry Buchanan è perfetta nella parte di Emanuelle, il suo volto angelico e la bellezza tranquillizzante, da brava ragazza, la rendono bersaglio esemplare del sadismo di marito e sorella. Peccato che la Buchanan – attrice di origini inglesi – non abbia lavorato molto nel nostro cinema e che questa interpretazioni resti il contributo più importante. Ricordiamo il suo volto affascinante in Tentacoli (1977) di Ovidio G. Assonitis, ma anche ne La via della droga (1972) di Enzo G. Castellari, Zombi Holocaust di Marino Girolami (1980), Occhi dalle stelle (1978) di Mario Gariazzo (1978) e Giochi erotici nella terza galassia (1981) di Bitto Albertini. Volto storico dei fotoromanzi per bellezza fotogenica, la ricordiamo protagonista in diverse storie di Grand Hotel.  Molto brava anche Paola Montenero, attrice cara ad Alberto Cavallone, in un ruolo da perfida tenutaria di bordello e da donna trasgressiva che vive per il solo piacere. Marina Frajese recita un ruolo estremo ma non porno, molto trash quando compare in tenuta sadomaso. Si favoleggia che del film esista una versione porno, ma se anche fosse vero non l’abbiamo vista. Uscito in Belgio e Francia come Deux super sensuelles e in Germania come Intime beichte einer frau. Marco Giusti definisce Il mondo porno di due sorelle “il primo porno di Paola Montenero, già apparsa nuda sulla pagine di Playboy nel gennaio del 1978”.  Non è un porno, ma un erotico spinto, pure io sono caduto nell’errore in una vecchia pubblicazione, prima di aver visto il film. Stracult è un libro piacevole e divertente ma quel che c’è scritto non va preso come oro colato. Persino Paolo Mereghetti (una stella) concede al film qualche pregio figurativo. A nostro parere sono molto valide le parti oniriche, i lunghi flashback, la musica suadente al pianoforte, la fotografia curata e il messaggio antiborghese. Un film interessante, che per apprezzarlo a fondo va storicizzato.

Regia: Fred Gardner (Franco Rossetti) Soggetto e Sceneggiatura: Franco Rossetti. Fotografia: Pier Luigi Santi. Montaggio: Mauro Bonanni. Scenografia: Claudio Cinini. Musiche: Enzo Petti. Aiuto Regista: Roberto Tatti. Produzione: Anaconda Film. Trucco: Franco Di Girolamo. Colore: La Microstampa. Negativi: Fujicolor. Titolo estero: Emauelle and Joanna. Interni: Incir – De Paolis. Interpreti:Sherry Buchanan, Paola Montenero, Marina Frajese (Hedman), Brunello Chiodetti, Daniele Dublino, Catherin Zago, Ann Janette La Vorgna, Goetz Groh, Mauro Frittella.

Foto: dagospia.com

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