“Se permuta”, un film che raccoglie tutti gli elementi di crisi della società

Articolo di Gordiano Lupi

Il primo lungometraggio di fiction di Juan Carlos Tabío viene selezionato nel 1984 dall’Associazione Cubana della Stampa Cinematografica tra i film più significativi dell’anno e vince il terzo premio al Festival Internazionale del Nuovo Cinema Latinoamericano. Se permuta deriva dall’opera teatrale La permuta, scritta e diretta dallo stesso Tabío, un succeso senza precedenti all’Avana. Non è detto che una commedia ben interpretata sul palcoscenico mantenga la stessa resa con un cambiamento di linguaggio così radicale. Una commedia realistica deve essere girata con ritmo dinamico, montaggio serrato e secondo una sceneggiatura coerente,  senza momenti morti. Il regista realizza molto bene il progetto, trasforma il linguaggio da istrionico a realistico, senza ripetere alla lettera la piece teatrale, ma prendendo spunto per costruire qualcosa di nuovo. I dialoghi sono riusciti, i personaggi risultano freschi e sono definiti con stile, soprattutto non sono sterotipi ma persone. Se permuta porta sul grande schermo il carattere dei cubani, la sensualità, descrive il rapporto tra persone,  le liti di quartiere, le discussioni negli autobus cittadini e il modo di fare tipico della gente del Caribe. La critica cubana ha scritto che Tabío porta lo cubano all’interno della storia, intendendo con questa espressione idiomatica che il mondo popolare di Cuba viene riprodotto fedelmente sul grande schermo. Il regista coglie tutti gli elementi di crisi della società e li inserisce in una storia realistica che a tratti è così paradossale da sembrare surreale. La permuta di abitazioni è un fatto frequente a Cuba, perché gli appartamenti sono di proprietà statale e non si possono vendere, ma è consentito lo scambio per esigenze abitative. Gloria (Rosita Fornés) è una madre dinamica e iperattiva che per arrotondare il bilancio familiare fa la sarta, ma vuole uscire dal quartiere povero di Guanabacoa per andare a vivere nel prestigioso Vedado. Al tempo stesso crede che la figlia Iolanda (Isabel Santos) si sia invaghita di un meccanico – ma non è vero perché regge soltanto il gioco a un’amica – e non lo reputa un buon marito. Gloria organizza una serie di permute di appartamenti fino a quando non raggiunge lo scopo di andare a vivere al Vedado. Qui favorisce la relazione tra Iolanda e l’opportunista Guillermito, che sembra un buon partito ma in realtà vive del proprio egoismo e punta a ottenere un buon appartamento nella zona centrale della città. Gloria porta avanti un’altra serie di permute per appropriarsi di una casa ancora più grande da dividere con i futuri sposi. Non ha fatto i conti con la figlia, che nelle more delle permute si innamora di Pepe, manda all’aria i progetti materni e anche il matrimonio con Guillermito. 

Rosita Fornés è la stessa attrice che ha portato al successo il personaggio nella piece treatrale e ripete il copione senza sbavature. Ottima la sua caratterizzazione dell’impicciona avanera che ascolta i discorsi degli altri e interviene, risolvendo problemi e inventando soluzioni. Sono bravi anche la giovanissima Isabel Santos, nei panni della bella figlia di Gloria, e i suoi pretendenti Mario Balmaseda e Ramoncito Veloz, simpatici ed espresivi. La colonna sonora è suggestiva e scorre a tempo di bolero sulle note di El amor se acaba di Osvaldo Rodriguez. Ricordiamo una curata ambientazione avanera, dagli interni delle case cubane con gli immancabili santi sugli altarini e le foto di Fidel Castro affisse al muro, per continuare con suggestivi esterni alla gelateria Coppelia, al Cementerio Colón e nei quartieri cittadini. Vediamo le case cubane con gli spazi aperti, i vicini che spiano dalle finestre, i solares di Guanabacoa, le strade polverose percorse da auto d’epoca. Tabío racconta molto bene la società cubana degli anni Ottanta, ancora lontana dal periodo speciale ma pervasa dai primi sintomi di crisi. Il discorso politico viene impostato quando entra in scena il personaggio di Pepe che fa innamorare Iolanda: lui è il solo uomo nuovo della pellicola, perché manda avanti un progetto sociale per costruire case e ha un sogno solidaristico. Tutti gli altri – madre e fidanzato compresi – vivono del loro egoismo. Iolanda non può far altro che innamorarsi di Pepe.

La pellicola mette in evidenza l’inventiva del cubano che dal niente realizza i suoi obiettivi, ma troviamo illustrati con immagini efficaci pure la fantasia, la sensualità, la facilità dei rapporti e il sentimento dell’amicizia. Vediamo le liti familiari a voce alta, le discussioni nei quartieri popolari, le finestre aperte con i vicini che osservano e i cubani che quando si ritrovano fanno una simpatica confusione. Divertente l’ironia sul taxi disponibile a portare ovunque il protagonista  mentre nella realtà non è così facile trovare un’auto che conduca da una parte all’altra della città. Ben fatti i pochi accenni erotici che sembrano rimandare alla nostra commedia sexy con piccoli giochi del si vede non si vede, gonne che si sollevano, gambe che si incrociano, glutei che escono ammiccanti quando le donne si chinano. Molto realistica ma divertente la sequenza a bordo di un autobus con il classico molestatore che afferra i seni di una donna per non cadere dopo una frenata. La trama da telenovela viene riscattata dal discorso sociale ma anche da una grande attenzione alla veridicità dei personaggi che sono presi dalla strada e realizzano figure della vita quotidiana. La tecnica di regia a volte è rudimentale, con dissolvenze a tendina e sperimentali inserti fumettistici sopra la pelicola, ma sempre originale. Le parti oniriche sono avvolte da un effetto neve che fa intuire il sogno, ma l’escamotage non disturba.Una trovata tecnica interessante è quando in televisione si vede il programma di cinema 24 per secondo e il film che viene trasmetto è proprio Se permuta. Il commentatore parla della pellicola e si vedono sul teleschermo le stesse scene che stiamo seguendo al cinema. Nel finale la permuta si realizza ma sono le donne e non le case il vero oggetto di scambio: Guillermito si fidanza con la donna di Pepe e quest’ultimo si innamora di Iolanda. La pellicola si chiude in maniera romantica con Pepe e Iolanda che si baciano mentre immaginano dove costruire la futura casa. Per il momento hanno soltanto la porta. Gloria, intanto, è ancora sull’autobus e sembra intenzionata a riprendere la sua attività di mezzana. Il film si inserisce in una cultura permeata di realismo magico, nutrita di neorealismo corretto in una cornice minimalista ricca di elementi fantastici. Se permuta non è un capolavoro, sono evidenti alcuni difetti di sceneggiatura, spesso la trama risulta eccessivamente diluita, ma si intravedere la genialità di un regista con le carte in regola per raccontare le contraddizioni della società cubana.

Regia:Juan Carlos Tabío. Soggetto e Sceneggiatura: Juan Carlos Tabío e Jesus Gregorio. Produzione: Sergio San Pedro per ICAIC Cuba. Durata: 103 minuti. Genere: Commedia. Fotografia: Julio Valdés. Musica: Juan Márquez. Suono: Raúl García. Montaggio: Roberto Bravo. Direzione Artistica: Nieves Laferté. Interpreti: Rosita Fornés, Isabel Santos, Mario Balmaseda, Ramoncito Veloz, Silvia Planas, Manuel Porto.

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