“Últimos días en La Habana”, la storia di due amici del tutto diversi

Articolo di Gordiano Lupi

Fernando Pérez racconta la storia di due amici del tutto diversi come carattere e come modo di affrontare la vita. Miguel (Patricio Wood) e Diego (Jorge Martínez) inseguono sogni opposti: Miguel vuole emigrare negli Stati Uniti, Diego vuol cercare di godere quel che resta della sua vita, visto che soffre di una malattia terminale. Miguel è depresso, non riesce più a vivere a Cuba, non ne sopporta l’odore, il calore della gente, il modo di vivere senza pensare al domani dei suoi abitanti, quel continuo parlare e spettegolare senza impegnarsi per cambiare. Miguel ha già tentato la fuga a bordo di una zattera, senza successo, era il solo esule a non saper nuotare, è stato catturato dalla guardia marina prima di toccare il bagnasciuga e rispedito in patria. Diego è un omosessuale ancora vitale, di lui si occupa soltanto una vecchia zia (per interesse) e soprattutto Miguel che lo accudisce e lo cura metodicamente, somministrando cibo e medicine. Per il suo compleanno gli combina addirittura un incontro con un mulatto (anche se Diego non è in grado di avere rapporti sessuali) solo per consentigli di vedere un uomo nudo per l’ultima volta. La commedia umana si arricchisce di personaggi, ognuno racconta la sua versione della vita, spesso sono soltanto bugie e sogni irrealizzabili, modi per mentire anche a se stessi e sentirsi vivi. Entra in scena una nipote quindicenne con il compagno di poco più grande, in attesa di un figlio, che scappa di casa e si rifugia da Diego, trovando comprensione. Il film racconta anche le vicissitudini di una vicina di casa che vive in un appartamento del condominio cambiando uomini in continuazione e di una santera (una sorta di stregona cubana) vestita di bianco che aiuta Diego nei suoi ultimi giorni di vita. La famiglia dell’omosessuale che attende di morire è tutta qui: Miguel, il vecchio compagno di scuola che lo accudisce, una nipote un po’ matta, una vicina puttana e una sorta di maga invasata. Saranno proprio loro ad accompagnarlo al suo ultimo viaggio, con il rossetto sulle labbra e i capelli in ordine, esaudendo un suo preciso desiderio. Miguel, invece, coronerà il suo sogno, nelle ultime sequenze lo vediamo addetto in un McDonald negli Stati Uniti, mentre la neve cade. Non è cambiato molto nella sua vita, solo la prospettiva e il clima, ma se ne renderà conto presto.

Film ambientato nell’Avana contemporanea, scritto in maniera neorealista, con toni crudi, parla di AIDS e di voglia di fuga, di problemi attuali e difficoltà di vivere, di amore e solidarietà, persino di speranza; non mancano l’ottimismo, la voglia tutta cubana di abbandonarsi ad avventure ed emozioni. Una vera e propria dichiarazione d’amore verso la capitale caraibica e nei confronti di un modo di vivere unico al mondo. Pérez dirige con mano ferma, senza concessioni al fantastico e neppure al realismo magico, riprende le strade rumorose di Centro Avana, i condomini caotici, gli abitanti irrequieti, la promiscuità familiare, i panni tesi alle finestre, la sporcizia per strada, la polvere, i tetti abitabili popolati di animali da cortile, i fili della corrente che vanno da un palazzo all’altro. Il punto di vista in soggettiva dei personaggi è fondamentale, che sia la depressione di Miguel, l’angoscia vitale di Diego o la frenetica voglia di vivere della ragazzina. Le inquadrature sono sempre originali, in una commedia molto teatrale, girata in interni, tra campi e controcampi, spiccano parti di vero cinema girato in panoramica e piano sequenza. Finale alla Bergman con la ragazzina sul tetto inquadrata in primo piano che si rivolge alla macchina da presa e racconta le esistenze di tutti i personaggi, spiegando realtà e menzogne, comunicando al pubblico come sono andati a finire i singoli eventi.  Stupendo il piano sequenza sui titoli di coda con la macchina da presa che stacca da Miguel impegnato nel suo nuovo lavoro nel McDonald americano e ci porta fuori dal locale, passando dalle vetrate, per farci vedere che sta nevicando. Suono in presa diretta per catturare tutti i rumori che sono la nota di fondo di una tra le capitali più vitali del mondo. Stupenda tutta la sequenza sotto la pioggia torrenziale per le strade dell’Avana, così come sono importanti le parti che ci mostrano la vita cittadina, le persone che discutono nei negozi e dal parrucchiere, tutto contrapposto allo spettrale silenzio di Miguel, un uomo che non ha più niente da chiedere alla vita, se non la fuga. Fotografia cupa e spettrale di un’Avana notturna, spesso postribolare, che diventa luminosa e splendente nelle ore del giorno quando il protagonista si tuffa nelle piscine naturali del Malecón. Montaggio scandito dall’incedere lento dei giorni, che ci accompagna con un calendario dipinto in caratteri bianchi da ottobre a dicembre, fino alla morte di un protagonista e alla partenza di un altro. Colonna sonora suggestiva composta da molti temi musicali classici e della tradizione popolare come Chupa pirulí (Abel Bosmanier), Lascia ch’io pianga (Handel), Contigo en la distancia (Cesar Portelo de la Luz), Yo me quedo (Pablo Milanes), Tu sí que piensas sabroso (Nelson Alejandro), Culpable (Fernando Pérez), Ni hazaña ni casualidad (Nelson Alejandro). La colonna sonora si fa dolente quando arriva dicembre e i nodi della storia vengono tutti al pettine. Un film intenso e minimalista, commedia di maschere e di esistenze, che ricorda il nostro miglior cinema neorealista.

Regia: Fernando Pérez. Soggetto e Sceneggiatura: Abel Rodríguez, Fernando Pérez. Fotografia: Raúl Pérez Ureta. Montaggio: Rodolfo Barros. Scenografia: Celia Ledón. Costumi: Lisandra Ramos. Clonna Sonora: Sheyla Pool. Suono: Milciclos – Juan Ferros. Operatori alla Macchina: Julio Simoneau, Victor Denise. Direttore di Produzione (Cuba): Daniel Díaz Ravelo. Direttore di Produzione (Spagna): Miguel Morales. Produttori Esecutivi: Ramón Samada, Danilo León, José María Morales. Case di Produzione: ICAIC (Cuba), Wanda Vision SA (Spagna). Paesi di Produzione: Cuba, Spagna, 2016. Interpreti: Patricio Wood (Miguel), Jorge Martinez (Diego), Gabriela Ramos (Yusi), Cristian Jesus Perez (P4), Coralia Veloz (Clara), Carmen Solar (Fefa), Yailene Sierra (Miriam), Ana Gloria Buduen (donna poliziotto),  Manuel Romero (padrone del ristorante), Pedro Fernández (autista), Mireya Chapman (impiegata), María Elena Soteras (Rosamunda), Bebé Pérez (vicina al balconme), Yulexis Martínez (mulatto), Ileana Chavez, Daniel Romero, Meylin Cabrera, Vitica Sobrino, Edgar A, Valle, Armando Carzola, Grisel Monzón, Jorge Molina, Belisa Cruz, Amando Mendiola, Alexander Guerrero, Alejandro Cabrera, Manu Borter, Antonio Rodríguez, Alejandro Torres.

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