Pompei: ritrovamenti mai visti in un periodo storico mai visto prima

Articolo di Antonino Schiera

La notizia è di qualche settimana fa: è stato ritrovato nella zona di Pompei un carro nuziale. Per essere più precisi si tratta di un carro da parata a quattro ruote, con i suoi elementi in ferro, decorazioni in bronzo e stagno di carattere erotico, i resti lignei mineralizzati, le impronte degli elementi organici, emerso dallo scavo della villa suburbana in località Civita Giuliana, a nord di Pompei, oltre le mura della città antica. La scoperta è eccezionale e conferma che gli scavi di Pompei e zone limitrofe non smetteranno di riservarci nuove sorprese, che ci permettono di conoscere meglio lo stile di vita e le abitudini dei nostri avi, ma anche di arricchire l’enorme patrimonio archeologico dell’Italia intera.

L’eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 d.c. di fatto cambiò il destino di migliaia di persone, che improvvisamente si ritrovarono, nel migliore dei casi, senza una casa e senza una città in cui vivere, fino a quel momento florida e vitale. In realtà la maggior parte della popolazione perse la vita nella spaventosa eruzione esplosiva del Vesuvio, che viene definita pliniana perché a osservarla fu lo scrittore e senatore romano Plinio il Giovane (circa 61-114 d.C.) che la descrisse dettagliatamente, 30 anni dopo, in una lettera inviata all’amico e storico Publio Cornelio Tacito. Al momento dell’eruzione Plinio si trovava a Miseno, nella baia di Napoli, a circa 35 chilometri da Pompei. Nella lettera scrisse che vide formarsi in cielo una nuvola altissima di fumo mista a cenere e lapilli. La paragonò a un “albero di pino” che si “elevava a grande altezza come un enorme tronco dalla cui cima si disperdevano formazioni simili a rami”.

Ma andiamo ai nostri giorni. Un altro tipo di evento, il covid-19 e le sue varianti, sta caratterizzando la vita di tutti noi. Non è paragonabile sia come tipologia che come durata al disastro di Pompei ed Ercolano, ma ha la stessa caratteristica di condizionamento delle persone coinvolte, in quanto ne sta stravolgendo l’esistenza, spesso al prezzo più alto, quello della vita. Pertanto l’equivalenza con i dovuti e necessari distinguo è: l’eruzione del Vesuvio sta a Pompei ed Ercolano come il covid-19 sta al pianeta terra ai nostri giorni?

In fondo l’eruzione del Vesuvio nella sua tragicità ha lasciato in eredità ai posteri un patrimonio immenso e dal valore inestimabile: da un lato le testimonianze che ancora oggi ci regalano informazioni perché cristallizzate dall’eruzione, che hanno un valore intrinseco enorme; dall’altro lato l’effetto positivo che queste testimonianze hanno sul turismo e sulle ricadute economiche positive sul nostro paese. L’avvento del coronavirus come una moderna, lenta e inesorabile eruzione, ha da oltre un anno interrotto i flussi turistici a livello mondiale e l’Italia è uno dei paesi più colpiti dall’attuale colata lavica che sta cristallizzando tutto. La domanda è: anche in questo caso ci sarà una ricca eredità per i posteri? Per quanto mi riguarda la risposta è affermativa nel momento in cui l’uomo in generale avrà imparato a rispettare il nostro pianeta in ogni piccolo gesto. Altrimenti sarà l’ennesima occasione perduta per tentare un’inversione di rotta che, allo stato attuale, vede la terra soffrire un’esposizione esagerata all’inquinamento e allo sfruttamento delle risorse.

L’Italia è un grosso importatore di materie prime e di energia elettrica, di contro è un grande esportatore di attrazioni culturali e turistiche che in concreto si trasforma nell’enorme flusso di turisti, che ogni anno permettevano all’industria del turismo di avere un ruolo fondamentale nella crescita del paese. La scoperta del carro nuziale a Pompei, oltre ad avere una valenza simbolica positiva in quanto si collega al divertimento, alle feste per ora precluse, dovrebbe rafforzare nel nostro paese il concetto che investire maggiori economie sul nostro patrimonio artistico, sui musei, sui monumenti vorrà dire garantire ai posteri un futuro migliore con la speranza che le restrizioni riguardo il corona virus siano presto uno sgradevole ricordo.

Foto: Ansa

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