Così, tanto per…

Articolo di Frank Iodice

Mi hanno chiesto di scrivere un libro. Svolgimento. Come mi hanno insegnato nel corso intensivo di creativvrating x diventare autor@ di besteller. Dai. Cheppoi lo vendiamo a 20€ all’etto al supermercato. Ke è letteratura quella buona. Quella ke si regala. Mica quella ke si legge. Ma xké voi leggete? Diciamoci la verità: makké due coglioni. Ma non è più figo vedersi un bel film o spararsi una serie! Io comunque mimmagino sempre ke la copia numero zero la farò leggere al Papa. Keppoi, cioè, voglio dire, il Papa. Ke il mio libro non lo scrivevo mica così. Senza riflettere. Di spugna, come si dice. Ma è ovvio. Mi pare scontato ke è frutto di anni e anni di circospezione interiore. Sì, vabbè, sisà. Ormai gli intellettuali quelli con la trippa molle e la barba da sfigati ci invidiano ammorte annoi. Eh però non è ke ciavranno ragione. E chissene frega, io ciò i follower. No aspettate, mi ha appena messaggiato il Papa. Quello ce l’ha un account, ke ne sapete… A certi livelli lo sappiamo solo noi, xké noi… Makkenne sapete… Noi siamo pappa e ciccia coi potenti. Adesso vi spiego come funziona. Però ke resti tra noi eh mi raccomando. Allora ecco di cosa parla il mio libro: allora cè una bambina ke rincorre un gattino e mentre lo rincorre si perde in un bosco immaginario e incontra altre bambine come lei. E insieme organizzano una spedizione nel bosco e diventano amiche. Ah no prima vi dovevo dire quell’altra cosa dei potenti. Ma vabbè, io posso dire quello ke voglio. E’ così ke la riempiamo questa pagina bianca, sennò killa riempie una pagina intera. Io glielavevo detto alleditore di metterla in orizzontale così era più corta. Ma quello mica mi è stato assentire. Dobbiamo fare finta ke è un libro e allora si riempie in verticale. Evvabbè, vada x il verticale. Ke tanto io ci metto il font 20, venti e qualcosa, eppure le foto a pagina intera, ke quelle le faccio io collo smartphone eppoi le ritocco. Ma lo sapete quanto tempo ci vuole x realizzare un selfie perfetto. Pure un giorno intero. Eccome andare a lavorare. Anzi eppiù stancante sicuro, credo. Eppoi ci vuole tanta, tanta, tanta passione e interiorità. Questultima parola strana melà suggerita l’editor, ke sennò non mi faceva pubblicare questa anteprima a nome suo. Ke quello ne capisce. E io mi fido. Tanto basta ke riempiamo in verticale, o no. Allora, ke stavamo dicendo. I potenti, no. Quelli sono fatti così, li devi corteggiare. Ma adesso la pagina effinita. Ed io sono in crisi con me stess@. Come si fa se non hoffinito la frase. Sennon ho completato il mio pensiero. Boh, vabbè. Tanto a me mi pagano x le foto. Le pagine le facciamo riempire a qualcunaltro. Ke tanto qualche fesso sempre si trova. Ed eccosì ke è giaffinito il mio primo capitolo del mio primo libro ke non soccome intitolare ecche incarna le fragili sensazioni di noi divi del web. Xké oggi la letteratura è il web. Nollo sapevate? Massì, ve lo dico io. E sello dico io, domani mattina lo trovate in prima pagina su tutti giornali. Ma tanto neanche quelli li leggerete. Perké è questo il bello della letteratura contemporanea: non serve mika leggerla, basta scriverla! Su, andiamo Balzac, è ora di andare affare i bisognini. Ciao a tutt@, porto il mio gattino Balzac in terrazza. Quellallà, mia madre è fatta così. Mette questi nomi inglesi agli animali. Questi nomi ke (oramai) non significano niente… La parola tra parentesi melà fatta mettere l’editor. Ha insistito, kello sa lui il perké, così dice. Perké forse quello ne capisce. Mica mi ha chiesto di scrivere un libro, così, tanto per…

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