“Tante care cose”, il dramma di vivere di ricordi

Articolo di Gordiano Lupi

Ho visto Tante care cose (Best Wishes), scritto prodotto e diretto dal ternano (romano di adozione) David Fratini e ho avuto la conferma – se mai ce ne fosse stato bisogno – che si possono dire molte più cose, suscitando emozioni, in un’opera di corto respiro che in cento inutili minuti di una delle tante commedie italiane contemporanee. Il regista pedina zavattinianamente Anna, in una giornata tipo, un’anziana donna borghese, che esce di casa senza salutare il marito, indifferente davanti alla tv, infine giunge in un angolo cittadino degradato, dove vede una coppia di sbandati. Anna spia una discussione per soldi, vede la coppia (dedita alla droga) bere una bottiglia di birra: la donna è sua figlia. L’anziana, addolorata, cerca rifugio tra i ricordi che il regista riproduce ricorrendo a filmini familiari girati in superotto che portano indietro nel tempo. Il tema è a me caro, ho cercato di affrontarlo (con i miei limiti) in alcuni romanzi ambientati in provincia: la fuga dal presente quando non ti soddisfa, cercare di vivere con i ricordi – fin quando è possibile – evitando il baratro del vivere di ricordi. Fratini mette il dito sulla piaga, afferma che quando siamo incapaci di vivere il presente, siamo indotti a rifugiarci nel ricordo del passato, idealizzandolo, proprio perché non lo stiamo vivendo. Citazioni da Bergman a piene mani, soprattutto Il posto delle fragole, mai a sproposito e con piena consapevolezza, senza restare in superficie ma scavando a fondo, mostrando sequenze commoventi e lucide. Il corto è stato girato in provincia di Terni – centro città, sponde del lago di Piediluco (una sequenza ricorda una parte fondamentale de Il posto delle fragole) – con troupe e attori ternani. Bravissima la protagonista, l’attrice teatrale (poetessa e pittrice) Maristella Marinelli, che non interpreta – come al solito – un personaggio comico, ma con poche parole e molta espressività caratterizza una donna sofferente, incapace di fare i conti con il presente, intenta a sfogliare ricordi d’un passato felice. Tra gli altri interpreti il regista teatrale Silvano Locci (il marito) e gli attori teatrali Laila Santirosi (la figlia), Alban Guillon e Cecilia Di Giuli (spesso presente nei lavori di Fratini). Ottima la fotografia, con uno stacco netto tra le riprese contemporanee e i flashback del passato (filmati d’epoca), il tutto affidato a Stefano Meluni, con un certosino lavoro di montaggio compiuto in moviola da Filippo Corrieri e dallo stesso regista. Suono in presa diretta di Alessandro Deflorio e Daniele Donnie Cruccolini; suggestive musiche di Chopin e Debussy, eseguite in modo magistrale dalla pianista Giovanna Karen Vagata, mentre il compositore francese Jean Louis Gand ha concesso i diritti del suo Magnificat. Da vedere, concordo con chi ha definito questa breve opera un piccolo capolavoro.

Premi e Festival: Selezionato in numerosi festival, un buon successo al Realtime International Film Festival in Nigeria, primo festival a svolgersi – causa pandemia – interamente on-line; vince il premio Miglior Fotografia al Popoli e Religioni Terni Film Festival, riceve la Nomination Miglior Montaggio al prestigiosissimo Grand OFF – World Independent Film Awards 2020 di Varsavia e vince come Miglior Film alla 12° Edizione del Festival Corto&Cultura di Manfredonia (FG), selezionato tra oltre 700 opere provenienti da tutto il mondo, con questa motivazione: In tutto c’è stata bellezza, direbbe Manuel Vilas. Il corto di Fratini è una sinfonia familiare in cui un presente difficile da spiegare viene illuminato da un passato dove i luoghi e le persone avevano tutto un altro colore. È un eccellente esempio di found footage film ed è un lavoro felicemente alieno dal panorama del cortometraggio italiano contemporaneo. Grandissima Maristella Marinelli. Siamo in zona capolavoro.

David Fratini nel 2007 dirige il suo primo cortometraggio Il barboncino (comm., co-regia). Nel 2010 Realismo (thriller/dramm.) e nel 2011 La domenica (dramm.). Nell’estate 2014 Fratini termina i corti Danny boy – Come la neve (dramm.) e Chi fa Otello? (comm., per lo Shakespeare Festival di Gigi Proietti a Roma). Tra il 2015 e il 2016 gira per lo Spi CGIL i documentari La repubblica dei bambini, Terre Rosse e Dopo la primavera. Tutti i suoi lavori hanno buon successo ai festival, specie Chi fa Otello?, proiettato e premiato in centinaia di festival in tutto il mondo.

Tante care cose – Italia, 2018 – Regia: Davide Fratini. Soggetto, Sceneggiatura, Produzione: Davide Fratini. Fotografia e Riprese: Stefano Meluni. Suono: Alessandro Deflorio. Fonico di presa diretta: Daniele Donnie Cruccolini. Musiche: Chopin e Debussy (eseguite dalla pianista Giovanna Karen Vagata), Magnificat (Jean Louis Gand). Grafiche: Lisa Atzeni. Montaggio: Filippo Corrieri, Davide Fratini. Titolo Estero: Best Wishes) (dramm., Italia, 2018, 14 min.). Interpreti: Maristella Marinelli (la moglie), Silvano Locci (il marito), Laila Santirosi (la figlia), Alban Guillon, Cecilia Di Giuli.

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