Multisala, la “scalinata” verso le stelle di Franco126

Articolo di Alberto Maccagno

Multisala rappresenta un altro passo nella scalata, o forse sarebbe meglio dire nella “scalinata”, che Franco126 ha intrapreso verso le stelle, quelle del pop.

Membro del prolifico collettivo romano 126 (spesso scritto “CXXVI”), che deve il proprio nome al numero di gradini che formano la Scalea del Tamburino a Trastevere, Franco è il più cantautore tra tutti i cantautori moderni.

Sin dalla pubblicazione di Polaroid, disco realizzato in combo con Carl Brave nel 2017, l’artista è riuscito sempre a stupire i tanti ammiratori proponendo testi malinconici e dal fascino vintage, figli della modernità e della quotidianità ma ispirati nella forma alla musica di autori del calibro di Franco Califano, Lando Fiorini e, per avvicinarci ai giorni nostri, anche di Federico Zampaglione, come si può apprezzare particolarmente in Vestito a Fiori.

Nel multisala di Federico Bertolini, vero nome dell’artista (se ci siete rimasti male perché non si chiama Franco, vi capisco), vengono trasmesse dieci pellicole dove a farla da padrone sono la nostalgia e le emozioni, raccontate dalla voce sporca e un po’ stonata del cantante, il quale propone, come al solito, una scrittura autentica, semplice e che fa delle immagini il proprio punto di forza, mostrandosi abile nell’alternare una certa ironia scanzonata alla manifestazione più sincera delle proprie debolezze.

Tracce come Blue Jeans, in collaborazione con Calcutta, Maledetto Tempo e Che Senso Ha, cariche di un’atmosfera notturna e delicata, ben si alternano alle più colorate e dinamiche, quantomeno dal punto di vista strumentale, Nessun Perché, Accidenti a Te e, la più anni ’80, Ladri Di Sogni. Per questo è meritevole di un plauso il lavoro di Stefano Ceri, compositore e produttore dell’opera, il quale ha saputo conferire a questa una varietà musicale piacevole e avvincente, in grado di valorizzare ancor più le belle parole dell’autore.

Inoltre, troviamo racchiuso all’interno dei testi un senso di disagio e di smarrimento verso il futuro, particolarmente diffuso e facilmente riscontrabile ai giorni nostri, raccontato attraverso la storia di un ragazzo di trent’anni che cede a qualche vizio e che, almeno a tratti, fallisce nel proteggere il proprio cuore dai temporali della vita. È il caso di Simone, canzone decisamente innovativa rispetto alla proposta classica del musicista romano, dove la lente di ingrandimento viene spostata su un più o meno immaginario amico, simpatico e un po’ sbandato, che è sicuramente, in parte, anche Franco126 ma che, in fondo, rappresenta un po’ tutti noi, sempre pieni di progetti in cantiere e di storie da raccontare ai baristi. Multisala è, quindi, un album da vedere e da ascoltare, impreziosito dal cantato blue e incisivo di Franco126, oltre che dalla curiosità compositiva di Ceri, e in grado di avvolgere l’ascoltatore nel velo dei ricordi e degli amori passati (e non), lasciando una sensazione agrodolce sulla lingua, da gustare assieme alla consapevolezza di aver ascoltato un ottimo lavoro.

TRACKLIST:

01. Che Senso Ha

02. Blue Jeans

03. Miopia

04. Simone

05. Vestito a Fiori

06. Maledetto Tempo

07. Accidenti a Te

08. Nessun Perché

09. Ladri Di Sogni

10. Lieto Fine

Franco126, Multisala.
23 aprile 2021, Bomba Dischi / Island Records.

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