“Io so che tu sai che io so”, una commedia impegnata

Articolo di Gordiano Lupi

Io so che tu sai che io so (1982) è una commedia impegnata che affronta il problema dei figli che si drogano e la crisi matrimoniale di una coppia che da molti anni vive insieme. Altro film diretto dal comico dove preferiamo il Sordi attore al regista che mette in scena il dramma di un padre e la tragedia di un marito. Monica Vitti lavora con Alberto Sordi in tre pellicole dirette dal comico romano, forse i lavori migliori che ci ha lasciato come regista. Il primo è Amore mio, aiutami (1969), ma sono interessanti anche il nostalgico e sentimentale Polvere di stelle (1973), sul teatro d’altri tempi (chi non ricorda il motivetto Ma ‘ndo Hawaii?) e Io so che tusai che io so (1982) che tratteggia il tema del tradimento. Alberto Sordi interpreta molto bene il ruolo di un marito annoiato, ormai abituato alla moglie, al punto da non considerarla più interessante da un punto di vista sessuale. Monica Vitti è perfetta nei panni di una donna insoddisfatta e insicura, nevrotica e innamorata, che tradisce il marito per noia (quasi per disperazione), pur volendogli bene. E poi c’è la droga, che vede la figlia cadere in un tunnel senza scampo, con la madre coraggio che si prende il problema sulle spalle e ne lascia fuori il padre per farlo stare tranquillo. Il finale è rassicurante, perché i genitori tornano insieme, passano sopra il tradimento, la figlia torna sulla retta via – grazie a un energico intervento materno – e l’amore trionfa. Tutti sanno ma nessuno parla. Commedia di impianto teatrale, quasi tutta girata in interni, basata sulle grandi interpretazioni di Sordi e della Vitti, che mettono in scena i problemi di una coppia comune dei primi anni Ottanta. Rodolfo Sonego è il solito deus ex machina della sceneggiatura, Caminito produce (sceneggia insieme a Sonego e a Sordi), D’Offizi fotografa con attenzione, Piccioni compone una colonna sonora abbastanza ordinaria. Siamo nel campo della commedia all’italiana, perché non mancano i risvolti drammatici, il momento di disperazione del marito quando si rende conto del tradimento e di come sia stato lui a favorire l’evolversi degli eventi. La partita Roma – Catanzaro preferita a un fine settimana con la moglie nella casa di campagna sarà il detonatore di un tradimento che era già nell’aria, favorito dal disinteresse erotico di un marito abitudinario. Da citare tre piccole parti (nei ruoli di loro stessi) ricoperte da Gianni Letta, Sandro Paternostro e Cesare Cadeo.

Paese di Produzione: Italia, 1982. Durata: 113’. Genere: commedia. Regia: Alberto Sordi. Soggetto: Rodolfo Sonego. Sceneggiatura: Augusto Caminito, Rodolfo Sonego, Alberto Sordi. Montaggio: Tatiana Casini Morigi. Fotografia: Sergio D’Offizi. Musiche: Piero Piccioni. Costumi: Bruna Parmesan. Produttore: Augusto Caminito. Casa Di Produzione: Scena Film. Distribuzione (Italia): Medusa Film. Interpreti: Alberto Sordi, Monica Vitti, Micaela Pignatelli, Salvatore Jacono, Isabela De Bernardi, Giuseppe Mannajuolo, Ivana Monti, Claudio Gora, Per Francesco Aiello, Napoleone Scrugli, Cesare Cadeo, Sanddro paternostro, Gianni Letta, Carmine Faraco, Luciano Bonnani.

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