“Si vive una volta sola”, il ritorno di Carlo Verdone

Articolo di Paolo Quaglia

L’equipe medica del professor Gastaldi, medicina a parte, ha un’insana passione per l’ironia. Ne fanno parte la strumentista Lucia Santilli , il dottor Amedeo Lasandra e l’aiuto del professore Corrado Pezzella. Il gruppo ha l’abitudine di architettare tremendi scherzi di cui a turno sono le vittime. Nonostante la loro realizzazione professionale sia indiscutibile, la vita personale riserva piccoli fallimenti che riescono a esorcizzare tramite il diritto di sfottersi reciprocamente. Quando all’anestesista Lasandra, obiettivo preferito del gruppo, sarà diagnosticato un male incurabile, arriverà il tempo di rivedere le priorità. I quattro professionisti partiranno per una vacanza in puglia, dove troveranno il modo per riflettere sulle loro esistenze.

Si vive una volta sola è una commedia ben scritta e ottimamente recitata da tutti i protagonisti. Verdone, per accompagnarlo, si affida ad attori di sicura resa come Rocco Papaleo Max Tortora e Anna Foglietta e il risultato si vede. Il film riflette su quel cinismo bonario che la frustrazione tira fuori anche e soprattutto verso le persone che ci sono più vicine.

La vita di questi quattro professionisti non è certo facile e un lavorare in ospedale non fa altro che acuire le loro solitudini. Ecco allora che scopriamo il professore con la figlia aspirante influencer , la collega che non riesce ad avere una relazione stabile o l’assistente tradito serialmente dalla moglie. Il regista s’ispira alla commedia italiana di Monicelli o Risi (il riferimento ad Amici miei è palese) provando ad attualizzarla e assumendosi il rischio di incorrere in qualche accusa di eccessiva faciloneria.

La forza del film non sta certo nella trama ma nello sviluppo con cui questi individui prendono coscienza che qualcosa nella loro vita stona , forse anche il loro rapporto stesso. Pescare sul posto di lavoro degli amici è quasi impossibile perché il quieto vivere e la convenienza si mettono di mezzo creando legami poco onesti. Al film non manca certo il ritmo e quelle gag in puro stile Verdoniano che il regista riesce ancora a costruire in maniera sapiente al fine di intrattenere il pubblico. Difficilmente Carlo Verdone realizza prodotti sotto un certo standard qualitativo, Si vive una volta sola ne è l’ennesimo esempio.

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