La danza esalta la musica di Verdi alla Pieve di San Genesio

Articolo di Redazione

Il 20 giugno 2021 la performance della Compagina Artemis Danza con il soprano Renata Campanella e la chitarra di Kamil Wyssocki nella Pieve di San Secondo Parmense (PR) protagonisti di Estate delle Pievi.

La spiritualità della danza unisce architettura, storia e musica, il 20 giugno 2021, alle 19.00, alla Pieve di San Genesio di San Secondo Parmense (PR) per un nuovo appuntamento di Estate delle Pievi, rassegna che conduce i visitatori in un viaggio tra gli edifici sacri più iconici del periodo che va dal IX al XII secolo, reinventati come straordinari luoghi di spettacolo nell’area promossa da Visit Emilia.

La Compagnia Artemis Danza si esibisce nella coreografia del Corpo Liturgico #Te Deum di Monica Casadei (curatrice anche della regia e dei costumi) sulle musiche del maestro Giuseppe Verdi, autore di 4 pezzi sacri che videro la prima esecuzione all’Opera di Parigi nel 1898. Il fil rouge della riscoperta del sacro, inteso come spiritualità assoluta che si esprime al di là del tempo e dello spazio, conduce la performance in un Omaggio a Maria #Verba, animando la Pieve con la voce del soprano Renata Campanella accompagnata dalla chitarra di Kamil Wyssocki, dall’arpa di Alice Caradente, dal violino di Beatrice Marozza, dal violoncello di Antonio Amadei, sulle note tratte da “La Vergine degli Angeli”, inno religioso che chiude “La Forza del Destino” di Giuseppe Verdi, l’”Ave Maria” tratta da “Otello” del Maestro emiliano, “Salve Regina” di Giacomo Puccini. Come in una preghiera universale i danzatori si svestono delle loro individualità per divenire coro, comunità, onde sonore parte di una sola musica.

L’omaggio della musica classica a Maria, che ha accomunato grandi compositori, si esprime in un luogo ricco di fascino e di storia: la secolare Pieve di San Genesio, con le sue tre navate di sette campate e 3 absidi, e il singolare pozzo nell’abside. È considerata come una delle più importanti pievi del territorio emiliano nel XIII secolo, quando fu ricostruita a seguito di un’alluvione del fiume Taro. La Pieve ancora oggi domina isolata la campagna, quasi come se fosse rimasta nel tempo medievale.

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