“Quelle strane occasioni”, il meglio del cinema italiano degli anni Settanta

Articolo di Gordiano Lupi

Quelle strane occasioni (1976) è un film in collaborazione tra Nanni Loy, Luigi Mani e Luigi Comencini per una commedia a episodi di livello medio – alto. Italian Superman di Nanni Loy – che non firma la pellicola – (Paolo Villaggio, Valeria Moriconi e Lars Bloch) è il più volgare come tematica, ispirato al documentario Mondo di notte oggi. Il regista racconta le vicende di un venditore di castagnaccio che diventa ricco facendo l’amore in pubblico nei night di Amsterdam. Il problema è che la moglie lo blocca, lui non vuol saperne di restare fedele e di far l’amore con una sola donna. Il cavalluccio svedese di Luigi Magni (Nino Manfredi, Olga Karlatos, Giovanna Steffan, Giovannella Grifeo) è commedia erotica pura; narra l’avventura di un architetto che nel fine settimana si trova a letto con una bella e giovane svedese, figlia di un amico, il problema è che l’amico è stato amante della moglie. Non così facile la resa dei conti con la consorte, quando torna a casa, alla fine tutto resta nella sfera del non detto. L’ascensore di Luigi Comencini (Alberto Sordi, Stefania Sandrelli e Beba Loncar) è l’episodio più noto, forse il solo per cui si ricorda il film, ricco di scene sensuali, merito di una strepitosa Stefania Sandrelli che seduce un monsignore (Sordi) in un ascensore bloccato a Ferragosto, per un’intera giornata. Il monsignore approfitta della ragazza e alla fine si comporta come niente fosse accaduto, anzi, la invita ad andare da lui a fargli visita, sempre che non resista alla tentazione, usando il libero arbitrio. Gli sceneggiatori sono Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, che collaborano con Rodolfo Sonego per Il cavalluccio svedese e L’ascensore. Molti gli elementi di commedia sexy, soprattutto nel terzo episodio girato da Comencini, anche se resta commedia all’italiana pura per il tasso erotico contenuto e per la bravura degli interpreti (in particolare Sordi, Sandrelli e Manfredi). La commedia a episodi è un genere che non viene praticato molto nel cinema italiano contemporaneo, ma in passato ha avuto momenti di grande fulgore. Erano i tempi in cui c’erano gli scrittori di cinema e da un canovaccio abbastanza semplice e risicato si tiravano fuori situazioni comiche esilaranti. Sonego, Benvenuti e De Bernardi non sono autori facilmente rimpiazzabili. Durata 118’, divisi in tre segmenti, quasi tre piccoli film, di livello omogeneo. Colonna sonora del grande Piero Piccioni. Montaggio di Fraticelli, Mastroianni e Baragli. Fotografia di Nannuzzi, Ragona e Tonti. Il meglio del cinema italiano degli anni Settanta. Rivisto in TV grazie alla benemerita  Cine 34.

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