Bandiera rosa la trionferà! Lo stato di salute del confronto democratico

Articolo di Alberto Maccagno

Iniziamo questo discorso dando per assodato che il movimento femminista italiano (che per brevità chiameremo M.F.I.) lotta sia per gli uomini che per le donne e su questo credo non ci sia bisogno di approfondire, siamo tutti d’accordo. Giusto?

No dico, concordiamo tutti, no?

Vabbè, ho capito. Approfondiamo.

Ai meno attenti potrebbe sembrare che l’essersi opposti all’istituzione di uno sportello d’ascolto per gli uomini vittime di violenza – soprattutto psicologica -,da affiancare a quelli per le donne, promossa dall’assessore alle pari opportunità Chiara Del Guerra (Municipio VI, Roma) o alla creazione del 1523 possano essere misure escludenti nei confronti di un genere. Ma no! Cosa avete capito?

Ci si è opposti perché dai dati che NON abbiamo raccolto riguardo alla violenza di genere sugli uomini risulta che quest’ultima non esista, esattamente come quella nelle coppie omosessuali. D’altronde che senso ha raccogliere dei dati su una cosa che non esiste? Non fa una piega.

La presa di posizione contro quanto proposto dalla giunta capitolina è stata anche sponsorizzata dalla senatrice Valente del Partito Democratico e voi, come me, sapete bene che il PD su queste cose è impeccabile, un po’ come le previsioni di Orsini sul conflitto russo-ucraino. Un cecchino, proprio.

Ai poco furbi potrebbe anche sembrare che le pressioni al Monk per far cancellare DIS_PARI dal calendario (missione compiuta!) siano espressione di un soggettivismo vittimista e malsano che rifiuta il dialogo civile e democratico tra le parti ponendo la propria sensibilità personale come arma ricattatoria. Ma, anche in questo caso, vi state sbagliando di grosso!

Il M.F.I. è prontissimo al dialogo e al confronto ma, avendo ragione, non vuole confrontarsi con chi ha torto. D’altronde, che senso avrebbe?

Il tempo che avresti sprecato a dialogare con gente senza capacità comunicative come Immanuel Casto, Leonardo Laviola o Yasmina Pani lo puoi investire per organizzare una bella messa e predicare ai già convertiti leggendo i libri di Valeria Fonte. Sai come si gode?

Pensate, pare che una volta durante la celebrazione sia anche apparso il volto di Karl Marx sulla bandiera rossa di Alessio Maronn e che gli abbia detto: “non c’hai capito proprio una mazza, eh?” solo che lui la bandiera la tiene dietro le spalle, per essere sicuro di non vederla mai, e quindi non se n’è accorto.

Carlo, il solito burlone!

Ragazzi, non temete: il dibattito democratico è forte e si sta esprimendo in tutta la sua potenza, il Monk semplicemente non poteva permettere un evento organizzato a sua insaputa da persone mai viste e sentite prima, sarebbe stato poco professionale. Molto meglio cancellare tutto il sabato per il mercoledì! Tanto, per citare I Soliti Idioti, i duecento partecipanti che si erano iscritti alla serata durante la settimana si grattano la m***ia.

Insomma, il momento giusto per fare la rivoluzione è ora! Abbiamo il vento in poppa e la situazione è eccellente!

Sì ma aspetta, no oggi no che ho pilates alle 11:00 e aperitivo veggy (#nospecismo) alle 18. Domani? Ma sai che… ah no, scusami. Sono al mare a decostruirmi coi bagnini di Milano Marittima e con la direttrice di Domani. Ah, non è femmina? Pardon, me l’aveva detto Stefano Feltri che voleva lasciare il posto a una donna.

Ci sentiamo per settimana prossima che ora devo fare la valigia.

Bandiera rosa la trionferà!

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