C’è poco da dire, come li fanno gli Americani i film sul pugilato non li fa nessuno. Aggiungo che anche sul baseball e sullo sport in generale – a parte il calcio che non è nelle loro corde – sono dei veri Maestri. Cinderella man è un film sul pugilato fino a un certo punto, perché attraverso la vera storia di James J. Braddock racconta la Grande Depressione e la vita di una povera famiglia irlandese in cerca di riscatto grazie alle doti di un campione, diventato simbolo di un intero gruppo. Braddock continua a boxare anche con la mano fratturata perché deve pagare le bollette e ogni giorno deve mettere qualcosa in tavola per i suoi figli, questo è il suo vero motivo per lottare. Purtroppo il pugile esce dal giro, dopo aver avuto buone opportunità per tentare la conquista del titolo mondiale, ma ci rientra a sorpresa, grazie alla lungimiranza del suo manager che gli procura l’occasione della vita. Il finale è entusiasmante con la ricostruzione del match per il titolo mondiale, combattuto contro Max Baer (il pugile che sconfisse Carnera) un avversario violento e sbruffone. Ron Howard è grande direttore di attori e con la macchina da presa realizza suggestive riprese in primo piano dei combattimenti, ma anche ampie panoramiche delle zone portuali e di una New York anticata grazie a una fotografia color pastello (Totino). Il montaggio è rapido, non fa sentire la fatica dei 146’, abbiamo momenti riflessivi e pacati quando la famiglia subisce la crisi economica e il protagonista non sa come risolvere i problemi quotidiani, ma nel finale vediamo una netta accelerazione. Sceneggiatura e soggetto di Cliff Hollingsworth e Akiva Goldsman che forniscono il materiale per comporre un affresco credibile della vita nordamericana negli anni Trenta. Le riprese sono state effettuate a Toronto – con la finzione cha sia la New York del passato – con grande dispiego di energie e di comparse, ma anche di auto d’epoca e costumi capaci di riportare indietro nel tempo. Alcune concessioni al romanzesco nel dipingere la figura da cattivo di Max Baer minano la credibilità della storia, perché il pugile pare che fosse ben altra persona da come viene descritto e che abbia sofferto per tutta la vita il fatto di aver ucciso un avversario sul ring (non due come dice la sceneggiatura). Cinderella Man parte dal soprannome che aveva Braddock, la cenerentola del ring perché aveva ripreso a combattere in età avanzata, ma lui aveva una ragione per lottare e la sua famiglia lo sapeva bene, come lo sapevano tutti gli irlandesi del New Jersey. Russel Crowe è bravissimo come sempre, il ruolo del pugile romantico innamorato della famiglia e sostenuto dal suo gruppo di irlandesi gli si addice alla perfezione. Il resto del cast, come sempre nel cinema nordamericano, non presenta problemi di sorta, anche se Renée Zellweger è una moglie un po’ troppo lacrimosa. La pellicola ha avuto buona stampa ma non ha riscosso grande successo di pubblico, forse per il periodo di programmazione, ma resta un film entusiasmante, che si lascia vedere per il ritmo narrativo e per la cura scenografica. Recuperatelo su Rai Play.
Regia: Ron Howard. Soggetto: Cliff Hollingsworth. Sceneggiatura: Cliff Hollingsworth, Akiva Goldsman. Fotografia: Salvatore Totino. Montaggio: Daniel P. Hanley, Mike Hill. Musiche: Thomas Newman. Effetti Speciali: Laird McMurray, Mark O. Forker. Scenografia: Winn Thomas, Peter Grundy, Dan Yarhi, Gordon Sim. Costumi: Daniel Orlandi. Trucco: Ann Brodie, Lance Anderson, David LeRoy Anderson. Produttori: Ron Howard, Brian Grazer, Penny Marshall. Produttore Esecutivo: Todd Hallowell. Case di Produzione: Touchstone Pictures, Universal Pictures, Miramax Films, Imagine Entertainment. Distribuzione (Italia): Buena Vista International. Genere: Drammatico, Biografico, Sportivo. Durata: 146’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America (2005). Titolo Originale: Cinderella Man. Interpreti: Russell Crowe (Jim Braddock), Renée Zellweger (Mae Braddock), Paul Giamatti (Joe Gould), Craig Bierko (Max Baer), Paddy Considine (Mike Wilson), Bruce McGill (Jimmy Johnston), David Huband (Ford Bond), Connor Price (Jay Braddock), Ariel Waller (Rosemarie Braddock), Patrick Louis (Howard Braddock), Rosemarie DeWitt (Sara Wilson), Linda Kash (Lucille Gould), Nicholas Campbell (Sporty Lewis), Gene Pyrz (Jake), Chuck Shamata (padre Rorick), Ron Canada (Joe Jeanette), Alicia Johnston (Alice), Troy Amos-Ross (John Henry Lewis), Mark Simmons (Art Lasky), Art Binkowski (Corn Griffin), David Litzinger (Abe Feldman), Mattew G. Taylor (Primo Carnera), Rance Howard (commentatore al Fazin), Fulvio Cecere (arbitro Johnny McAvoy), Ken James (Ancil Hoffman), Rufus Crawford (allenatore di Lewis), Angelo Dundee (Angelo “il secondo”), Joe Bugner (autista)
