“Il bagno turco” di Ferzan Özpetek, l’amore e la nostalgia per una terra abbandonata

Articolo di Gordiano Lupi

Non avevamo mai visto il debutto cinematografico di Ferzan Özpetek, grazie a Rai 5 – che propone un gran bel ciclo di cinema italiano ogni martedì – abbiamo colmato questa lacuna. Il bagno turco (Hamam), uscito nelle sale nel 1997, è una coproduzione tra Italia, Turchia e Spagna, che ha riscosso grande successo di critica e di pubblico, venduta in più di venti paesi nel mondo, pluripremiata e presentata al cinquantesimo Festival di Cannes nella prestigiosa sezione Quinzaine de Réalisateurs. La storia in breve, che racconto fino in fondo visto che il film ha quasi trent’anni. Non la leggete se volete vederlo, perché contiene molti spoiler. Francesco (Gassman) è un architetto in crisi sentimentale con la moglie Marta (D’Aloja), quando muore la zia Anita eredita un vecchio bagno turco a Istanbul e decide di andare sul posto per vendere l’immobile. Francesco si trova bene nel nuovo ambiente, viene accolto con affetto dalla famiglia di Osman – che gestiva il bagno turco insieme alla zia Anita -, resta affascinato dalla città sul Bosforo e s’innamora di Mehmet, il figlio del padrone di casa. Francesco decide di non vendere l’immobile e di restare a Istanbul per ristrutturarlo. A questo punto Marta raggiunge Francesco, scopre i cambiamenti e il tradimento, ma anche lei confessa una tresca che procede da due anni con il collega di studio Paolo (Molinari). Accade l’imprevisto quando Francesco viene accoltellato da un sicario, pagato da persone che volevano comprare l’immobile, cosa che sconvolge Marta al punto di convincerla a restare a Istanbul per continuare l’opera del marito, ormai conquistata dal fascino della città orientale.

Tra i molti pregi del film una stupenda ambientazione turca, tra vicoli polverosi e paesaggi marini, costumi locali riprodotti molto bene sia negli arredamenti che nel vestiario, oltre al parco macchine e agli usi alimentari. Molto merito va dato alla scenografa Virginia Vianello che riproduce al meglio sia un ambiente romano alto borghese che una casa turca di povera gente. Fotografia anticata dai toni giallo ocra di Pasquale Mari, che rende suadente l’atmosfera orientale. Montaggio compassato di Mauro Bonanni, da cinema d’autore, per una pellicola di 94 minuti, tutti essenziali. Ottima la colonna sonora di Pivio e Aldo De Scalzi, composta di sonorità turche e musica leggera locale con un accenno ad Arrivederci Roma cantata da un’interprete orientale. La sceneggiatura di Özpetek e Tummolini presta il fianco a qualche critica per la prevedibilità di molte situazioni, mentre la regia è tecnicamente perfetta, oltre a essere poeticamente ispirata. Özpetek mette in scena il suo posto delle fragole, una sorta di ritorno a casa nel quale esprime tutto l’amore e la nostalgia per una terra abbandonata. Piani sequenza, soggettive, primi piani, campi e controcampi, dissolvenze incrociate, tutto l’armamentario registico viene utilizzato al meglio per comporre un’opera sincera nella quale si nota l’esigenza della narrazione. Un difetto non da poco, l’assenza dei sottotitoli durante i dialoghi in turco, il cui contenuto possiamo soltanto immaginare. Le interpretazioni sono tutte perfettibili. Un film che consigliamo agli amanti del regista che vogliono scoprire il primo Özpetek, quello meno costruito e più naturale, proprio per questo interessante. Da vedere.

Regia: Ferzan Özpetek. Soggetto: Ferzan Özpetek. Sceneggiatura: Ferzan Özpetek, Stefano Tummolini. Fotografia: Pasquale Mari. Montaggio: Mauro Bonanni. Musiche: Pivio e Aldo De Scalzi. Scenografia: Virginia Vianello. Costumi: Metella Raboni. Produttori: Marco Risi, Maurizio Tedesco, Cengiz Ergun, Aldo Sanbrell, Poalo Buzzi, Ozan Ergun. Case di Produzione: Sorpasso Film, Promete Film, Asbrell Productions. Distribuzione (Italia): Minerva Pictures, Filmauro. Titolo Originale: Hamam. Lingua Originale: Italiano, Turco. Paesi di Produzione: Italia, Turchia, Spagna. Anno: 1997. Durata: 94’. Interpreti: Alessandro Gassman (Francesco), Francesca D’Aloja (Marta), Halil Ergün (Osman), Serif Sezer (Perran), Mehmet Günsür (Mehmet), Basak Köklükaya (Füsun), Alberto Molinari (Paolo), Zozo Toledo (avv. Zozo), Carlo Cecchi (Oscar), Ludovica Modugno (voce narrante di zia Anita).

Related Articles