La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler era una delle alternative proposte dalla Rai in contemporanea a un poco allettante Festival di Sanremo, l’abbiamo presa al volo, così come la sera della prima non ci eravamo lasciati sfuggire – sempre sulla terza rete, ancora alternativa – un delizioso film iraniano (Un eroe). Saremo stati pochi (ma buoni) e in ogni caso questa storia diversa dal solito, che ritrae un Hitler sconfortato in attesa della morte nel bunker mentre infuria la battaglia di Berlino, merita la chance di una visione. Sempre meglio di un festival canoro. La fine di Adolf Hitler dal punto di vista della segretaria Traudi Junge, testimone degli ultimi giorni del Fuhrer nel bunker in cui si rifugiò con generali e ministri. Candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero nel 2005. La Germania fa i conti con il suo passato, un regista tedesco analizza i fatti con un minimo di concessione al romanzato, puntando sul lato umano dei protagonisti. Vediamo Hitler in preda a deliri di onnipotenza, ma anche una persona che in privato diventa mite e gentile, come per dire che la parte del dittatore fosse una sorta di recita a soggetto. Bruno Ganz è un Adolf Hitler straordinario, attore dalle grandi doti interpretative e di enorme comunicativa, ha il solo torto di rendere un folle dittatore quasi umano e di mettere l’accento sulle debolezze caratteriali e sui problemi fisici. Il grande attore svizzero non trasforma Hitler in una parodia, ma porta sulla scena il carattere di un uomo affranto e distrutto, deciso a non arrendersi, pronto a morire pur di non consegnarsi al nemico, innamorato solo di se stesso, megalomane e tormentato da eccessi d’ira. Ganz visiona filmati d’epoca, ascolta a lungo la voce del dittatore per riuscire a interpretare bene il personaggio, fino a conferirgli (nella versione originale) un veritiero accento austriaco. La sceneggiatura de La caduta, scritta da Bernd Eichinger, proviene da due libri: La disfatta scritto da di Joachim Fest (storico e biografo di Hitler) e Fino all’ultima ora, opera di Traudl Junge (in pratica è il diario della segretaria). Il film è molto teatrale, poggia su dialoghi credibili, quasi del tutto girato in interni, con grandi ricostruzioni scenografiche degli esterni dove infuria la battaglia. Il soggetto è tragico, puro dramma storico, tra ufficiali che tentano la fuga e altri che si suicidano, ragazzini che ci credono ancora e combattono per il nazionalsocialismo, ministri che si tolgono la vita dopo aver eliminato i figli, mentre Berlino crolla, palazzo dopo palazzo. Hitler, sempre più solo e disperato, prima sposa nel bunker Eva Braun (Kӧhler), poi si toglie la vita insieme a lei con il veleno e un colpo di pistola alla tempia, dopo aver ordinato di bruciare i corpi perché il nemico non li trovi. Riprese a Berlino, Monaco e San Pietroburgo, tutto ricostruito basandosi su precise fonti storiche. Fotografia cupa, montaggio compassato (ben 156’), scenografie perfette, musica angosciante. Resta solo il dubbio che molti critici hanno avuto, se sia lecito far vedere il mostro come un essere umano. In ogni caso un film da vedere.
Regia: Olivier Hirschbiegel. Soggetto: La disfatta di Joachim Fest, Fino all’ultima ora di Traudl Junge (liberamente tratto). Sceneggiatura: Bernd Eichinger. Fotografia: Rainer Klausmann. Montaggio: Hans Funck. Musiche: Stephan Zacharias. Costumi: Claudia Bobsin. Trucco: Peter Bour, Tamara Frid, Francis Jadoul. Scenografia: Bernd Lepel. Effetti Speciali: Michael Alekseev, Dirk Lange. Produttore: Bernd Eichinger. Produttore Esecutivo: Christine Rothe. Casa di Produzione: Costantin Film. Paesi di Produzione: Germania, Austria, Italia. Anno: 2004. Lingua Originale: Tedesco, Russo. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Titolo Originale: Der Untergang. Genere: Storico. Durata: 156’. Interpreti:; Bruno Ganz (Adolf Hitler), Alexandra Maria Lara (Traudl Junge), Corinna Harfouch (Magda Goebbels), Ulrich Matthes (Joseph Goebbels), Juliane Kӧhler (Eva Braun), Heino Ferch (Albert Speer), Chstian Berkel (Ernst-Günther Schenck), Matthias Habich (Werner Haase), Thomas Kretschmann (Hermann Fegelein), Michael Mendl (Helmut Weidling), André Hennicke (Whilelm Mohnke), Ulrich Noethen (Heinrich Himmler), Mathias Gnädinger (Herman Gӧring), Birgit Minichmayr (Gerda Christian), Rolf Kanies (Hans Krebs), Justus von Dohnányi (Wilhelm Burgdorf), Dieter Mann (Wilhelm Keitel), Christian Redl (Alfred Jodl), Gӧtz Otto (Otto Günsche), Thomas Limpinsel (Heinz Linge), Thomas Thieme (Martin Bormann), Alexander Held (Walter Hewel), Donevan Gunia (Peter Kranz), Yelena Zelenskaya (Inge Dombrowski), Bettina Redlich (Constanze Manziarly), Heinrich Schmieder (Rochus Misch), Anna Thalbach (Hanna Reitsch), Dietrich Hollinderbäumer ( Robert Ritter von Greim), Ulrike Krumbiegel (Dorothee Kranz), Karl Kranzkowski (Wihelm Kranz), Thorsten Krohn (dottor Ludwig Stumpfegger), Jürgen Tonkel (Erich Kempka), Devid Striesow (sergente Fritz Tornow), Fabian Busch (Gert Stehr), Christian Hoening (Ernst-Robert Grawitz), Alexander Slastin (generale Vasilij Cujkov), Elizaveta Bojarskaia (Erna Flegel), Gregory Borlein (Helmut Goebbels), Alina Sokar (figlia di Goebbels), Hans H. Steinberg (generale Koller), Dirk Borchardt (comandante Panzer), Traudl Junge (sé stessa in immagini di repertorio).
