La commedia francese gode buona salute, non c’è che dire. Classe moyenne (titolo originale) è una prova ulteriore, capace di miscelare tensione da thriller costruendo una black-comedy con scene di lotta di classe in un contesto campestre e di tenere alta l’attenzione dello spettatore in un crescendo di grottesca follia. Siamo nel Sud della Francia, in una grande villa di proprietà della ricca famiglia Trousselard. Come tradizione è qui che l’avvocato Philippe e l’ex diva Laurence passano le vacanze estive, insieme alla figlia Garance – che vorrebbe fare l’attrice – e al fidanzato Mendi, avvocato alle prime armi di origine maghrebina. Scoppia il contrasto con i custodi della villa – Tony, Nadine e la figlia Marylou – per un piccolo incidente domestico gestito male e la successiva reazione (condizionata dall’ubriachezza) di Tony nei confronti dei padroni. Il primo scontro di classe provoca un’escalation di situazioni grottesche tra proprietari e servitori fino a un finale imprevedibile e surreale. La sceneggiatura – collabora anche il regista – non perde un colpo, il film è scritto talmente bene da catapultare lo spettatore nel vivo delle azioni, permettendo di schierarsi per le parti in causa, temendo per le sorti dei personaggi e cercando una soluzione per risolvere un caso che si fa sempre più intricato. Persino il crescendo grottesco degli eventi viene giustificato, reso credibile da soluzioni narrative fluide, prive di pesanti esagerazioni. La fotografia della campagna francese (Gaurin) è color pastello, viva e solare, anche se le parti girate in esterno non sono molte e il film viene gestito con perizia teatrale a base di campi e controcampi, arricchito da rapidi dialoghi. Personaggi descritti a dovere, caratterizzati da precise peculiarità, come i latinetti sfoggiati da Philippe in ogni situazione, la sua presunzione come cuoco ed esperto di vini. Montaggio (Toubkis) rapido e convulso, con una struttura consequenziale che porta lo spettatore alla fine della vicenda in 96’ serrati e necessari. Il contrasto tra la crudele perfidia della borghesia e la scaltrezza un po’ rozza del proletariato viene fuori con prepotenza in un’opera nera, priva di personaggi positivi, a parte Mendi, il fidanzato di Garance, unico idealista della compagnia. Un film interessante, che fa sorridere e riflettere. Visto grazie a un’intelligente programmazione d’autore del Cinema Stella di Grosseto.
Regia: Antony Cordier. Soggetto e Sceneggiatura: Steven Mitz, Julie Peyr, Jean-Alain Laban, Antony Cordier. Fotografia: Nicolas Gaurin. Montaggio: Camille Toubkis. Scenografia: Eugénie Collet. Costumi: Sabrina Riccardi. Effetti: Morgane Demetrau. Trucco: Betty Beauchamp. Produzione: Julien Madon, Philippe Guez. Interpreti: Laurent Lafitte (Philippe), Laure Calamy (Nadine Azizi), Elodie Bouchez (Laurence Trousselard), Ramzy Bedia (Tony Azizi), Sami Outalbali (Mehdi El Glaoui), Noée Abita (Garance Trusselard), Mahia Zrouky (Marylou Azizi), Candide Sanchez, Ryad Ferrad. Titolo originale: Classe moyenne. Genere: Commedia. Durata. 96’. Paesi di Produzione: Francia, Belgio – 2025.
