L’ammazza sentenze: quell’undici febbraio di 35 anni fa quando cosa nostra festeggiò

Articolo di Franco Lannino

A proposito della morte del magistrato Corrado Carnevale avvenuta ieri, mi è tornato in mente un episodio che voglio raccontarvi, per farvi capire perchè questo magistrato (presiedeva la Prima Sezione della Corte di Cassazione) era stato soprannominato il Giudice “ammazza sentenze”.

Tra i 40 pericolosi boss mafiosi già condannati al maxiprocesso a pesanti pene detentive e scarcerati per decorrenza dei termini da Carnevale l’undici febbraio del 1991, c’era anche Michele Greco, “il Papa” di Cosa Nostra, imputato al maxiprocesso dopo la sua cattura che avvenne a Caccamo (Pa) il 20 Febbraio 1986. Greco uscì dall'”Ucciardone” e io assieme a pochissimi colleghi fotoreporter ero li ad attenderlo con il mio bel teleobiettivo. Tornò a casa il Boss, su una Mercedes color sabbia con autista, a Croceverde Giardini, il suo feudo.

L’indomani, davanti alla sua abitazione, rispose alle domande dei giornalisti che lo assediavano da ore. Gli fu chiesto cosa pensava della decisione della Suprema Corte. “Siamo in Quaresima e voi mi parlate di Carnevale?” rispose con ironia, dando un pizzicotto sulla guancia di Giorgio Petta, scambiandolo per il collega Enzo Mignosi “mi raccomando Mignosi, non graffi quando scrive di me”. Il collega lo venne a sapere qualche ora dopo non essendo presente e ovviamente gli corse un brivido nella schiena. Greco tornò in carcere poco tempo dopo per decreto del Consiglio dei ministri che congelò i tempi processuali. Nei vari processi di mafia in cui Greco fu imputato, fu condannato a ben otto ergastoli.

“‘U Papa” morì a 84 anni il 12 Febbraio 2008 per un tumore ai polmoni. È seppellito a Palermo al cimitero di Sant’Orsola.

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