Per una nuova Pedagogia: Meno burocrazia e più innovazione.
Chi è il professore Simone Digennaro?
“La pedagogia è la scienza generale della formazione e dell’educazione dell’uomo. E’ una scienza costituita da un organico sistema di saperi. Essa è una scienza generale poiché affronta ogni aspetto relativo ai suoi due oggetti centrali: la formazione e l’educazione.”
Questa è la sommaria definizione della Pedagogia, una scienza che guarda l’uomo nella sua interezza, che guarda all’uomo come elemento di indagine dei comportamenti umani. La maggior parte
In un articolo si legge:
La scuola non può e non deve diventare un ambito “sanitarizzato”, a discapito di altre figure professionali – quali Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici – indispensabili per il benessere educativo e formativo degli studenti, come già accade in Europa. La scuola è un luogo di educazione e formazione, in cui appare opportuno intervenire per prevenire il disagio di bambini e ragazzi. Il primo mandato costituzionale richiama l’esigenza di rimuovere ogni ostacolo per il pieno sviluppo della persona e non detta linee guida per un orientamento esclusivamente diagnostico delle scuole.
Non possiamo permettere che venga marginalizzata la figura dei Pedagogisti e degli Educatori Professionali Socio-Pedagogici, professionisti altamente qualificati, con competenze specifiche nell’ambito educativo e formativo, che sono fondamentali per favorire la crescita emotiva, sociale e intellettuale di alunni e studenti. La loro esclusione dalla scuola, in favore di un modello che privilegia e prevede esclusivamente l’approccio psicologico, rappresenta una grave limitazione che rischia di impoverire l’intero sistema educativo. I Pedagogisti e gli Educatori Professionali Socio-Pedagogici non sono solo complementari, ma essenziali per una visione olistica e integrata del benessere dello studente.
Nel contempo, segnaliamo con rammarico la totale assenza di attenzione per l’attuazione della legge 55/2024, entrata in vigore lo scorso maggio e ad oggi non ancora attuata. Non solo i tribunali sono in ritardo nell’esame delle domande di iscrizione agli Albi dei Pedagogisti e degli Educatori Professionali Socio-Pedagogici, ma sono anche in difficoltà per la carenza di personale. Il ritardo nell’attuazione di
questa legge, che coinvolge una vasta rete di professionisti e di servizi essenziali – come quelli per l’infanzia, le scuole, le comunità e le residenze per anziani e disabili – è inaccettabile. Non possiamo permettere che, di fronte a un numero crescente di problematiche sociali ed educative, il sistema si paralizzi.
A fronte di tutto ciò, chiediamo con urgenza una risposta chiara e tempestiva al Ministero della Giustizia per l’immediata attuazione della legge 55/2024. Allo stesso tempo, ribadiamo con forza che la scuola non può essere ridotta a un contesto sanitario, dove i professionisti della pedagogia e dell’educazione vengono emarginati in favore dell’unico approccio psicologico. È fondamentale che la scuola continui a valorizzare la pluralità delle competenze, garantendo un intervento integrato che metta insieme Psicologi, Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici, per rispondere efficacemente alle sfide educative del nostro tempo.
La paralisi del sistema educativo non permette di fare fronte alle numerose esigenze che sussistono nel campo della formazione. Urgente il bisogno di educatori che possano arrginare situazioni i cui risultati sono sempre più incresciosi.
Il professore Simone Digennaro , pedagogista e docente universitario rileva l’urgenza con la quale deve intervenire la legge perché è ora che si ascolti anziché restare a guardare un paese dove la burocrazia ha spiazzato il valore della didattica.
Digennaro ha dichiarato:
“Gli insegnanti sono la parte più bella di questo nostro paese, sono il pilastro su cui costruire una società migliore ed una società del futuro”.
Pertanto essere insegnanti significa “Responsabilità del futuro”, perché ogni società che in-segna contribuisce alla formazione del “domani” anche lontano.
Si è abituati a seguire un programma didattico obsoleto che non risponde alle esigenze delle nuove generazioni. Pare che la scuola dell’infanzia e della primaria sono cadute nel dimenticatoio, anche gli educatori non riescono a staccarsi dagli schemi ormai superati.
“Il problema è che noi abbiamo costruito un sistema scolastico che è alienante. Gli insegnanti che avrebbero un enorme potenziale educativo, che potrebbero davvero fare ttantissimo per questi nostri ragazzi e ragazze, sono sepolti dalla burocrazia”. Siamo in piena emergenza educativa, i cambiamenti sono lenti, sono poco sufficienti perché è “ l’insegnante che trova difficoltà a gestire nuovi processi educativi” .
Tali dichiarazioni esortano ogni “Artigiano della educazione” a guardare con maggiore attenzione la trasformazione repentina delle nuove generazioni.
Quindi il professore Digennaro ha dato e continua a fornire nuovi approcci propedeutici per gli insegnanti.
Tu, caro collega, cosa ne pensi?
https://www.wikifilosofia.it/wiki/Bartolomeo_Di_Giovanni
Simone Digennaro, nato a Frosinone il 20 giugno 1981, è Professore Associato in Didattica e Pedagogia Speciale presso il Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale da ottobre 2023. Ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale per la prima fascia nel settore della Didattica, Pedagogia Speciale e Ricerca Educativa. La sua carriera accademica presso l’Università di Cassino è iniziata con incarichi di ricerca a partire dal 2012, progredendo da assegnista a ricercatore a tempo determinato (RTD-A e RTD-B) tra il 2018 e il 2023. La sua formazione include un Dottorato di ricerca in Scienze Sociali in co-tutela con l’Università di Strasburgo, il titolo di Educatore professionale socio-pedagogico (ai sensi L. 205/2017) conseguito presso l’Università degli Studi di Ferrara.. Presso l’ateneo di Cassino, ricopre ruoli gestionali di rilievo, tra cui Presidente dei Corsi di Laurea in Scienze Motorie (L-22 e LM-67) e del Corso di Laurea Magistrale in Organizzazione e Gestione dei Servizi e delle Attività Sportive (LM-47); è coordinatore dei Percorsi di formazione iniziale degli insegnanti per la scuola secondaria di primo e secondo grado. È inoltre Direttore Scientifico di un Master di Primo Livello sulla tutela dei minori e il contrasto alle povertà educative.
A livello internazionale, è Segretario Generale dell’European Observatoire of Sport and Employment (EOSE) e Rappresentante italiano nell’executive board dell’International Olympic Academy Participants Association. Ha partecipato come componente di Expert Group per la Commissione Europea su temi legati allo sviluppo delle competenze e alla governance nello sport. La sua attività di ricerca si concentra sulla pedagogia del corpo, le povertà educative, l’impatto dei social media sull’immagine corporea e l’inclusione sociale attraverso lo sport. È responsabile di unità di ricerca per numerosi progetti europei, con un focus particolare sui programmi Erasmus+. La sua produzione scientifica comprende numerose monografie e articoli su riviste di settore. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Italiano di Pedagogia (SIPED) e una Menzione Speciale al Premio Letterario del CONI nel 2022 per la monografia “Non sanno neanche fare la capovolta. Il corpo dei giovani e i loro disagi”
