“Promet… ti amo – My Wow in Blu”, un breve cortometraggio girato da un tifoso intellettuale

Articolo di Gordiano Lupi

Un breve cortometraggio (15’) girato da un tifoso intellettuale, un poeta sopraffino, un romanziere presentato due volte al Premio Strega, la storia della vita da appassionato di calcio scritta e filmata in prima persona da Fabio Izzo, che già aveva sottolineato la sua napoletanità partecipando a un libro su Nino d’Angelo (Quel ragazzo della curva B). Il film è “Dedicato a tutti quelli che non sono scappati” con l’aggiunta ironica, tra parentesi: “prima della fine del film”. “Essere tifoso del Napoli non è solo tifare una squadra, ma è molto di più, è un’eredità, un battito che ti porti in qualche modo dentro, come il rumore del mare e la risacca”. Per Izzo ogni partita del Napoli è una trasferta, gli è capitato di piangere per le sconfitte, di gioire per le vittorie, di amare certi giocatori simbolo che rappresentano la squadra. Solo chi è tifoso di una squadra lo può capire, solo chi sente il richiamo della partita sin dal sabato sera e freme per i colori della sua vita. Fabio Izzo decide di onorare un uomo importante del suo Napoli vincitore di un magico scudetto mettendo in scena un pellegrinaggio in Georgia, dedicato a Quara, anche se il calciatore viene venduto al Paris Saint Germain. Ogni promessa è debito e il corto s’intitola proprio Promet… tiamo, una sorta di contrazione tra promessa e amore, nel caso in esame la decisione di compiere un pellegrinaggio dopo la vittoria di un campionato. Izzo rievoca il suicidio di un tifoso per la partenza di un calciatore importante, dice che i media non se ne sono occupati molto, l’hanno fatto passare sotto silenzio, ne parla come se fosse una cosa normale, come se davvero si potesse morire per così poco, ma forse i problemi erano altri, nel caso del giovane tifoso. In mezzo alla neve, vediamo paesaggi georgiani imbiancati, affiora il ricordo di un pallone a scacchi bianco blu, tornano alla memoria le prodezze di una stagione intera. Ed ecco la domanda fondamentale: “Quara, dove sei?”. Tutto termina, come è iniziato, in fondo, girato con un telefonino e senza grandi ambizioni, se non quella di testimoniare il proprio cuore napoletano. “Chi non è fortunato può solo restare attaccato al proprio amore o alla propria passione”, conclude Izzo. Ed è una grande verità. Ve lo dice uno che dal 1969 è tifoso del Piombino, freme per le sorti di una squadra che al massimo (durante la mia vita) ha militato in serie D. In passato ha fatto anche la B, ha battuto la Roma 3 a 1 al Magona, ma era il 1951, son passati secoli. Mitologia per noi poveri innamorati d’un pallone che per celebrarlo faremmo di tutto, persino un pellegrinaggio in Georgia o (come nel mio caso) a Montenero.

Per vederlo: https://www.youtube.com/watch?v=07nhlEM5dLI

Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Fabio Izzo. Aiuto Regista: Marco Petrungaro. Interpreti: Wonz, Franz, Antonio Bastanza, Marco Petrungaro, Massimo Prosperi.

Candidato ai Barcelona Indie Awards.

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