Raffaella Carrà: una stella nata sotto il segno dei Gemelli

Articolo di Armando Giardinetto

In queste sere di giugno 2026, chiunque ha alzato gli occhi al cielo ha potuto vedere, nella costellazione dei Gemelli con Càstore e Pollúce, il meraviglioso bacio astronomico tra Venere e Giove sotto lo sguardo attento di Mercurio. Questo allineamento planetario, visibile a occhio nudo sopra l’orizzonte Ovest, ha suscitato stupore e fascino soprattutto negli amanti dell’astronomia e dell’astrologia. L’astrologia ci informa che chi nasce sotto il segno dei Gemelli è assai comunicativo, curioso, versatile, adattabile a ogni contesto e ha soprattutto un imponente spirito libero tanto che, soffrendo le imposizioni di altri, difende con tutte le proprie energie i propri spazi di autonomia. Tutte qualità che hanno caratterizzato un personaggio televisivo che ha accompagnato gli italiani dagli anni ’70 a oggi e che, dopo la sua dipartita, avvenuta il 5 luglio 2021, è diventato leggenda: Raffaella Carrà.

Nata a Bologna sotto il segno dei Gemelli, il 18 giugno 1943, Raffaella Maria Roberta Pelloni era predestinata a diventare la Carrà, nota artista televisiva che, per avere avuto il coraggio di rompere tanti schemi social-culturali retrogradi che da sempre investono il nostro Paese e per essere stata in prima linea per la difesa della comunità LGBTQI+ e per i diritti delle donne, è ascritta tra le pioniere del mondo dello spettacolo in un periodo che va dalla metà del XX secolo e gli inizi del XXI secolo.

La profezia di quel famoso telefono che si trovava accanto alla brocca piena di fagioli era stata svelata già in tempi assolutamente non sospetti, precisamente nel film Tormento del passato (1952), dove Graziella, la piccola bambina di nove anni interpretata da Raffaella, risponde a uno di quei vecchi telefoni attaccati al muro, dicendo alla mamma di poterlo e saperlo perfettamente fare. Da lì il tempo sarebbe stato testimone della lunghissima carriera di grande successo, in cui Raffaella, ora immortalata col telefono all’orecchio di quel geniale gioco dei fagioli, ha sempre dimostrato di avere tutte le qualità del segno dei Gemelli.

Attraverso le sue trasmissioni, partendo da Milleluci, passando per Carràmba! Che fortuna, arrivando fino ad A raccontare comincia tu, Raffaella ha dimostrato di essere una grande comunicatrice tanto che, entrando con leggerezza nelle case degli italiani e toccando spesso i loro cuori, questi l’hanno sempre rispettata e ammirata. Si pensi solo a quante lacrime di bei sentimenti sono state versate dai milioni di telespettatori davanti ai meravigliosi abbracci di Carràmba! Che sorpresa (1995-2002), davanti alla realizzazione dei desideri di gente comune con Sogni (2004), oppure con le numerose adozioni a distanza effettuate grazie al programma Amore (2006). D’altro canto fu proprio per le troppe emozioni accumulate, conseguenziali alle toccanti storie che si discutevano nel suo salotto, che Raffaella lasciò, dopo due lunghe stagioni, il programma di successo che la vedeva inaugurare la fascia oraria televisiva fino ad allora completamente oscurata, Pronto, Raffaella?! (1983-1985), poi ripreso in Spagna col titolo di ¡Hola Raffaella! (1992-1994,). La forza comunicativa della Raffa nazionale era così potente che la pubblicità la chiamò spesso a sponsorizzare diversi prodotti.

Tra queste si ricordano quella della Buondì Motta (1988), in cui una Raffaella in vestaglia, dopo aver offerto al nipotino il classico mottino, si rivolge ai telespettatori dicendo: “Per noi il buongiorno comincia da Buondì”; quella delle scarpe Valleverde (1994), in cui Raffaella, con un abito da sera nero e armata di una bella rosa rossa, cammina in un prato rigoglioso sulle note di Love is in the air, dicendo: “È bello camminare in una Valleverde”. Tuttavia, tra le più spiritose, c’è sicuramente quella della Tim (2011), in cui Raffaella, vestita da regina Isabella di Castiglia, parla disperata a telefono con Cristoforo Colombo per aver speso così tanto in ricariche telefoniche, che ha dovuto vendersi la corona, facendosene una di carta: “Non è il momento, Colombo, ho speso una fortuna in cellulari e sono rimasta senza fondi”. La pubblicità ebbe così successo che la Tim ne fece un sequel, in cui Raffaella-Isabella rispondeva spiritosamente alla richiesta di un prestito del marinaio genovese: “Colombo, tesoro, mi dispiace, ma ho speso una fortuna in cellulare, ho perfino affittato il castello per un compleanno”.

Per quanto concerne l’aspetto della curiosità, non si può non dire che Raffaella non fosse curiosa, anzi si può certamente affermare che la sua propensione a raggiungere sempre il livello immediatamente più alto nella sua carriera è data anche dalla sua curiosità di sperimentare qualcosa di nuovo da proporre al suo affezionato pubblico, spesso anche, per non poterne cambiare il format, lontano dalle sue corde. Si pensi alla conduzione del Festival di Sanremo 2001, quando fu proprio la Carrà che, dopo l’apertura della prima serata, disse ai telespettatori che il suo augurio era quello che lo spettacolo piacesse a tutti, in caso contrario tenne a chiarire che il format del Festival, messo su più di cinquanta anni prima, non poteva essere stravolto. Nel 2005, dopo circa 23 anni di assenza, la sua curiosità la spinse addirittura a ritornare in Argentina con Raffaella Hoy, ripresentandosi a un pubblico che conservava, sin dal 1978 con La Gran Noche De Raffaella Carrà, una forte ammirazione per lei.

Per quanto concerne la versatilità e l’adattabilità, Raffaella ne è stata l’emblema: da ballerina a cantante, da conduttrice a attrice, da autrice a scrittrice, da radiofonica a Dama dell’Ordine del Merito Civile, da “Estile de vida”, come disse di lei Pedro Almodovar, a fenomeno culturale.

Indimenticabili sono i numerosi e bellissimi balletti nei suoi abitini succinti e le sue meravigliose canzoni, sia della maturità che le canzoncine conosciute da tutti, le quali hanno venduto milioni e milioni di copie in tutto il mondo: testi che sono dei veri e propri manifesti contro l’omofobia, contro la violenza sulle donne e a favore del libero agire sempre senza ledere la libertà e la sensibilità degli altri. I programmi eccellenti che Raffaella ha presentato sono storia della televisione italiana, spagnola e sudamericana, così come i film in cui recita a fianco a grandi nomi del Cinema americano come con Frank Sinatra ne La lunga notte del ’43 (1960). Come autrice la Carrà ha firmato programmi di successo come le due Carràmba, Furore e altri di minor successo come Il gran concerto (2008-2011) e il reality Forte Forte Forte (2015). Tra le opere letterarie troviamo L’isola dell’incanto (1987) – storia per bambini – e Le ricette di Raffaella in versione anche spagnola (1991-1992). I programmi radiofonici da lei condotti non sono molto conosciuti, ma esistono: Raffaella col microfono a tracolla (1969); Week-end con Raffaella (1972); Gran varietà (1972-1976); Incontro con Raffaella Carrà (1979); Carràdio che sorpresa (1996). Dalla Spagna, nel 2018, per conto del re Felipe VI, venne conferita a Raffaella una onorificenza: Dama dell’Ordine al Merito Civile per essere icona di libertà. Esperienza duplice in quanto a Raffaella era già stata data una onorificenza in Spagna – El Lazo – sotto il regno di Juan Carlos: per aver promosso le bellezze della Spagna in tutto il mondo attraverso lo spettacolo.

Favolosa è l’ennesima sua creazione, postuma per la verità, nata in queste ultimissime ore, Raffaella Carrà Foundation, associazione da lei voluta e affidata a suo figlio adottivo poche settimane prima di morire grazie al suo testamento, ma questa è una storia di cui vi parlerò un’altra volta.

Insomma Raffaella Carrà, sentinella del buon umore, è stata una stella che ha brillato come una di quelle che vediamo in queste sere di giugno 2026. Continuerà a brillare così come ogni leggenda che non muore mai e splenderà non solo nella costellazione dei Gemelli ma in tutta la volta celeste e in ogni singolo cuore che conserva di lei il ricordo, l’Opera, la sua indimenticabile risata.

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