Martin Provost sceneggia in una pellicola ispirata la tormentata storia d’amore tra il pittore Pierre Bonnard e la compagna Marthe de Méligny, cinquant’anni di vita in comune, tra alti e bassi, tradimenti e sbandate, litigi e ricongiungimenti. Un amore che segna un’esistenza, dalla passione iniziale per la giovane modella a una relazione osteggiata dalla famiglia del pittore, fino alla morte della donna che precede di pochi anni la scomparsa del compagno. Il regista mostra la vita in campagna, lontana dai clamori parigini, le poche amicizie, le giornate sul fiume a tuffarsi e a dipingere, con Marthe in primo piano come musa ispiratrice insostituibile. Renée rappresenta un momento di sbandamento per Pierre che cade vittima di un amore senile imprevisto, fugge con l’amante e pensa di sposarla, fino al momento in cui non si rende conto che può esprimere la sua arte solo accanto a Marthe. La bella e giovane Renée – innamorata del pittore – si taglia le vene, suicidandosi in una vasca da bagno, gettando Pierre nella disperazione, in definitiva colpevole della sua morte. Le ultime sequenze vedono il mandorlo in fiore tanto caro a Marthe dipinto da Pierre, mentre la compagna vive momenti di lucida follia in attesa della morte, implorando il suo uomo di seppellirla. Bellissimo il flashback finale in rapida soggettiva che vede il giovane pittore insieme alla sua musa rincorrersi e tuffarsi nelle acque del fiume. Scrittura e sceneggiatura di Martin Provost, dialoghi efficaci, macchina da presa che si sposta in soggettiva e in piano sequenza; ottime riprese in primo piano, campi e controcampi perfetti. Fotografia della campagna francese color pastello (Schiffman), scenografie a tratti composte da credibili fondali dipinti (Duchier); montaggio di Tina Baz compassato senza essere ridondante; costumi d’epoca adeguati (Larroque); colonna sonora suggestiva (Galasso). Interpreti molto bravi, sia Vincente Macaigne nei panni del pittore Bonnard, sia Cécile de France nel ruolo complesso di Marthe – innamorata e angosciata – ma è brava anche Stacy Martin come giovane amante. Martin Provost nutre grande passione per la pittura di Bonnard, la scrittura del film è condizionata dal ricordo di una riproduzione di un quadro che raffigurava Marthe, appeso alla parete della sua camera, che lui osservava sempre prima di andare a dormire. Una vera storia d’amore, non l’agiografia di un grande pittore, ma il racconto di un uomo con tutti i suoi difetti, senza fare sconti a una vita condotta sul filo degli eccessi. Un ritratto di coppia che narra la difficoltà di essere la compagna di un artista affermato, egoista e incapace di rispettare le esigenze degli altri. Le riprese non si sono svolte a Le Cannet, vera residenza di Bonnard (troppo complicato) ma a La Vallette-du-Var. Un film recuperato grazie alla programmazione estiva di Rai 5, che consiglio senza mezzi termini. Vietato ai minori di anni 14, ma il divieto è davvero eccessivo.
Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Martin Provost. Fotografia: Guillaume Schiffman. Montaggio: Tina Baz. Costumi: Pierre-Jean Larroque. Scenografia: Jérémie Duchier. Musiche: Michael Galasso. Produttori: Francois Kraus, Denis Pineau-Valencienne. Casa di Produzione: Les Films du Kiosko. Distribuzione (Italia): I Wonder Pictures. Titolo Originale: Bonnard, Pierre et Marthe. Genere: Biografico, Drammatico. Paese di Produzione: Francia, 2023. Lingua Originale: Francese. Interpreti: Vincent Macaigne (Pierre Bonnard), Cécile de France (Marthe de Méligny), Stacy Martin (Renée), Anouk Grinberg (Misia Sert), Grégoire Leprince-Ringuet (Edouard Vuillard), André Marcon (Claude Monet), Philippe Richardin (Maurice Denis).
