L’inconscio è una parte della nostra mente che noi non possiamo controllare, vedere, sentire, o comprendere razionalmente. È l’inconscio il governatore di ogni parte della realtà, la parte razionale è la contadina che raccoglie i frutti.
Imparare a comunicare con la tua mente inconscia vuol dire poter influire sulla vita che ci circonda e trovare risposte a molte domande, vuol dire capirsi, diventare più consapevoli delle proprie reazioni ed emozioni cercando di controllarle e plasmarle. Poter comunicare con il proprio inconscio vuol dire trovare il vero sé stesso e capire cosa si vorrebbe dalla vita.

Come è possibile trovare il ponte tra la mia coscienza e la mente inconscia? Cosa serve per imparare a comunicare con il proprio “io” interiore?
È proprio nell’inconscio che i colori portano luce, nella profondità del tuo essere, dove giacciono le emozioni più antiche che determinano ogni agire quotidiano.
Scegliere un colore significa rispondere a quelle emozioni antiche, e solo se si conosce il linguaggio dei colori si è in grado di “leggere” i messaggi inconsci racchiusi dentro di noi.
Cosa vedo io in Simone Gastaldi? Penso che il suo campo di indagine sia il colore scomposto, figure che da un IO CORPO, arrivano al discorporamento lasciando il colore come essenza, e le forme che dalla materia espanse verso l’energia universale. Ci vedo un po’ di Kandinsky e Rothko, i colori delle sue meravigliose opere significano quel qualcosa che accade nel corpo dell’inconscio ma vogliono spazio per disintegrarsi nella realtà parallela, dove la forma definita perde la propria costante X umana per ritrovarsi nella simbologia del tutto. Lui dialoga con i colori chiedendo alle tele cosa vorrebbero diventare. Simo GASTART, gestisce le sue ispirazioni con un linguaggio che oltrepassa il piano terreno. Esprime la percezione del mondo tangibile, di cui l’umanità è assuefatta, in linguaggio impercettibile dove risiede la verità rivelata solamente a chi ha in seno, la forza del coraggio di spaccare i vincoli della consuetudine.

Volti, segni spiraliforme, intrecci cromatici, si ritrovano in ogni sua opera, ma esiste una musica udita da chi si fa tramite tra le diverse realtà delle cose “visibili e invisibili”, quindi, il suo cercare di far parlare le emozioni, ha dato vita ad un’arte di rara bellezza. Il fruitore davanti la sua creazione è come se fosse posto davanti allo specchio del dinamismo Uomo-Anima, Materia e Spirito. Sono capolavori da gustare, il tentativo di descrizione, di analisi, decade, perché l’uomo attraverso le sue opere rischia di trovare sé stesso su un piano superiore, il rischio c’è, perché l’epoca contemporanea scappa dalla verità assoluta, preferendo il senso della finitudine che quello della tras-formazione.
