San Francesco e Archeoclub dello Stretto al liceo Maurolico di Messina

Articolo di Domenico Interdonato

Il contesto è quello della “Notte Nazionale del Liceo Classico”, celebrata a Messina dal Liceo “Maurolico” con una fitta kermesse di iniziative: anzi tutto, la proiezione di un messaggio gratulatorio diffuso dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, che rileva come la fedeltà a un modello peculiare, basato sul concetto stesso di humanitas, e dunque versatile e capace di adeguarsi al mondo che cambia, ne assicuri la vitalità. Seguono il saluto del preside vicario, prof. Antonino Ponzio, che dà il benvenuto al pubblico in nome del corpo docente e della dirigente, prof.ssa Giovanna De Francesco, ed esprime la soddisfazione per il proficuo impegno del Liceo in questa “Notte Nazionale” giunta alla XIIa edizione.  Soddisfazione legittima, per il valore delle performances musicali degli allievi nella recitazione di fonti letterarie, nel commento a documenti iconografici, nell’esibizione canora e musicale, tutta dedicata al Santo Poverello. Il plauso di un pubblico affascinato agli allievi e al team dei docenti che li hanno guidati nella preparazione: i professori Silvia Bruccini, Stefania Giammò, Sergio Foscarini e Patrizia Itri. Il dibattito su Francesco e il Creato, promosso da “Archeoclub Area Integrata dello Stretto”, è aperto dalla presidente dott.ssa Rosanna Trovato, che ha illustrato il ciclo di conferenze dedicate a S. Francesco e alla sua “eredità” culturale: eredità storica e religiosa, letteraria, monumentale, inaugurato con successo a Messina il 4 marzo scorso alla Chiesa dei Catalani, e inteso a proseguire con un prossimo evento incentrato sul Tempio di San Francesco all’Immacolata. La dott.ssa Trovato ha annunciato anche l’apertura straordinaria alle visite della piccola, preziosa, chiesetta di San Francesco a Pistunina in occasione dell’annuale manifestazione Chiese Aperte voluta da Archeoclub d’Italia. Ha quindi ceduto la parola alla moderatrice, prof.ssa Rosa Maria Lucifora, che non ha potuto tacere la propria emozione nel trovarsi “dall’altra parte della barricata” in quell’aula magna nella quale, da allieva, era stata introdotta alla vita culturale. Sottolineata la rilevanza della tematica ‘ecologista’ nel pensiero e nella condotta del Poverello, la moderatrice ha esortato giovani e meno giovani a non trascurare mai il fatto che per Francesco l’ambiente vale in sé, ma vale soprattutto quale opera di Dio, espressione della Sua volontà e del Suo amore per le creature: per tutte le creature, e non solo per l’uomo, creatura prediletta ma anche responsabile della custodia delle altre. Quindi, sintetizzati i curricula dei relatori, la moderatrice cede loro la parola. Per il prof. Antonio Pugliese, clinico veterinario di chiara fama e appassionato studioso di antropologia, focus del discorso è il rapporto fra uomo e animali: concreati, essi sono per Francesco ‘fratelli’ perché parimenti riflesso della bellezza divina. Pugliese individua in questa condizione la radice di una reciprocità affettiva certamente speciale fra l’uomo e gli animali domestici, ma intesa a non escludere dalla tutela e dall’amore nessun ‘figlio’ della Matre Terra: quasi miracolosamente conscio di ciò, il Poverello predica con semplicità, e fiducioso di esserne compreso, a fiori, frutti, uccelli, pecorelle, persino – vuole la leggenda – al lupo, che ammansendone mostra di saper ricambiare a sua volta l’amore. Le fonti francescane testimoniano in molti modi la profondità con la quale il Santo avvertiva il monito divino alla responsabilità e alla tutela espresso sin dalla Genesi e ribadito fortemente nei Vangeli: un comando che, pur laicizzato, è annoverato fra i princìpi della nostra Costituzione (Art. 9) e si riflette in ogni direttiva e in ogni patto internazionali intesi alla tutela del Creato. Il prof. Mauro Cavallaro, ittiologo, studioso dell’ambiente, generoso divulgatore, ha illustrato il drammatico quadro della devastazione cui l’uomo ha sottoposto la biosfera nel corso dei secoli, sempre più rapidamente, con una grande accelerazione nell’ultimo cinquantennio: dalla metà del XX secolo, il ritmo crescente dell’uso di energia, le emissioni di gas-serra, l’aumento esponenziale della popolazione, hanno fatto dell’intero pianeta l’oggetto di uno sconsiderato esperimento, non controllabile a dispetto o della buona fede, o (più spesso) dalla presunzione, o (più spesso ancora) del cinismo degli sperimentatori. La Signora Matre Terra di Francesco si trova pertanto nel bel mezzo di un gigantesco terremoto ecologico, che troverà rimedio soltanto se si rinuncerà al modello verticistico, che pretende l’uomo padrone del mondo, per sostituirlo con un modello circolare, di fratellanza, francescano insomma, che lo vede come essere maggiormente privilegiato, certo, ma per questo maggiormente responsabile rispetto agli altri esseri.   

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