“E’ umano amare, ma è più importante perdonare” non sono le parole di Cristo, bensì di Plauto il maggiore autore latino dell’antichità (250 a.C.) A dimostrazione che sin dal teatro antico, al di là del divertissement, dell’evasione, c’è la riflessione ed un contenuto morale. Il nostro maggiore riferimento culturale è costituito dal Romanticismo che rappresenta il fenomeno più radicale della storia della cultura europea (quanto in campo politico la rivoluzione francese e la rivoluzione d’ottobre), sostenendo il predominio della libera soggettività, l’affrancamento dalle convenzioni della società. E sicuramente l’eroe solitario rappresenta l’elemento più congeniale e seducente per combattere i mali generati dalla società (soprattutto nell’accezione più popolare, più accessibile, più diffusa, diremmo, dell’immagine romantica) Questa nuova filosofia della rivolta sociale basata sulla conflittualità, scopre nel teatro un mezzo idoneo per diffondere i propri intendimenti. E scrivere per il teatro diviene per gli autori romantici un ineludibile obbligo morale, un necessario tributo da offrire alla ribalta.
Ribalta che con il Romanticismo smise di essere una riserva per privilegiati e divenne patrimonio di tutti coloro che, dalla platea o dal loggione, manifestavano il loro consenso o la loro disapprovazione sia sul testo, sia sul modo in cui veniva rappresentato. Si capovolse il principio medievale dell’arte, secondo il quale solo pochi eletti potevano accedere ad essa; con il Romanticismo, soprattutto in teatro, il “popolo” assunse il ruolo di protagonista. Ecco lo spirito che ci anima e ci porta a desiderare di coinvolgere delle persone che, per varie ragioni, non hanno familiarità con l’ars scenica e vogliono avvicinarsi ad essa.
In estrema sintesi sono diverse le finalità dei corsi: il miglioramento della dizione, dell’uso del corpo, della capacità si esprimersi con il gesto e la parola in pubblico. Pertanto di migliorare le relazioni con gli altri sia nella sfera privata, sia in quella professionale. E’ un’occasione per conoscersi meglio. Certamente anche di sprigionare il potenziale espressivo di ogni allievo facendolo cimentare nell’interpretazione d’un personaggio trovando, così, dei momenti di divertimento, di distrazione.
Cenni biografici di Luigi Pistillo, Direttore Artistico dell’Accademia Carmelo Bene.
Regista/Attore/Scrittore. Ha conseguito la laurea in Lettere Moderne all’Università di Urbino. Ha collaborato con vari periodici in qualità di critico drammatico e letterario. È autore di opere e di adattamenti teatrali. Già direttore artistico del Lombardia Festival, manifestazione multidisciplinare che ha visto la partecipazione di artisti quali Roberto Vecchioni, Nomadi, Vinicio Caposella, Daniele Silvestri, Enrico Ruggeri, Tullio De Piscopo etc. Ha scritto e diretto il film “Trincea”, presentato in vari festival a New York, Berlino, Lubiana. “Il paradosso di Pancrazio”(Ed. Mursia) è il suo primo romanzo. Sul fronte teatrale ha una vasta esperienza, numerose e qualificate collaborazioni: Gabriele Lavia, Aldo Trionfo, Giancarlo Sepe, Tino Buazzelli, Sergio Castellitto, Filippo Crivelli, Silverio Blasi, Enrico d’Alessandro, Massimo Foschi, Elena Zareschi, Giancarlo Nanni, Mita Medici, Manuela Kustermann, Massimo Ghini, Giulio Scarpati, etc. Memorabile la sua performance nella messinscena “Penultimi sogni di secolo” al Piccolo Teatro di Milano: “Un’esemplare lezione di professionalità di Luigi Pistillo…applaudito anche a scena aperta nei passaggi leopardiani dello spettacolo assai finemente cesellati”Ugo Ronfani-Il Giorno.
