Un documentario importante, un vero e proprio reportage politico compiuto dal regista sudafricano Alexis Bloom e prodotto dal premio Oscar Alex Gibney. Prima cinematografica in Italia, per noi addirittura anteprima al Piccolo Cineclub Follonica, con sala che registra il tutto esaurito sia alle 18 sia alle 21. Il tema non è facile. Il regista scrive e dirige un film che fa arrabbiare il potere – il cinema serve anche a questo! – al punto che il governo lo vieta in Israele e Netanyahu cerca con tutte le sue forze di fermarlo, per evitare effetti elettorali dirompenti. La pellicola contiene registrazioni trapelate dalla polizia in merito al processo per corruzione che coinvolge il Primo Ministro israeliano. Assistiamo alle deposizioni stizzite di Netanyahu – convinto di essere intoccabile -, della consorte Sara (molto aggressiva), del figlio Yair (indisponente), di molti collaboratori e di alcuni uomini di potere. Netanyahu e signora sembrano comportarsi come dei regnanti, stile imperatori romani, piuttosto che come politici eletti dal popolo per guidare un paese. Il regista ci fa vedere i costosi regali ricevuti dal Primo Ministro – sigari cubani, champagne… – come una costante fornitura da parte di personaggi influenti in cambio di espliciti favori politici. Non solo, alla fine dimostra la palese connessione tra il 7 ottobre e il malgoverno di Netanyahu, costretto ad allearsi con i peggiori personaggi di una destra razzista e aggressiva. Vediamo le proteste di piazza contro il governo, ascoltiamo una superstite del massacro del 7 ottobre accusare il Primo Ministro israeliano di aver voluto prima la morte dei suoi amici israeliani e adesso il genocidio di incolpevoli palestinesi. Un film molto duro, che non fa sconti a nessuno, tra immagini di uccisioni e sterminio di civili inermi nella striscia di Gazza, oltre a deliranti affermazioni di pulizia etnica fatte da squallidi personaggi della destra reazionaria israeliana. In questo genere di lavori è molto più importante il messaggio politico rispetto al valore cinematografico, ma dobbiamo dire che il montaggio è perfetto, perché in 113 minuti riesce a incastonare interviste, dichiarazioni trapelate e immagini componendo un mix calibrato e affascinante. Film che si è visto anche al Parlamento Europeo, con la speranza che i politici occidentali ne abbiano tratte le dovute conseguenze. The Bibi Files trasmette un’immagine pessima della famiglia Netanyahu, persa in un delirio di potere fatto di arroganza e corruzione, basata sulla convinzione di essere intoccabile, al punto di poter designare erede al trono il figlio Yairi. Assolutamente da vedere.
Regia: Alexis Bloom. Produzione: Alexis Bloom, Alex Gibney, Raviv Drucker, Kara Elverson. Fotografia: Avner Shahaf. Montaggio: Andy Grieve, Halil Efrat. Musiche: Will Bates. Case di Produzione: Jigsaw Productions, Drucker & Goren Media. Distribuzione: Against Gravity, Dogwoof, Dulac Distribution, Filmin, Front Row Filmed Entertainment, Jolt Film, Madman Entertainment, PT Falcon, Sptember Film, Teleview. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2024. Durata: 113’. Lingua: Inglese, Ebraico, Arabo.
