Il cenacolo della mediocrità

Articolo di Cosimo Abbatepaolo

Ma quanto brutto è questo mondo?! – ci soffermiamo  davvero realmente su quanto è davvero brutto questo pianeta, chiamato terra il quale dovrebbe ospitare la vita piuttosto che la morte?! – e la gioia piuttosto che l’odio?! 

Morte ed odio, dei quali siamo indecorosamente e sfacciatamente  pesi massimi, ai quali abbiamo concesso piena, netta  potestà,  per naturale esercitata cecità, o per abominevole egoismo. – E spargimento di sangue, spargimento d’odio corrode la terra, anestetizzati quali siamo. 

Esempio lo sono i media, i mezzi di comunicazione, TG i quali puntualmente, quotidianamente ci  comunicano incuranti dell’abominio che stanno per disvelare, di morti avvenuti, di massacri di bambin@ e donne; una normalizzazione alla morte, quasi un normare come normale le morti di giovanissime vittime  innocenti, in odore di sgradevole cinismo, –  non è forse inquietante questa modalità?! Riflettiamo. 

Ma non è della spettacolarizzazione della  morte che voglio parlare, ma piuttosto dell’odio che oramai infesta ogni arteria della nostra vita, e dello spazio prediletto, nel quale forse prende più forma, attecchisce: i social, – che non hanno nulla di sociale, ma per contraria distorsione <<l’associale>> dipanato nelle sue tante tragiche varianti. 

Perché diventa tutto tragico se assistiamo addirittura al sorgere, all’infestare di profili legittimi nati  esclusivamente e solo per esercitare l’odio, fomentarlo avallarlo, immuni da qualsiasi norma censoria, che lo possa cancellare, e prendere atto su come facciano grottescamente presa su tutta la popolazione; perché parliamo di folle oceaniche  puntuali a brandire macheti virtuali al passaggio di qualsiasi persona o personaggio e riservargli – e ci tengo proprio a sottolinearlo, un odio tanto mediocre come afferma  

Alessandro Giammei, professore di Letteratura italiana, alla Yale University, scrittore, nonché figlio d’anima della compianta Michela Murgia, riservato negli anni alla stessa, con puerile disinvoltura.  

Odio esercitato in particolare proprio da coloro i quali ci  aspetteremmo saggezza, plurali dinamiche esperenziali, gli ultracinquantenni pronti ad abbeverarsi a questo ridicolo cenacolo virtuale – sentinelle oziose, dove a vincere non è la riflessione, la maturità, un giusto o sbagliato senso critico, – purché pensato, ma una sciagurata mediocrità. 

E se queste generazioni sono foriere di tale deriva, una possibile resurrezione giovanile, non avrebbe prossimità di rivincita, ma solo naturali aborti, – sino a quando si sceglierà di continuare ad imbruttire ferocemente e  più che possiamo, lo spazio che viviamo, anche solo con un gratuito insulto; perché come diceva Alda Merini : <<Le mosche non dormono mai, perché la merda è davvero tanta>>. 

Allorché l’unico antidoto a tutta questa merda, è la sottrazione. 

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