Vai trasportatore…….. vai
Arriva a destinazione, non tardare altrimenti si rischia la sanzione”
Questa è l’incresciosa situazione, soprattutto italiana, degli autotrasportatori, o come si dice in gergo “camionisti”, ineccepibili lavoratori che garantiscono al popolo tutto il fabbisogno per la sopravvivenza. Da venti anni, dopo la legge CE 561 DEL 2006, una serie di restrizioni, atte ovviamente alla tutela del trasportatore stesso e degli automobilisti, la vita professionale dei “camionisti” ha dovuto rispettare un codice che adesso risulta quanto mai obsoleto. Cosa è la CE 561?
L’osservanza della disposizione normativa comunitaria, sui tempi di guida e di riposo, a partire dal mese di luglio 2026 riguarderà anche i piccoli veicoli, da 25 a 35 quintali, che intenderanno superare il confine di Stato.
La norma quindi, nel corso del tempo, oltre a limitare i tempi di consegna e le attività di trasporto effettivo, si è resa nella sua applicazione tutt’altro che banale.
I vecchi impianti relativi al conteggio dei tempi di guida e di riposo che sono costituiti dagli analogici con i dischi di registrazione di carta, con i quali non si possono superare i confini, sono sostituiti tachigrafo intelligente di seconda generazione che consente il controllo totale delle attività.
Oltre però a questa limitazione produttiva, la quale trae origine dalla volontà di assicurare maggiore sicurezza possibile, occorre aggiungere altre problematiche che impegnano seriamente il settore.
Maurizio Longo, che conosce questo mondo sia come professione che dal punto di vista normativo dice : La prima difficoltà deriva dalla mancanza degli spazi nelle aree di sosta e quindi gli accumuli giornalieri dei mezzi compromettono la serenità dei conducenti e le procedure relative al superamento obbligato dei tempi di guida, unitamente al fatto che anche sui furti che avvengono nelle aree di sosta si genera forte tensione.
A rallentare fortemente i tempi di consegna sono i numerosi cantieri che si trovano sulle autostrade per l’Italia le quali, a mio giudizio, andrebbero modificate in cantieri per l’Italia e fra l’altro, considerate le diminuzioni delle velocità, in contraddizione, aumentano i pedaggi autostradali.
Tra l’altro, negli ultimi mesi, è emersa la volontà di assegnare le autostrade, quelle originali che sono rimaste nelle misure originarie, alle autovetture anziché ai veicoli industriali e cioè all’economia nazionale. Per 90 km è stato imposto, senza alcun confronto con la categoria, in divieto di sorpasso dei camion e quindi tra Incisa-Reggello e Chiusi, si determina una enorme quantità di tempo giornaliero a favore del conducente dei mezzi pesanti. Anche in questo caso, i migliori clienti delle autostrade, e cioè i camion, devono pagare i pedaggi che vengono costantemente aumentati.
Ulteriore elemento da considerare è relativo all’osservanza di un Codice della Strada talmente complesso ed articolato che un conducente, a differenza di quanto avviene in altri Stati comunitari, fa anche fatica a seguirne le particolarità.
Alle disposizioni normative citate, tra l’altro, occorre aggiungere le enormi disposizioni normative che intervengono e obbligano all’osservanza le bisarche, i trasporti eccezionali, i trasporti di rifiuti, merci pericolose, esplosivi, gas, animali vivi, alimentari ed a temperatura controllata, per citarne alcuni.
Per comprendere la complessità del settore occorre fare riferimento alla incredibile quantità di norme e disposizioni, i quali credo che raggiungano nell’insieme trentamila atti.
Ovviamente la questione è non di poca difficoltà, bisogna “gridare” all’unanimità, troppe contraddizioni non conducono ad una soluzione, pertanto con la legge in mano è necessario rivendicare il proprio diritto fino a ritrovarsi in un punto convergente..,
