“Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano”, un film che racconta la storia di un democratico libertario

Articolo di Gordiano Lupi

Il film Rai dedicato a Giovannino Guareschi – la prima fiction su un personaggio cos’ scomodo – risente del fatto che è stata tratta da Chi sogna nuovi gerani? (1993), romanzo sulla vita del padre scritto da Alberto e Carlotta Guareschi. Come sempre in questi casi si rischia di costruire “un santino” di uno scrittore, celebrando una sorta di agiografia. Andrea Porporato s’inventa il titolo riprendendo una frase scritta sul diario dello stesso Guareschi (Non muoio neanche se mi ammazzano), internato in un lager tedesco, causa rifiuto di combattere a fianco dei nazi-fascisti contro altri italiani. Il film si sforza di far venire fuori il personaggio scomodo sia a destra sia a sinistra, l’anticomunista viscerale, l’inventore geniale di Don Camillo e Peppone, il vignettista satirico di Candido e a tratti ci riesce. Non è credibile, purtroppo, quando evita con cura tutte le cadute di stile di Guareschi, come il documentario La rabbia accanto a Pasolini (la sua parte non si può vedere) e il solo film della serie Don Camillo da lui sceneggiato (troppo anticomunista, persino contro i partigiani). Geniale l’idea di far parlare le ombre di Don Camillo e Peppone che introducono il ritorno a casa di Guareschi dopo l’esperienza nel lager nazista e accompagnano la sua esistenza. Didascalica ma in fondo efficace l’ispirazione per Don Camillo e Peppone nata da una lite tra un prete di paese e un capo sezione comunista. Interessante tutta la questione del film realizzato sulla serie di racconti con protagonisti Peppone e Don Camillo, i litigi con la produzione sul fatto che il regista fosse francese e che Fernandel non andasse bene (secondo lo scrittore) nei panni di Don Camillo. Per non parlare di Brescello come location (fantastica la piazza!), perché non era Bassa Padana, tutte cose che hanno contribuito al successo internazionale del film. Gli scrittori devono fare gli scrittori, in fondo, e avere il coraggio di lasciare agli uomini di cinema la definizione in senso spettacolare dei personaggi. Ottima la parte dedicata alla vita quotidiana con il rapporto tra Giovannino e la moglie Ennia, la ritrosia del padre e il tipico atteggiamento da maestra della madre, senza dimenticare i figli che rivedono il babbo dopo la prigionia. Abbiamo anche il Guareschi che finisce in galera per oltre un anno reo di aver pubblicato alcune lettere di De Gasperi ritenute false e il suo orgoglio nel non voler chiedere la grazia. Regia e sceneggiatura accorte e ben definite (Porporati), fotografia luminosa della Bassa Padana (Montarsi), montaggio tutto sommato agile – risolto in 100 minuti di pellicola – (Spoletini), scenografia e costumi adeguati al periodo storico. Giuseppe Zeno è un ottimo Guareschi, così come Benedetta Cimatti rende a dovere la moglie Ennia. Nel cast anche Andrea Roncato nei panni del padre di Giovannino, dimostrazione vivente del carattere spigoloso ereditato dal figlio. Maurizio Donadoni è l’editore Angelo Rizzoli, mentre Salvatore Striano è il produttore cinematografico Peppino Amato. La fiction è stata girata nel 2024 tra le provincie di Parma e di Reggio Emilia, nei comuni di Brescello, Bagnolo in Piano, Guastalla, Luzzara, Novellara e Colorno. Un film che avrebbe potuto essere più critico, affondando la lama quando era necessario, ma che sotto l’aspetto conoscitivo di un grande scrittore italiano adempie al suo compito senza problemi. Guareschi era un uomo coerente con se stesso, prima di tutto veniva la verità giornalistica da comunicare, la satira efficace da pubblicare, tutto il resto non contava. Non era né democristiano né fascista, era un democratico libertario, una sorta di soggetto anarcoide, soprattutto anticomunista. Il film fa capire bene tutte queste cose. Guareschi a volte esagerava, certo, ma solo per un eccesso di coerenza e perché credeva fino in fondo alle cose che scriveva. Cercate il film su Rai Play.

Regia: Andrea Porporati. Soggetto: Tratto dal romanzo Chi sogna nuovi gerani? di Alberto e Carlotta Guareschi, elaborato da Andrea Porporati, Simone Ortolani, Roberto Vecchi, Emiliano Procucci, Gloria Giorgianni. Sceneggiatura: Andrea porporati con collaborazione di Marco Ferrazzoli. Fotografia: Marcello Montarsi. Montaggio: Marco spoletini. Musiche: Francesco Cerasi. Scenografia: Arcangela Di Lorenzo. Costumi: Francesca Casciello. Produttori: Gloria Giorgianni, Lorenza Bizzarri, Andrea Ozza. Produttore Esecutivo: Sandra Bonacchi. Case di Produzione: Anele con la collaborazione di Rai Fiction, con il sostegno della regione Emilia Romagna. Paese di Produzione: Italia, 2026. Format: Film TV. Durata: 100’. Genere: Biografico. Lingua Originale: Italiano. Prima Visione: Rai 1, 20 settembre 2026. Interpreti: Giuseppe zeno (Giovannino Guareschi), Benedetta Cimatti (Ennia, la moglie), Andrea Roncato (Primo Augusto, il padre), Maurizio Donadoni (Angelo Rizzoli), Salvatore Striano (Peppino Amato), Andrea Gherpelli (Otello Montanari), Marco Fiori (Gino Cervi), Maurizio Melchiorre Domolato (Giovanni Mosca), Massimo Scola (Bonazzi), Filippo Marchi (Augusto).

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