Siamo già alla deriva, qualche anno fa si parlava di un imminente crisi che avrebbe investito tutti gli aspetti della società, oggi invece, non dobbiamo attendere più nulla, l’arca di Noè si è arenata in una isola deserta, e tutti i naviganti sono in preda a guerre fratricide. È possibile che ancora non ci si rende conto che il pianeta non ci appartiene e che siamo ospiti per un breve periodo? In questa isola, l’umanità ha tolto le maschere, mostrando il vero volto, quello di carnefice che parla di pace ma non la ama, che parla di bellezza ma non la conosce, che parla di fraternità ma non riesce a praticarla. Siamo delle asole senza bottoni, il sentimento etico si basa sulla legge del più forte, dell’annientatore che deve sottomettere una cerchia di agguerriti che devono rispondere al comando. Poi ci sono quelle anime che gridano in questo deserto che dicono la verità, che si sono vestiti di coraggio ma continuamente attaccati da coloro che non vogliono fermarsi per riflettere per trovare adeguate soluzioni. Paolo Gambi, poeta, uomo di elevata cultura, ha spronato me, “un umile amante della natura, e di tutta la bellezza del creato, a confermare l’effettiva veridicità delle sue parole. In questo secolo di moralismi rammendati, schierarsi dove non ci sono specchi per le allodole è quanto mai pericoloso, ma deve esserci qualcuno che deve gridare alle masse, che deve scuotere coloro che ì, continuamente sono anestetizzati dal Diktat di chi dirige l’orchestra che ripete note in modo compulsivo. Sono state create vere e proprie tifoserie, chi da una parte chi dall’altra, rivendicando con violenza le proprie ragioni fallaci. La Misandria, di cui Gambi ne ha parlato spesso, è una piaga sociale nascente, un pericolo anche per coloro che vi si schierano sottovalutando quelle che sono le
vere e proprie molestie e/o violenze verso le donne. Bisogna muoversi con timore e attenzione perché si rischia di trovarsi in un guaio non voluto. Quanti uomini in metropolitana devono tenere le braccia conserte per timore che un brusco movimento del mezzo possa causare uno sbalzo accidentale verso una donna, e questa potrebbe gridare una presunta molestia. Oppure, ancora più grave, manifestare per la Pace tra i popoli mantenendo fede ad una sola bandiera, o ancora, essere riverenti verso una cultura che fino a poco tempo fa veniva accusata di misoginia, oggi di “in bianco di punto” (di punto in bianco), si encomiano quegli stati dove tutt’ora la donna è considerata un oggetto per mantenere la specie. Qualche anno fa, si discusse di determinare un tempo, credo “dieci secondi” perché un atto possa considerarsi molestia, ovviamente causò grandi polemiche, ma non si potevano più arginare quelle “sommosse” antiviolenza dove tutte denunciavano di essere state molestate. Che la parità di sesso è legittima e indiscutibile, non v’è dubbio, ma adesso si è arrivati ad un vero sbilanciamento, ad una lotta di supremazia, potremmo dire di vendetta celata. Un continuo eterno ritorno dei fatti: guerre, massacri, mancanza di dialogo, esigenza di approvazione. Si è s-cordata la nota Uomo-Realtà, l’essere umano è il cosmo stesso e tutto ciò che accade all’esterno è la volontà suprema di ciò che si è internamente.
La filosofia ha perso il suo valore etimologico, diventando un tripudio di “filosofie” che creano scontri invece di arricchimento, porgendo lo sguardo agli eventi bellici, troviamo qualcuno che anela alla pace autentica? No, da un lato una bandiera, dall’altro lato un’altra bandiera, e quindi scontri ideologici che non trovano soluzione, si rischia di morire di ideologie, bisogna osservare sé stessi, dialogare con la propria coscienza e guardare l’irrefrenabile corsa della società che non ha punti di riferimento. I social sono diventati delle trincee, ognuno deve mostrare di essere migliore di un altro, infatti, non c’è una vita fuori lo schermo perché tutto ciò che facciamo, dal lavarsi il viso, dalla colazione, al pranzo, agli amori, agli incontri con gli amici, viene spiattellato, quasi compulsivamente, in queste realtà alienanti, che hanno definitivamente ingoiato l’uomo, ignaro di essere vittima di debolezze e che tenta disperatamente di elevarle, in modo edulcorato, ad esempi di vita. Più follower, più like, sono diventati Il Segno indiscutibile della ineccepibilità della propria vita. La sovrapposizione delle identità è sfociata in una aspra guerra tra Etero, Gay, Queer, Transex, etc… La richiesta di eguaglianza, da quella parte tanto criticata e considerata obsoleta, è diventata una feroce sfida, Lupi tra Lupi avrebbe oggi gridato il filosofo Hobbes, e come dargli torto? Relazioni, matrimoni, fidanzamenti che durano il tempo di qualche stagione, e poi ricomincia la ricerca del grande amore, proprio come quello che finisce. Instabilità di pensiero che è di gran lunga differente alla evoluzione. Evolvere, parola sulla bocca di tutti, è un percorso interiore, si cresce, ci si rafforza, non significa affatto cambiare continuamente fidanzati, amici, etc. I significati sono stati distorti secondo il proprio Ego, che è intossicato da modelli legati sulla momentaneità. Chi anela alla stabilità (pochi) deve lottare, anche con timore, di vedersi da un momento all’ altro, distruggere tutto l’edificio che ha creato. Anche la fede è messa in discussione dallo scientismo che vuole ad ogni costo dimostrare che la materia dipende dalla materia, e chi invece “Prega” è alla mercè del becero sarcasmo. Paolo Gambi, in uno dei suoi interessantissimi video, ha dimostrato che pregare è oltre il quadro definito di una religione, si può pregare con un cattolico, un ortodosso, un ebreo, un musulmano, non è tanto la modalità della preghiera ma la comunanza tra uomini di fede che sperano ancora in un mondo migliore. La Voce di uno che grida nel deserto, e di uno che a piedi nudi vuole ascoltare le vive parole della terra, non temono quelle “minacce” formulate da chi non ha il coraggio di porgere il viso a tutta la società, impaurita e accondiscendente ai modelli propinati. Una domanda legittima che dovrebbe arrivare è : “ Tu da che parte stai” e la speranza vorrebbe una risposta da chi ancora riesce ad ascoltare il cuore : “Io sto dalla parte della pace, del dialogo, dalla parte di chi ha intenzione di condividere”.
Purtroppo chi è schiavo della propria ideologia distillerà queste parole in modo antitetico al proprio pensiero, interpreterà queste righe come lo schieramento all’ omofobia, al patriarcato, al sionismo, al
putinismo, e proprio questo l’errore che incombe: l’incapacità al dialogo, l’incapacità di leggere il significato delle parole che anelano alla pace, l’umanità non può ridursi ad etichette, a schieramenti, a fazioni, la libertà personale è uno stato d’essere, è accogliere l’altro come fonte di ricchezza e non come motivo di scontro.
Un ringraziamento al dott. Paolo Gambi che ogni giorno, gratuitamente, condivide perle di saggezza, una eco che si dipana quale invito all’amore, alla pace, al confronto.
