“Baby Gang 74 – Ragazzi a caccia di uomini”, un romanzo ambientato nella provincia abruzzese degli anni Settanta

Articolo di Gordiano Lupi

Un romanzo ambientato nella provincia abruzzese degli anni Settanta, tra Lanciano e Ortona, un gruppo di ragazzi violenti, emuli dei personaggi di Arancia Meccanica che danno la caccia ai froci, un patto inscindibile che unisce una vera e propria gang con regole inviolabili. Sono ragazzi diversi tra loro, qualcuno di famiglia borghese, altri proletaria, tutti minorenni – dai 14 ai 16 anni -, a un certo punto decidono di catturare un violentatore, uno che ha compiuto atti sessuali ai danni di un bambino di 12 anni. Baby Gang 74 – Ragazzi a caccia di uomini è scritto con uno stile chirurgico e lineare, appena quel che serve a livello di descrizioni, il resto è dialogo, anche dialettale, realistico al punto da ricordare Ragazzi di vita di Pasolini, mentre azione e considerazioni fanno capire ambiente e cultura del periodo storico. Un racconto di adolescenti alle prese con il quotidiano, un liceo di provincia, insegnanti arroganti e inaciditi, compiti di greco difficili da digerire, interrogazioni e incontri di sesso rubato, alla stazione o nei boschetti. Un piccolo mondo popolato da personaggi allucinati, in cerca di redenzione, ragazzi che bramano il corpo di una donna, il sesso come sfogo straordinario in una vita troppo uguale, l’odio per gli omosessuali, chiamati con disprezzo froci. Tra le pagine troviamo la musica del periodo storico, i dischi dei Pink Floyd e di Lucio Battisti, i Beatles e i Pooh, i Genesis, gli Emerson Lake e Palmer, la PFM, soprattutto riscopriamo la società degli anni Settanta, le donne che cercano marito e i ragazzini che sognano il futuro lontani da casa. La scuola è una presenza costante, con le ore di lezione sempre uguali, non mancano le passeggiate in corso – a far le vasche, come si diceva un tempo -, i contadini che bevono vino in osteria, i film con Bruce Lee, le assemblee studentesche organizzate dalla FIGC, gli occhiali Ray-Ban, Lotta Continua e il Partito Comunista. Alcune pagine sono dedicate a un amore giovanile per una professoressa sexy, alla masturbazione selvaggia in solitario, al ricordo di aver visto Ilse, la belva delle SS in un cinema di periferia dove si faceva cinema e rivista per guardoni di paese. A un certo punto Lanci cita Sandro Penna e le sue poesie che parlano solo di ragazzi, la letteratura che allontana dal pregiudizio, come contraltare alla lotta dei lancianesi contro gli omosessuali, dopo che un ragazzo si è ucciso perché è stato violentato. La polizia sta a guardare di Enrico Maria Salerno è un altro film citato dai protagonisti che mentre lo guardano comprendono che bisogna agire, “se i froci violentano ragazzini, devono essere puniti, senza rispettare le regole”. Bay Gang 74 – pur in una cornice di personaggi inventati – è un romanzo verità, scritto con lo stile giusto per questo genere letterario. Un romanzo che ci porta per mano alla scoperta di un’epoca, indagando su vizi provati e pubbliche virtù. Il piccolo mondo erotico della provincia abruzzese anni Settanta, che poi è la provincia del mondo.

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