Non poteva mancare Anime dissonanti tra i finalisti del premio, romanzo dell’autore piemontese Marco Fumagalli.
L’opera sta riscuotendo un successo inaspettato, dice Fumagalli, non credevo potesse risuonare così forte la eco negli animi dei lettori. Il romanzo è una disamina del mondo contemporaneo che si rispecchia nelle parole sub-limi dell’autore.
Il protagonista del romanzo è Luigi, uomo di elevato spessore culturale che, però , è incapace di accordare il proprio cuore chiuso nei suoi studi con la corazza di chi vuole , forse involontariamente costruire distanze anziché costruire un legame autentico con il figlio Filippo che desidera amore e allora cercando di colmare il diaframma divisorio padre-figlio inizia a scrivere con uno pseudonimo poesie e racconti che invia al padre. I testi smuovono la coscienza di Luigi ed ecco che avviene quella sorta di illuminazione non priva di dolore. Tuttavia, la verità si rivelerà troppo tardi, e il destino interromperà bruscamente il tentativo di riconciliazione tra i due.
Il romanzo ci insegna che non dobbiamo aspettare quel fatidico domani per abbracciare una persona, per chiedere scusa o dire semplicemente “ti voglio bene”. Quanti momenti procrastinati per
concludersi con un vuoto che resterà per tutta la vita. Il romanzo quindi è la descrizione di questo secolo che fugge quando c’è da porre al primo posto il cuore.
