Trasmesso in Prima Tv su Rai 5, Shayda è un film potente e coraggioso, dalla parte delle donne, contro la violenza e la persecuzione maschile, che denuncia le superstizioni religiose, mettendo in evidenza quanto sia difficile ribellarsi alle regole di una società patriarcale. Tratto da una storia vera – in questo caso l’esperienza della regista – racconta le vicende di una coraggiosa madre iraniana che vive in Australia (e vuole restarci) insieme a una figlia di sei anni, in fuga dalla persecuzione di un marito che non intende concedere il divorzio. Siamo in Australia, nel 1995, in una casa famiglia periferica guidata da Joyce, centro per madri abusate in cerca di protezione. Shayda vorrebbe lasciare il marito Hossein – un aspirante medico geloso e violento -, ma nel corso della causa il giudice stabilisce che l’uomo possa vedere la figlia una volta alla settimana, cosa che sconvolge il quotidiano della donna e le fa temere il peggio. Debutto alla regia per la bravissima Noora Niasari che scrive e sceneggia la sua storia e racconta una se stessa bambina, contesa tra un padre violento e una madre protettiva che vorrebbe farle cambiare vita, dandole una prospettiva per il futuro. Zar Amir Ebrahimi – la ricordiamo nello splendido Tatami – si cala molto bene nei panni di una disperata protagonista, decisa a tutto pur di salvare la sua libertà e il futuro di una figlia che non vuole soggiogata a rigide leggi tradizionali che non condivide. Il film rende evidente un contrasto di culture, tra la libertaria Australia e quel che è diventato l’Iran sotto il fondamentalismo islamico, mentre la donna non condivide niente di una religione imposta e segue antichi riti persiani. Il valore della pellicola sta anche nel racconto di una cultura, dai cibi che vengono preparati alla narrazione del modo di celebrare le festività, passando per singolari altarini che rappresentano le divinità del pantheon persiano. Premiato al Sundance Film Festival, visibile su Rai Play dopo un passaggio in Prima TV su Rai 5 in data 25 maggio 2026. Da vedere senza mezzi termini, per capire la situazione femminile in quel che è rimasto della cultura persiana nel povero Iran oppresso da una dittatura fondamentalista.
Regia: Noora Niasari. Soggetto e Sceneggiatura: Noora Niasari. Fotografia: Sherwin Akbarzadeh, Montaggio: Elika Rezaee. Produzione: Noora Niasari, Vincent Sheehan. Case di Produzione: Origma 45, The 51 Fund, HanWay Films, Dirty Films, Parandeh Pictures. Distribuzione: Madman Films (Stati Uniti). Lingua Originale: Inglese, Persiano. Interpreti: Zar Amir Ebrahimi (Shayda), Selina Zahednia (Mona), Osamah Sami (Hossein), Leah Purcell (Joyce), Mojean Aria (Farhad), Jillian Nguyen (Vi), Rina Mousavi (Elly), Eve Morey (Lara), Lucinda Armstrong Hall (Renee), Bev Killick (Cathy), Jerome Meyer (Pierre).
